"Scomporsi per ritrovare
il proprio posto"
MARGOT
Il tempo sembra dilatarsi all'infinito e non scorrere mai quando sei chiuso in una di queste stanze, ma quando arriva il giorno delle dimissioni tutto sembra scorrere fin troppo velocemente.
Ritrovarmi in macchina, nei sedili posteriori del suv con mia madre e Filip davanti che parlano delle possibili "soluzioni" da attuare in casa finché non staro di nuovo bene, mi fa salire il nervoso e mi fa venire quasi voglia di tornare indietro.
«Non può tornare a dormire in camera sua, oltre che le scale ha anche il letto a baldacchino, non va bene» continua imperterrita mia madre elencando tutte le varie cose che secondo lei non vanno bene per la sottoscritta.
«Come se ci mancassero le camere al piano di sotto Carol, stai tranquilla faremo preparare la stanza che preferisce di sotto così starà più comoda» cerca di rassicurarla Filip, con scarsi risultati.
«E se dovesse aver bisogno di aiuto? Non la sentirà nessuno, noi siamo di sopra»
Mia madre non la reggo quando è ansiosa.
«Dio, sono qui dietro se ve ne foste dimenticati e sto bene santo cielo, cammino solo un po' male ancora ma con la fisioterapia tornerò come nuova non ho bisogno della balia mamma» incrocio le braccia al petto, sbuffando.
Pentendomene subito dopo per la fitta lancinante che mi riserva la mia spalla.
Che cazzo, almeno un po' di collaborazione.
Per fortuna il viaggio verso casa è breve e sono pronta a scendere, apro lo sportello e mi trovo davanti Frederick pronto ad aiutarmi.
«Eh no eh, non ti ci mettere anche tu, ce la faccio da sola»
Alza le mani in segno di resa e passa ad aiutare mia madre con le buste delle innumerevoli e inutili cose che mi aveva portato in ospedale.
«Tesoro come stai?» mi accoglie calorosa Corinne come se non mi vedesse da anni.
«Cori» le sorrido felice «Ammaccata ma ancora in piedi»
Con molta calma e tanta fatica raggiungo il divano e mi sdraio, butto le stampelle al lato e sono pronta finalmente per un pisolino su qualcosa di comodo.
Prima di riuscire anche a solo a pensare di chiudere gli occhi il mio cellulare decide di rompere il silenzio della stanza. Stare ferma e rispondere é una delle cose più difficile che dovrò fare.
Accetto la telefonata senza guardare nemmeno lo schermo, la voce preoccupata della nonna mi investe subito.
-Patata come stai? Sei a casa?-
-Sì siamo tornati proprio ora, sto bene nonna tranquilla-
-Non ci riesco proprio, aveva ragione tua mamma non dovevamo comprarti quell'aggeggio-
-Nonna- le dico a mo' di rimprovero -Non é colpa tua anzi sono stata molto felice di averla e sto bene quindi nessun rimpianto grazie-
-ti stai facendo aiutare da tutti?-
Il mio piccolo silenzio é già una risposta e lei riparte in quarta.
-Patata per favore, fai la brava e non essere sempre la solita cocciuta-
Rido e poi le rispondo -dai nonna ci provo-
-Ah e salutami Fred, buona giornata, ti voglio bene-
-ciao nonna ti voglio bene-
Appena attacco il telefono sento quel maledetto fischio e poi un ricordo:
«C'è una persona nonna...prima o poi te la presenterò»
«Ti sento più felice questo é l'importante»
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
