"Risponde la segreteria telefonica di...". Daniel riaggancia emettendo un verso di frustrazione, passandosi una mano sul volto. Temporeggia fissando il cellulare, ma il nome di Mina non compare sullo schermo. La capiva se lo stava ignorando. Dopotutto, se lo meritava. Così, dopo qualche altro minuto, decide di rientrare. Non aveva senso insistere.
"Ehi, ma dove eri finito mate!" lo accoglie Lando alzando le braccia. "Fatto qualche incontro interessante lungo il tragitto?" lo punzecchia Charles con il gomito dopo che si era riaccomodato al suo posto. "Oh sì, interessante conversazione con quelli che erano in fila al bagno", finge per scrollarseli di dosso. Max, Charles e Lando si scambiano un'occhiata di deluso stupore. "Aspetta amico", si intromette Max piegandosi verso di lui dall'altro lato del tavolo, "vuoi dire che davvero tutto questo tempo lo hai passato in fila al bagno?". Daniel guarda gli amici abbastanza stupito. Non capiva il perché di quell'incredulità. "Buddy, hai visto quanta gente c'è in questo posto? Di cosa ti stupisci...". Max sbatte le palpebre, interdetto. "No, sì. Hai ragione", dice chiudendo lì la conversazione.
"Ma dove cavolo sono le ragazze?" chiede ad Alex, che era seduto alla sua destra. Il pilota guarda alle loro spalle per cercare di localizzarle. Il loro tavolo doveva essere oltre la pista, ma tra il grosso numero di persone e le luci soffuse risultava difficile. "Dovrebbero essere lì", indica a Max un punto della sala con l'indice. "Ma non le vedo". Max segue con lo sguardo le indicazioni del collega, ma non ha fortuna. "Già, nemmeno io".
Mina e Carmen non hanno dovuto faticare molto per portare le altre ragazze in pista. Avevano formato un cerchio al cui centro ballava indisturbata Penelope e, tra una risata e l'altra, si erano stavano davvero scatenando. Mina era felice, si sentiva leggera. Era contenta del fatto che l'invito di Charles non avesse dato chance di essere rifiutato. Ad un certo punto Penelope afferra lei e Giulia per mano e le trascina all'interno del cerchio. La giornalista guarda Mina con espressione divertita e, poco dopo, le comunica qualcosa all'orecchio. Un secondo dopo il cenno d'assenso della psicologa, entrambe sollevano Penelope tenendola in braccio ed iniziano a saltellare a ritmo di musica, incitate dalla madre della bambina e le altre ragazze.
Mina non sapeva nemmeno più da quanto stavano ballando quando le viene una sete tremenda. Sposta i capelli da un lato e si fa aria con la mano. L'aria climatizzata era in funzione e non c'erano poi così tante persone, ma lo stare in movimento l'aveva fatta accaldare. Si svincola così dalla comitiva per tornare al tavolo e recuperare un po' d'acqua. Dopo averne versata un bel po' nel bicchiere si accomoda per riprendere fiato. Sorride nello scorgere da lontano Penelope in braccio a Kelly. Quella bambina aveva più energia di tutte loro messe assieme. Mentre manda giù l'ennesimo sorso d'acqua decide di frugare nella pochette, nella speranza di trovarvi all'interno un elastico per capelli. Delusa dal constatare che non ne aveva portato uno con sé, tira fuori il cellulare. L'intento era di capire semplicemente che ore fossero, ma quando lo schermo si illumina e compare la notifica di una chiamata persa, ha un tuffo al cuore: a chiamata risaliva a circa a un quarto d'ora prima. Mina si porta la mano libera al petto e fa guizzare lo sguardo verso la pista da ballo. Non sa che fare.
