Cap. 13

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Nei due giorni successivi le nostre turiste avevano fatto onore alle loro iniziative, spostandosi in lungo e in largo sulla meravigliosa riviera, macinando chilometri, godendo delle meravigliose spiagge e gustando il cibo che offriva la zona. Giulia aveva potuto aggiornare costantemente i suoi social, nonché sentirsi quotidianamente con Tommaso, mentre Mina si era dedicata al pieno relax. Staccare dalla vita quotidiana, respirare aria nuova e potersi godere anche sole e mare era tutto ciò che desiderava da quella vacanza. Un rigenerarsi in piena regola. In più, a differenza di ciò che aveva detto in aeroporto, sulla difficoltà di riuscire a sopportarsi a vicenda per due intere settimane, trascorrere le giornate con la propria migliore amica le dava una sensazione di libertà e benessere che non aveva provato in altre occasioni.

"Sorgi e splendi, bella addormentata!". Giulia aveva sorpreso l'amica alzandosi di buon'ora, scendendo a comprare caffè e ciambelle. Mina si stiracchia lamentandosi, passandosi poi una mano sulla faccia. "Ma che ore sono?" biascica. "Sono le otto e trenta e noi dobbiamo prepararci a partire!". Mina si tira su, con non poca fatica, afferrando il caffè. Giulia si sporge verso di lei, porgendole una guancia, in attesa di un bacio di ringraziamento che prontamente arriva.

La partenza a cui si stava riferendo Giulia riguardava lo spostamento in un'altra zona. L'organizzazione iniziale prevedeva di utilizzare come punto di appoggio esclusivo l'appartamento di Nizza. Tuttavia, su proposta di Tommaso, che le avrebbe raggiunte all'inizio della settimana successiva, avevano deciso di trascorrere qualche giorno molto più vicine a Monaco. Il ragazzo aveva un amico d'infanzia che lavorava da diversi anni nel Principato e, grazie a lui, i tre erano riusciti ad affittare un piccolo monolocale a Beausoleil, un comune confinante strettamente con esso.

Quel giovedì, dunque, riorganizzati i bagagli, Mina e Giulia si dirigono in stazione. Il treno per Monaco fortunatamente non era eccessivamente affollato, cosa che ha permesso alle ragazze di godersi il viaggio. Una volta arrivate e dopo un po' di cammino, giungono all'appartamento che, in linea d'aria, era posizionato esattamente all'altezza del Casinò. Dopo essersi sistemate ed aver avvisato Tommaso del fatto che era tutto a posto, le ragazze iniziano l'esplorazione del fantomatico principato. Michele, l'amico di Tommaso, non aveva detto il falso: davvero in pochi minuti si erano ritrovate davanti al famosissimo Casinò. Percorrendo uno spazioso viale alberato, ai cui lati circolavano le auto, era possibile scorgere già da una certa distanza la struttura. All'interno del Casinò le ragazze si sono concesse un paio di tiri alle roulette, uno dei quali finanziato dal fratello di Giulia. "Se vai a Monte-Carlo devi anche giocare. Per favore, ti finanzio io, gioca per me. Punta tutto sul rosso", le aveva detto. Inutile dire che Giulia era sicuramente più fortunata in amore, come si suol dire, che nel gioco, visto che aveva perso tutto quello che aveva puntato. Mina, invece, si era ritrovata con una piccola vincita in tasca. "Dai Giuli, con questi soldi ti offro il pranzo come consolazione", le dice passandole un braccio sulle spalle mentre escono dal Casinò. "Mina, con quaranta euro a Monte-Carlo cosa vuoi offrirmi? Forse un dessert, se scegliamo bene il posto".

Ebbene, Mina aveva mantenuto la parola. Era riuscita ad offrire il pranzo all'amica sventurata, trovando un posto per pranzare accessibile. Si trattava di una catena steakehouse che, tra l'altro, aveva un'ottima veduta sulla strada. Di fatti, le ragazze avevano scoperto che durante il Gran Premio di Monaco, con un supplemento, era possibile prenotare i posti a sedere e godersi la vista dell'evento comodamente seduti al tavolo, con prezzi ovviamente più accessibili rispetto a gran parte dei locali monegaschi.

"Tu, signorina Mina Massaro, ne sai una più del diavolo. Lasciamelo dire", dice Giulia mentre guarda Mina pagare il conto, rientrato perfettamente nel budget. L'amica ride di sottecchi, con sguardo eloquente. Decidono dopo di percorrere la strada a ritroso, che permetteva loro di costeggiare una delle zone portuali, dalle quali si potevano ammirare le barche e gli yacht ormeggiati. Si allungano su una delle banchine per ammirare alcune sculture di arte moderna, proseguono verso l'Auditorium, per ritornare infine nella zona del Casinò. Ormai stanche, optano per rientrare e riposarsi, con l'intento di fare un salto alla spiaggia nel pomeriggio.

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Angolo dello scrittore

Ciao! Quando leggerete questo capitolo io sarò (quasi) in vacanza. Ho già pronti i prossimi capitoli, quindi niente paura <3

Tenete duro, la prima interazione tra Daniel e Mina è vicinissima.

Cliché // Daniel RicciardoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora