Cap. 78

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"Cavoli, Mina", sussurra Sara accarezzandole un braccio. "Che stronzo!" esclamano invece all'unisono Millie e Gabrielle. Tia e le altre ragazze sono invece troppo basite per esprimersi. "Quindi con quest'altro ragazzo non hai più chiarito?". Mina scuote la testa. "È stato abbastanza chiaro. Non penso voglia più aver a che fare con me". "Stupidaggini!" parla per la prima volta Lizzy, un'altra collega di Sara. "Mi rifiuto di credere che dopo il tempo trascorso assieme basti un malinteso per farvi allontanare definitivamente". Mina sospira mettendo su un sorriso triste. Giulia le accarezza la schiena con fare consolatorio. "Sono d'accordo con voi, ma se non la cerca lui non penso si possa fare molto", dice. "Però potresti scrivergli tu..." suggerisce timidamente Tia. "Sai, per non lasciare nulla di intentato. Se non ti risponde allora non ne valeva la pena". "Sono d'accordo", esclama Millie. "Solo un idiota chiuderebbe per un'inezia del genere". Mina abbassa lo sguardo sorridendo. Ovviamente non aveva potuto raccontare alle ragazze il contenuto di ciò che le aveva confidato Daniel. Non immaginano la gravità della cosa. "Non posso ragazze", dice infine. "Sarebbe troppo umiliante".

Daniel aveva da poco finito di cenare. Aveva lavato i piatti ed era poi uscito in veranda per chiacchierare al telefono con la sua famiglia. Lando lo aveva invitato ad andare a giocare a bowling con altri suoi amici, ma aveva preferito restare a casa quella sera. Aveva bisogno di stare un po' da solo. "Sì mamma, tranquilla. Sto seguendo il piano alimentare e mi sto allenando il giusto", sorride chinandosi con i gomiti sulla ringhiera. "Certo che non sto bevendo alcol!". Grace sorride dall'altro capo del telefono. "Per il resto, stai passando una buona estate tesoro?". Daniel sorride a sua volta. "Sì mamma, anche se mi mancate". "Oh, tesoro. Anche tu ci manchi. Ma ti stai vedendo con i tuoi amici, vero?". Daniel la tranquillizza. "Ottimo... Tuo padre invece vuole sapere come va l'amore". Daniel alza gli occhi al cielo, anche se il sorriso non abbandona le sue labbra. "C'è qualche ragazza in vista? Ormai sei single da un po'", incalza Grace. Passano diversi minuti di silenzio, interrotti solo da un lungo sospiro. "Nulla di che", si limita a rispondere. "Ci hai messo troppo a rispondere, Danny", esclama suo padre da qualche parte in lontananza. Grace lo zittisce ridendo. "Dai, piuttosto, come stanno Michelle e i bambini...", cerca di cambiare argomento il pilota.

Una volta chiusa la telefonata rientra sorridendo mentre si accarezza la nuca. Si lascia cadere poi sul divano e inizia a scrollare sui social. Quando dopo un po' allunga distrattamente la mano per cercare il telecomando della tv, tasta qualcos'altro. Sposta lo sguardo su quello che aveva afferrato: un elastico per capelli. Lo rigira tra le dita cautamente prima di portarlo più vicino agli occhi. Sapeva perfettamente a chi appartenesse. Non poteva essere altrimenti. Mina era stata la prima ragazza che aveva portato a casa dopo mesi. Assottiglia le labbra ripensano all'ultima conversazione avuta con lei. Sapeva di averla ferita, glielo aveva letto negli occhi. Eppure, per quanto lei si fosse proclamata innocente, non riusciva a crederle ciecamente. Mentre ci giocherella, nota che è dello stesso identico colore dei suoi capelli. Non può fare a meno di sorridere. Una frase che aveva pronunciato Max a pranzo gli risuona nella mente. "Comunque, fossi stato io in Mina, se proprio avessi voluto fotterti avrei spifferato tutto all'amica giornalista, e non al primo coglione di turno". Ma chi poteva dirlo, magari aveva raccontato tutto anche a Giulia. Solo che lei, magari, sapeva tenere la bocca chiusa. Eppure, Daniel ammette a sé stesso che Mina non aveva alcun motivo di rivelare certe informazioni a Michele. Ad un party per giunta. Mentre riflette lascia cadere la testa all'indietro, sullo schienale del divano. Osserva il soffitto, chiude per un secondo gli occhi e tira poi un profondo sospiro. Dà uno sguardo al cellulare e, per un momento, pensa di scriverle. Ma ci ripensa. Vorrebbe crederle, ma non ha prove. In più non ha la minima voglia di scusarsi perché, a suo parere, i suoi sospetti sono più che legittimi. Ma la cosa che lo manda più in bestia è il fatto che quello stupido bartender abbia tre le mani delle informazioni così riservate sul suo conto. "Forse è il momento di fare due chiacchiere con quel tipo. Da uomo a uomo..." dice tra sé e sé serrando la mascella.

