«Ci sono sere che sembrano normali,
sono quelle che ti sorprendono di più.»
FREDERICK
La cosa che mi colpisce di più è il suo sorriso.
Non il fatto che sia uscita di casa, anche se non ci avrei scommesso nemmeno un euro, non il fatto che abbia accettato di venire a Paradise Beach e nemmeno il fatto che riesca a camminare senza mostrare apertamente il dolore che ancora la tormenta.
È il sorriso.
Perché negli ultimi mesi ne ho visti tanti di suoi sorrisi forzati, a volte stanchi oppure vuoti. Sorrisi costruiti per rassicurare gli altri. Quello che vedo invece stasera è diverso. È vero.
È quello della mia piccoletta.
Ride di nuovo a qualcosa che le dice Luke e per un istante sembra la ragazza di sempre.
La ragazza che mi ha insegnato che perfino le persone più testarde possono diventare indispensabili.
La mia piccola stronzetta.
Resto a osservarla, Cameron porta via i piatti dal nostro tavolo, Luke monopolizza la conversazione come se fosse nato con quello scopo preciso ma io ho occhi solo per lei.
Le luci attraversano il suo volto mentre si porta una ciocca di capelli scuri come la notte dietro l'orecchio e per un istante il mio cuore dimentica come si fa a battere normalmente.
Lei non ricorda gran parte della nostra storia eppure ogni tanto mi guarda come se una parte di sé sapesse già qualcosa. Come se quel qualcosa andasse oltre l'amnesia, la logica e oltre tutto.
«La stai fissando» la voce di Alexa mi raggiunge facendomi distogliere lo sguardo.
Mi sento un cretino ma mi perdo ogni volta.
Mi manca.
Mi sorride e rincara la dose «Sei discreto quanto un camion.»
«Grazie» le rispondo scuotendo la testa appena.
«Era un insulto»
«Lo avevo capito genia» le do una spinta leggera con la spalla verso la sua.
«Ti sei perso che stiamo uscendo, muoviti» prende al volo le sue cose e sgusciano tutti e tre fuori. Io, dal canto mio, mi prendo un attimo prima di alzarmi e raggiungerli.
Mi perdo fin troppo quando cado nei ricordi e non va affatto bene, dovrei forse trovare il coraggio necessario per raccontarle tutto ma come si fa? Da dove dovrei partire?
Come si fa a far ricordare dei sentimenti ad una persona che non ricorda minimamente di essere innamorata di te? Che poi più continuo a cercare una soluzione più trovo scuse per non farlo, quindi dovrei solo smettere di pensarci e sperare che tutto torni alla normalità in battito di ciglia. Non posso?
Sospiro e mi decido ad alzarmi per raggiungerli.
È inutile stare a rimuginare su una decisone che tanto non prenderò, almeno non a breve.
Sono già sulla spiaggia quando arrivo da loro, Alexa é seduta sul muretto mentre Margot e Luke sono poco più avanti a camminare scalzi sulla sabbia.
Mi fermo vicino a Lex godendomi la brezza marina, espiro a pieni polmoni e chiudo gli occhi, cercando una tranquillità che ormai non ho più.
«Sai che prima o poi dovrai parlarle, vero?» ed ecco la stoccata che decisamente non mi serviva.
Serro la mascella e mi ritrovo, di nuovo, a fissarla. Questa volta da lontano.
Come si fa con le stelle, si amano in silenzio e da lontano.
«Non è il momento» le rispondo forse in modo troppo brusco ma non ho voglia di parlare di questo, specialmente adesso che c'è anche lei.
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Little Secret
RomanceMargot è stata delusa dall'amore e dalla vita. Ha eretto un muro che l'ha resa fredda e insensibile agli occhi degli altri, sa che le sue debolezze vanno nascoste. Odia ormai il mondo intero ma quando viene costretta a vivere nella stessa casa di Fr...