Dopo un paio di respiri profondi, col cellulare ancora stretto tra le dita, si dirige verso l'uscita del Jimmy'z. Si sistema la pochette sulla spalla mentre si fa largo tra gli altri clienti del locale e in poco tempo la frescura della sera le accarezza la pelle ancora accaldata. Solo in quel momento si accorge di essere effettivamente un po' sudata, ma non sapeva se fosse colpa del ballare o della chiamata persa da parte di Daniel Ricciardo. Si allontana di pochi passi dall'entrata, il giusto per non avere il frastuono della musica ancora troppo vicino. Il cuore le rimbomba nelle orecchie, così come un vortice di pensieri. "E se ha semplicemente sbagliato?" pensa. Si rigira a guardare l'entrata, ponderando l'idea di tornare all'interno e aspettare, magari, che fosse lui a richiamarla. Però decide di non farlo. Quella possibilità poteva non ripresentarsi una seconda volta. Così, dopo aver preso un altro bel respiro, invia la chiamata.
"Andiamo, Danny Ric!" lo incoraggia Pierre scuotendogli le spalle. "Vieni in pista, così magari sciogli un po' i tuoi nervi". I piloti, su insistenza di Lando, avevano deciso di scendere in pista. Ma Daniel non sembrava molto convinto. Era rimasto seduto ad osservarli, comunicando la sua astensione con un cenno della mano. "Penso che tra un po' andrò a casa. Voi divertitevi". "Allora concedici almeno un ballo!" esclama Charles facendo cenno a Max di avvicinarsi. Prima che Daniel capisse cosa stava succedendo, si sente sollevare da entrambe le braccia. "Oh, andiamo ragazzi. Lasciatemi in pace", protesta mantenendo però un tono scherzoso, mentre lo spingono verso la pista. "Non accettiamo un no!" gli urla Max nell'orecchio. "E va bene, mi arrendo! Ma lasciatemi almeno prendere il cellulare". Daniel si svincola così momentaneamente dalla stretta dei colleghi per tornare al tavolo a recuperare l'oggetto. Ma proprio mentre lo infila in tasca lo sente vibrare. Con sguardo pieno di aspettativa e le labbra socchiuse si affretta ad osservare lo schermo luminoso: Mina lo stava richiamando. "Cazzo", esclama. "Devo uscire da qui", si affretta a dire mentre si allontana a passo svelto, sotto l'occhio confuso dei piloti. "Mina!" risponde frettolosamente, nel frattempo che si fa largo tra i corpi che si dimenavano a ritmo di musica.
Dopo il sollievo iniziale, procuratole dal sentire la voce del pilota, un'espressione confusa si fa strada sul volto dell'italiana. "D-Daniel...!" risponde tentennando. Ma quello che gli arriva all'orecchio è un caos indistinto. "Ma dove ti trovi?" chiede infine. "Ah, cazzo... Scusami!" sente ancora. Una risata le sfugge, non sapendo se quelle scuse fossero rivolte a lei o a qualcun altro. "Mina, mi senti? Dammi un secondo, sono al Jimmy'z, c'è un casino infernale". Gli occhi di Mina si spalancano. "Cosa? Anche io sono lì!". "Come? Ah, porca miseria. Non sento niente. Dammi un attimo, sto andando all'uscita". Mina si muove svelta. In una frazione di secondi è davanti l'entrata, a pochi passi dai due buttafuori. Il cellulare ancora attaccato all'orecchio, il petto che sale e scende a ritmo del suo respiro, l'aspettativa alle stelle. Con la mano libera stringe un lembo della gonna, totalmente disinteressata di fronte alla consapevolezza che così l'avrebbe sgualcita. "Mina, ci sei ancora?" gli chiede il ragazzo dall'altro capo del telefono, con voce affannata ed una punta di preoccupazione, prima che la sua figura comparisse alle spalle dei buttafuori e i loro occhi si incrociassero. Si fissano così, per diversi secondi; finché Mina, con un sorriso incerto sulle labbra, risponde: "ci sono".
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Angolo dello scrittore
Capitolo più corto del solito, ma mi sembrava il momento perfetto per concluderlo. Cercherò di farvi aspettare il meno possibile per il seguito! Anche perché io stessa non vedo l'ora di rivederli assieme.
XOXO
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Cliché // Daniel Ricciardo
FanfictionQuesta storia nasce dal desiderio di leggerezza. A volte ciò di cui si ha bisogno è la spensieratezza. La capacità di lasciarsi andare e sperare che prima o poi tutto andrà per il verso giusto. "Cliché" si propone di regalare ciò, senza cadere nella...