Verso le 22:30 Lando riceve una telefonata. La partita al bowling era ormai terminata e lui e i suoi amici avevano deciso di spostarsi a bere qualcosa in un bar che affacciava sulla spiaggia. "Amico, se hai cambiato idea mi dispiace. Indovina chi ha vinto la partita di stasera?" si pavoneggia beccandosi qualche spallata dagli amici. Daniel ride dall'altro capo del telefono. "No amico, non ti chiamo per quello. Ho bisogno di un favore". Lando scaccia gli amici con un gesto della mano prima di allontanarsi di qualche passo. "Ok, dimmi tutto". "Tu hai qualche aggancio al Jimmy'z?". L'inglese mette su un'espressione confusa e stranita. "Dipende a che tipo di conoscenza ti riferisci... Cosa ti serve nel dettaglio?". Ci sono diversi secondi di silenzio che precedono le parole di Daniel. "Voglio sapere se quel Michele è di turno stasera". Lando spalanca la bocca ma non pronuncia alcuna parola. Si guarda attorno, preoccupato, e porta una mano fra i capelli. "Amico, non ne vale la pena, credimi". Daniel sbuffa divertito. "Guarda che non ho intenzione di pestarlo". Le spalle di Lando si rilassano. "Voglio parlarci". L'inglese resta in attesa di altre informazioni. "Sa delle cose molto personali sul mio conto e non mi va di lasciar correre". "Hai detto che non volevi pestarlo!". "Ma non voglio, infatti! Prima di tutto voglio sapere cosa sa, effettivamente. E, secondariamente, voglio fargli presente che è meglio non inimicarsi un Ricciardo". Lando si prende qualche secondo per riflettere. Sapeva che era improbabile che riuscisse a far cambiare idea all'australiano. Dopotutto, al suo posto avrebbe ragionato allo stesso modo. Ma cosa fare? Lui sapeva qual era la verità, ci aveva parlato lui stesso con Michele. "Dammi qualche minuto. Faccio una telefonata e ti aggiorno", sono le parole di Lando.

Max sente il cellulare squillare. Lui, Kelly e Penelope erano tornati al suo appartamento dopo cena. Dopo aver messo la bambina a letto i due si erano accoccolati sul divano per guardare un film e mangiare del gelato. "Cosa c'è, amico". "Senti Max, abbiamo un altro problema". L'olandese si alza esasperato. Dà un bacio tra i capelli alla sua ragazza e si allontana in veranda per non disturbarla mentre ascolta ciò che il collega ha da dirgli. "Assolutamente no. Mentigli Lando". "Non pensi sia peggio? Cioè, già ci siamo dentro fino al collo in questa situazione, non pensi che se venisse a sapere anche che abbiamo continuato a mentirgli e mettergli i bastoni fra le ruote si infurierebbe con noi?". "Non mi interessa", risponde Max, ermetico come sempre. "Per ora abbiamo bisogno che se ne stia buono un altro po'. Domani ci vediamo e capiamo come muoverci". "Va bene. Ma sappi che se non è stasera, prima o poi vorrà comunque parlarci. E non gli do tutti i torti". "Ah, nemmeno io. Fossi stato al suo posto gli avrei già spaccato la faccia a quel coglione", dice con la sua solita compostezza. Lando si lascia sfuggire una risata. "Non ho dubbi", risponde. "Dai, allora ci sentiamo domani. Io intanto lo richiamo e procedo come stabilito".

"Ehi, Lando!" attira la sua attenzione uno dei suoi amici. "Andiamo amico, vuoi passare tutta la serata a telefono?". "Già! Se è una ragazza smetti di fare l'idiota e va' da lei!" aggiunge un altro. "Magari si trattasse di una ragazza, vi avrei già bidonati da un pezzo!". Un coro di insulti misto a risate si solleva dalla comitiva. "Datemi qualche altro minuto". Lando invia l'ennesima chiamata e con la mano libera continua ad arruffarsi i capelli. "Ehi, mate. Senti, ho fatto qualche telefonata e mi è stato detto che l'unico bartender di nome 'Michele' stasera non è di turno". Dall'altro lato Daniel è silenzioso. "E sai dirmi quando lavora, invece?". Lando sembra in difficoltà. "Ah, cavoli amico. Ho dimenticato di chiedere. Magari domani faccio un'altra telefonata e capiamo". Daniel non sembra convinto, ma annuisce ugualmente. "Dai, stasera cerca di rilassarti. Non pensarci troppo". Daniel annuisce una seconda volta e, dopo aver ringraziato l'amico, lo saluta. Infila il cellulare nella tasca degli shorts sportivi e si sporge sulla fresca ringhiera della veranda, osservando le luci del porto in lontananza.

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Angolo dello scrittore

Poveri Lando e Max, ormai non sanno più che fare! E Daniel è troppo testardo, lo so...

Cliché // Daniel RicciardoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora