Cap. 85

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Daniel ringrazia ancora una volta il buttafuori che lo fa accomodare all'esterno, senza però distogliere lo sguardo da Mina che lo aspettava a pochi metri di distanza. "Ciao..." è l'unica cosa che riesce a dire. Un sussurro che si confonde con un sospiro. Mina lo osserva: i ricci perfetti, la collana e la polo bianca che facevano risaltare la sua abbronzatura, gli occhi scuri e intensi come sempre. "Ciao", risponde abbassando per un attimo lo sguardo. "Eri qui da molto?" le chiede lui. "Forse un'oretta". "Pazzesco che non ci siamo beccati", dice Daniel passandosi una mano sulla nuca. Mina riporta lo sguardo su di lui. Non aveva voglia di intrattenersi con discorsi vuoti. Così, in silenzio, aspetta che sia lui a fare il primo passo. Dopotutto, era stato lui a cercarla. Aveva sicuramente qualcosa da dirle. E infatti, era così. "Senti Mina... Mi dispiace", ammette facendo un passo avanti. "Ho reagito d'impulso, e questo non mi fa onore. Sono stato uno stupido a dubitare di te, delle tue parole". Mina ascolta con attenzione, restando in attesa per qualcosa che però non arriva. "Io non ti incolpo per aver dubitato di me. Per quanto ci sia rimasta male, era legittimo Daniel". L'australiano si illumina a quelle parole, abbozzando un sorriso. "Ma le parole che mi hai detto quando ti ho seguito fuori il Jimmy'z", continua indicando con il braccio la direzione verso cui si erano allontanati quella sera, "sono state come una pugnalata". Di colpo, la gioia sul volto di Daniel lascia il posto ad un'amara consapevolezza. La colpa lo assale nel momento in cui nota l'espressione dura sul volto dell'italiana. Con una mano si massaggia il volto, mentre digerisce le parole della ragazza. Passano alcuni attimi di silenzio, contornati soltanto dal chiacchiericcio e le risate di alcuni ospiti del locale che andavano via o uscivano fuori per una sigaretta. Poi Mina sente il suo cellulare risuonare per una notifica: era Giulia. "Dove sei finita? Stai bene?". "Giuli tutto ok. Sono fuori, ho incontrato Daniel..." le risponde velocemente. "Per quel che può valere", parla l'australiano, cosa che riporta l'attenzione di Mina su di lui, "non lo penso veramente". "So di non avere scusanti e di essere stato uno perfetto stronzo. Ma, credimi, mi sono pentito nell'esatto momento in cui ho pronunciato quelle parole". Le spalle di Mina si rilassano sotto un sospiro stanco. Sapeva che stava dicendo la verità. Si era accorta lei stessa, quella sera, di come l'espressione del ragazzo era cambiata dopo averle rivolto quelle parole così dure. E sapeva che stava dicendo la verità in quel momento, perché glielo leggeva negli occhi. "Sei stato scorretto nel tirare in ballo il mio lavoro", finalmente risponde. "Volevi ferirmi, e ci sei riuscito". Il volto di Daniel si corruccia mentre vi passa ancora una volta una mano sopra. "Mi dispiace Mina, non sai quanto", le confessa sofferente quando ritrova il coraggio di guardarla negli occhi. Poi, di punto in bianco, solleva un angolo della bocca mentre lascia scivolare lo sguardo lungo il suo corpo. Mina incrocia le braccia al petto, confusa e anche un po' irritata da quell'atteggiamento. "Indossavi gli stessi abiti", esclama lui. All'espressione confusa di Mina il suo sorriso si estende. "La prima sera che ci siamo incontrati, quando Charles ha fatto venire te e Giulia nel backstage di quella festa in spiaggia". Quando affiorano alla mente i ricordi, Mina solleva le sopracciglia schiudendo le labbra in un silenzioso 'oh'. "Si, è vero. Ora ricordo". Non può fare a meno di sorridere a sua volta. "Però avevi i capelli legati..." continua a ricordare il pilota, indugiando con lo sguardo sulla lunghezza dei capelli della ragazza. "Ma quello che mi è rimasto impresso di te, da quella sera, oltre al fatto che eri - e sei tutt'ora - bella da togliere il fiato, sono i tuoi occhi", continua incrociandoli di nuovo. Mina ascolta in silenzio, tesa. Il cuore le martella nel petto, perché la vicinanza e gli occhi caldi del pilota la mandano su di giri. Non poteva farci nulla. Era ancora risentita nei suoi confronti, ma non poteva negare che le fosse mancato. E quanto. "Sai cosa ho detto a Max, il giorno dopo averti conosciuta? Una frase che mi ha ripetuto non so quante volte, per prendermi in giro", fa una piccola pausa in cui osserva ogni centimetro del suo volto. "Che avevo conosciuto una ragazza dagli occhi gentili", le confessa infine. "E so che i tuoi pazienti sono fortunati, perché possono contare su quello stesso sguardo, sulla tua dolcezza e sulla tua capacità di ascoltare con attenzione, senza far sentire gli altri giudicati". "Ti chiedo scusa", conclude dopo una piccola pausa portandosi una mano al petto.

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⏰ Ultimo aggiornamento: May 24, 2025 ⏰

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