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"non permettere ai tuoi pensieri
di essere la tua gabbia"

FREDERICK

Paradise non è solo un posto,
è un regno sospeso tra il cielo e l'inferno.

Il rumore mi pompa dentro alle orecchie, troppo alto, arriva a farmi vibrare anche le ossa.
Motori che ringhiano come belve feroci, bassi della musica che fanno tremare l'asfalto, risate ubriache e urla di scommesse che si mescolano in un caos dalle sfumature quasi artistiche.

È disordine puro, violenza, ma a tratti anche libertà.

Margot sembra nata da questo caos.

La guardo mentre attraversa Paradise con quella sicurezza magnetica che si porta addosso senza nemmeno rendersene conto. La sua pelle illuminata dalle luci artificiali, i capelli che ondeggiano dietro le spalle e quegli occhi che sembrano sempre lanciare una sfida al mondo intero.

Cristo.

Non riesco a smettere di guardarla nemmeno volendo.
La gente si gira quando passa. Gli uomini la seguono con gli occhi, le donne la osservano con quel misto di fastidio e ammirazione che lei provoca ovunque vada.

Ma Margot non vede nessuno.

Ride ad una battuta di Alexa mentre Cameron le passa una bottiglia d'acqua e io resto qualche passo indietro ad osservarla come un idiota.

Perché questa ragazza mi sta entrando dentro in un modo pericoloso.
Molto più pericoloso delle gare.
Molto più pericoloso di Paradise.
Molto più pericoloso di tutto il resto.

Lei alza lo sguardo e mi trova subito.
Sorride ed io sento il petto stringersi così forte che quasi mi fa male.

«Perché mi guardi così?» mi chiede quando mi raggiunge.

Le passo una mano sul fianco tirandola automaticamente contro di me. «Così come?»

«Come se stessi pensando qualcosa di illegale.»

Le sfioro il mento con le dita. «Probabilmente lo sto facendo.»

Lei ride piano, ma poi il mio sguardo cambia appena. Lo noto subito, c'è qualcuno vicino alla sua moto...

Possibile che sia Jason?

Si volta appena verso destra cercando cosa ha attirato il mio interesse.
«Hai visto nessuno vicino alla tua moto?» dico continuando a guardare quel preciso punto.

Il sangue mi si raffredda nelle vene nel giro di un secondo.

«No Fred, sei solo paranoico»

So quel che ho visto.
Bastardo.
O l'ho solo immaginato?

Sento immediatamente qualcosa graffiarmi dentro lo stomaco.
Un istinto.
Uno di quelli che raramente sbagliano.

«Margot» la chiamo ancora senza staccare gli occhi da Jason poco lontano.

«Mh?»

«Vieni con me.»

Lei corruga la fronte mentre la porto direttamente verso la sua moto. Mi abbasso immediatamente accanto alla ruota posteriore, controllando i freni, il disco, il cavalletto, ogni singolo dettaglio.

«Fred che stai facendo?» non rispondo subito.
Le mani mi si tendono da sole mentre controllo la leva del freno.

«Hai lasciato la moto da sola?»

«Per tipo dieci minuti, perché?»

Alzo finalmente lo sguardo verso di lei. «Jason era qui.»

La sua espressione si irrigidisce appena, ma dura solo un secondo. «E quindi? Ma poi sei sicuro?»

Little SecretLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora