Con la fronte poggiata alla spalla di Mina, Daniel respira a fondo cercando di far riprendere al suo cuore un battito regolare. Quando si raddrizza posa un bacio sulla fronte dell'italiana e, con un sorriso sulle labbra, le sussurra: "Controlliamo i danni". Per fortuna l'esterno dell'abito di Mina risultava immacolato, mentre sui pantaloni neri di Daniel erano appena visibili un paio di macchioline biancastre. "Dubito che qualcuno ci farà caso", commenta il ragazzo. Nel frattempo Mina osserva il suo riflesso mentre si insapona le mani. Arrossata e accaldata, si sente un vero disastro. Daniel, che si stava dando una sistemata ai ricci, nota l'espressione preoccupata della ragazza e, d'istinto, le si avvicina cingendole il fianco. "Ehi, cosa c'è?". Mina fissa il riflesso di Daniel abbozzando un sorriso. "Mi sento un disastro. Sei sicuro che il vestito sia pulito? Ho una vergogna assurda di dover passare davanti alla gente in queste condizioni...". Daniel le accarezza la schiena e, allontanandosi di qualche passo da lei, le chiede di ruotare lentamente su stessa. "Siamo stati bravi: sei perfetta", la rassicura accogliendola tra le braccia.
"D'accordo, allora il piano è questo", spiega Daniel. "Esco prima io e mi assicuro che nessuno provi ad entrare. Appena hai via libera ti scrivo un messaggio". I due si salutano quindi dietro la porta della toilette con un bacio furtivo ed un sorriso eccitato. Una volta che Daniel era uscito Mina aveva provveduto a richiudere immediatamente la porta a chiave e, con l'orecchio teso, stava cercando di captare qualsiasi voce nelle prossimità. "Oh no, amico. Non ti consiglio di entrare, lo sciacquone è guasto. Aspetta che si liberi l'altro", dice Daniel rivolto a qualcuno di cui Mina non riconosce il tono di voce. "Grazie mille amico, allora mi conviene aspettare qui". Soddisfatto, Daniel si poggia al corrimano della scala e, mentre sfila il cellulare dalla tasca, sente il suono di una notifica. "Sul serio? Era quella la tua scusa migliore?" aveva scritto Mina, aggiungendo una sfilza di emoji divertite. "Fidati, era la scusa con più classe che ho trovato. Non vuoi sapere quale sarebbe stata l'alternativa". Mina ride di gusto, restando in attesa delle direttive da parte del pilota che non tardano ad arrivare. Dopo infatti circa cinque minuti un messaggio di "via libera" compare tra le notifiche della ragazza, la quale si appresta poi ad uscire dalla toilette con discrezione. Scambia uno sguardo d'intesa con Daniel che, successivamente, si allontana a passo svelto verso l'uscita. Il piano era che sarebbero scesi dall'imbarcazione separatamente, onde evitare di incappare assieme nei fan ancora appostati lì sotto, per poi rivedersi nei pressi del teatro dove si erano dati appuntamento diverse ore prima.
A differenza di Daniel, Mina passeggia con lentezza sul ponte dandosi un'occhiata attorno. Non le risulta difficile intercettare Giulia, che era seduta su uno degli sgabelli antistanti il bancone della zona bar ed era intenta a chiacchierare con Tommaso e Michele. Sorride istintivamente quando osserva la coppia scambiarsi effusioni sotto lo sguardo rassegnato del bartender. I tre erano troppo impegnati nella conversazione per notarla e per Mina questo era decisamente un sollievo. Quando giunge all'uscita nota con piacere che non era la sola a scendere dall'imbarcazione in quel momento, cosa che aiutava senz'altro ad evitare che tutto il focus fosse su di lei. Daniel era ancora lì fuori e si stava prestando anche stavolta a qualche scatto ed autografo. Per una frazione di secondi i loro sguardi si incrociano, complici, per poi spostarsi altrove. Mina procede a passo lento ripercorrendo il percorso fatto in precedenza. Risale le scale affiancate all'entrata del teatro che portano alla strada superiore e attende con pazienza nel piccolo spiazzale, poggiata al parapetto color crema. Daniel la ritrova nello stesso punto in cui l'aveva vista diverse ore prima. Solo che, a differenza di quel frangente in cui era illuminata dai raggi aranciati del sole, stavolta era alla luce biancastra di un lampione e la leggera brezza le scompigliava appena i capelli. "Miss Massaro, perdoni l'attesa". Mina solleva il capo dal cellulare sorridendo alla vista del pilota.
I due quindi, passeggiando senza alcuna fretta, si erano diretti verso il punto in cui Daniel aveva parcheggiato la sua Vespa. "Ti va di fare prima un giro?" le chiede mentre le porge il casco. "Monaco by night in Vespa con Ricciardo? Non c'è neanche bisogno di chiederlo", sorride Mina. "Se hai freddo avvertimi", la avvisa Daniel prima di mettere in moto, voltando il capo verso di lei che risponde affermativamente stringendosi a lui. Il pilota si diverte a guidare per le strade del principato mostrando a Mina buona parte dei suoi posti preferiti e raccontando qui e lì qualche aneddoto divertente. Fortunatamente, rispettando i limiti di velocità, l'andatura del mezzo e la vicinanza del corpo di Daniel avevano fatto sì che Mina non prendesse freddo. Dopo circa venti minuti, con non poca sorpresa della ragazza, una volta arrivati nei pressi del suo appartamento Daniel aveva nuovamente deviato il percorso proseguendo verso la zona portuale antistante ad esso. Quando il ragazzo parcheggia il mezzo ed invita Mina a scendere la confusione della ragazza non diminuisce, ma al contempo la curiosità prende il sopravvento. Dunque, mentre procede a slacciare il casco, si chiede cosa abbia in mente il pilota per il prosieguo della serata. Con il proprio casco sottobraccio Daniel allunga una mano verso l'italiana, che la afferra prontamente. "Posso chiederle dove stiamo andando, Mr. Ricciardo?". Daniel sorride sbirciando l'espressione sul volto della ragazza. "Lei è una persona molto impaziente, signorina Massaro". Mina arriccia il naso sorridendo, mentre scuote la testa. Touché. Daniel aveva perfettamente ragione.
STAI LEGGENDO
Cliché // Daniel Ricciardo
FanfictionQuesta storia nasce dal desiderio di leggerezza. A volte ciò di cui si ha bisogno è la spensieratezza. La capacità di lasciarsi andare e sperare che prima o poi tutto andrà per il verso giusto. "Cliché" si propone di regalare ciò, senza cadere nella...
