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"gara o meno
vinco sempre"

MARGOT

I giorni scorrono inesorabilmente veloci e man mano il viso di Frederick è tornato, fortunatamente, alla normalità.

Ma non io.

Tutto sembra essere "normale" ma il rientro al college per me non lo è.
Le parole di Jason fanno ancora rumore nella mia testa, così come le chiacchiere che sento quando cammino per i corridoi. Anche se cerco di ignorarle non è così facile come sembra.

Anche se faccio finta di essere forte le creme che mi porto dietro fanno male.

Ho cercato di ignorarlo in ogni modo da quando abbiamo ripreso le lezioni ma questo macigno che porto sul petto sta diventato sempre più grande e se non do sfogo a tutta la rabbia che sento potrei scoppiare.

Alexa cerca di riportare la mia attenzione alla nostra conversazione «Mar mi sta ascoltando?»

Ma io ho gli occhi lontani, puntati proprio sull'oggetto della mia fottuta ira «No, scusa» le dico alzandomi dal nostro tavolo per raggiungerlo.

Quello che sento è solo un «Mar fermati dove...»

Non le presto attenzione perché mi sto dirigendo a passo di carica proprio verso di lui.
«Mi dici che cazzo ti salta in mente in quella testa di merda che ti ritrovi?» sbotto arrivandogli a brutto muso proprio davanti.

«Buongiorno anche a te» mi dice con quel sorriso da schiaffi che vorrei solo far sparire dalla sua faccia. Dio che bastardo. «Ce ne hai messo di tempo, pensavo che avessi perso le palle strada stando appresso a Frederick»

«Sei tu che sei uno stronzo, non il contrario, ho solo cercato di farmi passare l'incazzatura ma non è successo» gli dico respirando dal naso stringendo i pugni con le braccia lunghi i fianchi, non devo dare troppo di matto. Siamo comunque al college e qui, purtroppo, tutti sanno chi sono.

Se vogliono parlare di me che lo facciano per qualcosa che ho fatto. Fanculo tutti.

«Se il tuo fidanzatino sta commentendo un grave errore è mio dovere farglielo presente, non è così che si comportano gli amici?»

«Oh no tu non sei un amico, quando mi hai baciata non mi sembra che pensassi fossi un errore o mi sbaglio?» a quella menzione lo vedo stringere la mascella, come se avessi colto proprio il punto dolente.
«Un fottuttissimo bacio Jason, uno. Ti rendi conto che stai distruggendo la vostra amicizia per un bacetto del cazzo che ti ho dato solo perché ancora non avevo capito i miei sentimenti?» mi esce una risata isterica che sembra mandarlo ancora di più su tutte le furie.

È lui che non ha superato il rifiuto di Alya e ora non accetta che io stia insieme a Frederick, assurdo.

Fa un passo verso di me per parlarmi ancora da più vicino ed io rabbrividisco appena, come faccio a non capire le persone problematiche da subito?
Perché sembra che io abbia il radar per cacciarmi in queste situazioni di merda?

«Le cose dovevano andare diversamente questa volta» mi dice a denti stretti.

E qui capisco che ho proprio ragione, è questo il vero problema. Lui non accetta il loro confronto anzi non riesce a reggere di non essere scelto.

«Allora è proprio vero che sei invidioso di lui» sputo senza pensarci due volte, non mi fa la minima paura. «Dovresti farti un bell'esame di coscienza e capire perché anche io ho scelto lui al posto tuo, magari ti bocci anche lì»

Gli poggio una mano sul petto e lo sposto perché ha preso fin troppo del mio spazio personale oltre che del mio tempo «E fammi un favore, stacci lontano e curati la gelosia che si vede parecchio, ad occhio nudo»

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