"A volte non è il dolore a spaventarti davvero.
È scoprire che una parte di te
è scomparsa senza chiedere il permesso."
MARGOT
La prima cosa che sento è il bip continuo di un macchinario.
La seconda è il dolore.
Ovunque.
Un dolore sordo, pesante, che sembra essersi infilato dentro ogni osso del mio corpo. Le palpebre mi pesano come cemento quando provo ad aprirle e per alcuni secondi vedo soltanto luci bianche, forme indistinte e ombre che si muovono lentamente sopra di me.
L'odore pungente di disinfettante mi riempie i polmoni.
Ospedale.
Merda.
Un gemito mi sfugge automaticamente mentre provo a muovere appena una spalla.
È un errore, non avrei dovuto farlo.
Una fitta mi attraversa il fianco e la schiena così violentemente da farmi mancare il respiro.
Cazzo.
«Margy..»
La voce di mia madre mi raggiunge immediatamente.
Non sta andando affatto meglio.
Giro lentamente la testa verso di lei e la trovo seduta accanto al letto.
Per un attimo quasi non la riconosco: i capelli sono raccolti male, il trucco è sbavato sotto gli occhi e il suo viso appare stanco come non l'ho mai visto.
Mia madre è sempre impeccabile, sempre elegante, sempre controllata mentre adesso sembra soltanto spaventata. Davvero spaventata.
«Mamma...»
La mia voce esce roca, spezzata.
Lei si alza immediatamente e stringe la mia mano.
«Oh tesoro»
Le sue dita tremano e non credo di averle mai sentite tremare...davvero. Nemmeno quando mi riportava a casa dopo tutte le volte che siamo state in ospedale per colpa di quello che non si può nemmeno categorizzare padre.
Cerco di ricordare cosa sia successo.
Chiudo gli occhi ma quando cerco di tornare indietro sento...un vuoto.
Una strada?
Poi niente.
La mia testa sembra vuota, a tratti leggera, come se ci fosse solo...nebbia.
Aggrotto la fronte.
«Che...» la gola mi brucia, un sapore amaro invade la mia bocca, così cerco di deglutire per riuscire almeno a parlare. «Che cosa è successo?»
Sembra che non usi la voce da anni...
Mia madre abbassa lo sguardo per un istante e quell'esitazione, da parte sua, basta a farmi salire l'ansia.
«Mamma?»
Prima che possa rispondere la porta si apre.
Un uomo sulla cinquantina entra nella stanza con una cartella clinica tra le mani, dietro di lui c'è un'infermiera.
«Buongiorno Margot, sei sveglia, mi fa piacere»
Ha una voce calma, professionale e stranamente mi trasmette serenità.
«Sono il dottor Bianchi.»
Annuisco appena, senza dire niente.
«Come ti senti?»
Lo guardo per qualche secondo, cosa dovrei dire esattamente?
«Come se mi fosse passata sopra una macchina.»
Lui accenna un mezzo sorriso.
«Considerando la dinamica dell'incidente direi che è una descrizione abbastanza accurata.»
Incidente.
La parola mi colpisce immediatamente.
«Incidente?»
«Hai avuto una caduta importante tre giorni fa.»
Tre giorni. Tre fottutissimi giorni.
Sono rimasta incosciente per tre giorni?
Il cuore accelera.
«Tre giorni?»
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
