L'albino si fermò dietro la porta, prese un respiro profondo e bussò, due colpi
Decisi, nessun dubbio, nessuna incertezza, non in quel momento, non con Yori, non con il ragazzo che lo ha aspettato per una vita intera, non con quell'omega dal cuore talmente grande e determinato da sopportare il dolore della morte e riaccoglierla a braccia aperte.
Perché, infondo, nemmeno Hibiki è mai riuscito a superare quel trauma, si dice che il tempo guarisca le ferite, bene, questa è la più grande cazzata che sia mai stata detta.
Il tempo non l'ha guarito come credeva, il tempo non ha portato la ferita a fere meno male, no, è servito solo a trasformare quei segni rossi in altrettanti rilievi bianchi, sempre lì, sempre presenti, sempre pronti a ricordargli che ovunque passasse la morte lo seguiva.
Ma se Yori credeva nella morte, se Davvero Yori riusciva a credere in lui anche Hibiki ci avrebbe provato, non era più un bambino troppo spaventato dal mondo, certo, aveva ancora paura, ma sapeva come combattere e per una volta si era stancato di soccombere ai suoi demoni interiori.
Y: "entra, sapevo che saresti venuto"
Quando Hibiki varcò la soglia un nodo gli strinse la gola
Yori era davanti a lui, totalmente vestito, le braccia incrociate al petto, appoggiato al lavandino, la cicatrice sul collo come unica parte esposta del suo corpo, mentre lo fissava senza emettere un suono.
Una goccia di sudore colò lungo la colonna vertebrale dell'albino mentre persino respirare sembrava difficile.
Rimasero a fissarsi per un tempo indefinito, potevano essere solo alcuni secondi così come minuti interi, la tensione era palpabile e in quel momento il confronto che avevano evitato per tutti quegli anni stava iniziando.
Paura, rancore, dubbi, dolore, pietà, agonia.
Quello scambio di sguardi era quello che gli serviva per pesare il loro cuore e posarlo sulla bilancia, per capire se effettivamente poteva pesare meno di una piuma.
Ed il giudizio definitivo lo ebbero quando entrambi nello stesso istante, emisero la prima sillaba
H:" scusa, vai...vai prima tu"
Y: "assolutamente no, non ho sentito la tua voce per troppo tempo, voglio la cruda e brutale verità, peggio di com'è andata non può essere"
Un altro secondo, il tempo di un respiro, il tempo di deglutire quel nodo fermo in gola
H: " è stata tutta colpa mia, tutto è sempre stata colpa mia, non sono qui per cercare di giustificarmi, ma credimi quando ti dico che non ho mai smesso o dubitato di amarti, né quando ci siamo scambiati il nostro primo bacio, né quando la mia mano ti stringeva il polso per costringerti a soffocare, né ora, mentre... non so nemmeno io perché tu voglia ancora ascoltarmi dopo tutto quello che ti ho fatto.
Ti ho sempre amato Yori, ma la paura spesso ti fa fare cose che non pensi davvero, che non vuoi davvero ed io ho sempre avuto paura della mia stessa ombra.
Non ho mai avuto nessuno prima di te e... Ho fatto cose di cui davvero mi pento, all'epoca per sopravvivere, vendevo il mio corpo, era semplice, io riuscivo a vivere, la gente si divertiva e tutto quello che dovevo fare era dissociarmi ed estraniarmi dalla realtà fintanto che l'ennesimo ergumero avesse finito di svuotarsi le palle.
Tu sei il primo che mi ha fatto aprire gli occhi, il primo che mi ha insegnato che posso anch'io provare dei sentimenti, che vale davvero la pena vivere, che la realtà non è solo un brutto incubo sempre pronto a divorarti, avevo deciso di cambiare, avevo deciso di trovare un altro modo per guadagnarmi da vivere avevo deciso di essere buono... Per te, con te, per essere degno di definirmi il tuo ragazzo.
Ma quegli stronzi avevano un video e minacciavano di diffonderlo ovunque, si vedeva chiaramente chi ero e cosa facevo ed io... Non potevo sopportare che anche tu iniziassi a guardarmi come facevano tutti e non potevo lasciarti andare e anche se una piccola parte della mia mentre mi diceva che aresti capito, che mi avresti aiutato, io non volevo, non volevo la tua pietà, non volevo che mi compatissi, non volevo aiuto, volevo solo continuare a vivere ancora il nostro sogno così com'era.
Mi sembrava di non avere scelta, non avevo via di fuga, in un modo o nell'altro ti avrei perso e per questo mi inventai quello stupidissimo piano.
Mi obbligarono a portarti in un angolo della scuola per darti una lezione ma
avevo un'idea, se riuscivo anche solo a spaventarti e a farti scappare ti avrei salvato, tu mi avresti odiato per sempre, quei bulli se la sarebbero presa con me, ma non mi importava, perché tu saresti stato al sicuro, almeno finché l'attenzione sarebbe stata su di me...
Ed io ero al sicuro, proteggendo il mio cuore con il tuo odio, perché se tu non mi volevi, nulla aveva più importanza, se già mi ripudiavi un' ulteriore conferma del verme che sono non avrebbe fatto così male, se già eri deluso non potevo cadere ancora più in basso.
Ma tutto andò storto quel pomeriggio e quando tuo padre salvandoci, mi fece capire cosa davvero avessi fatto, quanto le mie mani si erano macchiate, capì che in ogni caso non potevo starti accanto, mi disse di fuggire e così feci, ero riuscito a farmi odiare, o almeno così credevo, non potevo tornare indietro, ho perso tutto, di nuovo e sempre per colpa mia, ma questa volta mi ero ripromesso di mantenere lontana la mia aura di morte dall' unica persona che contava veramente.
Avresti avuto una vita migliore senza di me, era l'unica certezza che mi portavo dietro, mi allontanai, ma non riuscii mai a dirti addio, per questo non riuscii mai ad abbandonare la regione, per questo non mi trasferii mai oltre oceano
E per questo mi odiavo ancora di più.
Tentati più e più volte di annullarmi, hai visto le cicatrici, mi sono strappato la mia anima e il mio corpo a morsi pur di cancellare quella macchia d'inchiostro che è la mia vita su un mondo a colori.
Ma persino la morte sembrava volermi punire negandomi la salvezza.
Tutto peggiorò quando ti rividi quella sera in discoteca, da allora qualsiasi strada imboccassi sembrava portarmi a te, non volevo, dovevo starti lontano, dovevo proteggerti da me stesso, la paura tornò a regnare sovrana, ma questa volta non potevo lasciare che vincesse, perciò ero deciso a prendere il primo aereo a disposizione, così non avrei potuto farti ancora del male, ma è arrivato Kaito e... Penso di aver capito subito perché il destino vi avesse legati, non ho mai incontrato nessuno di più testardo e... Persuasivo... se essere sospesi nel vuoto sopra un grattacielo possa definirsi tale... In ogni caso... Ora sono di nuovo qui e ho ancora dannatamente paura di farti del male... Ma sei sempre stato l'unica cosa bella della mia vita e questa volta... Sono stanco di fare tutto da solo... Ho bisogno del tuo aiuto Yori, ho bisogno di sapere cosa fare... Ho bisogno di te"
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Stay
Fanfiction[...Io... Io non sarò come mio padre... Non ti lascerò mai solo, perché ti amo e sei il mio Omega ed io...sono il tuo Alpha...] ~Omegaverse ambientata nel mondo di My hero academia ma con protagonisti i figli delle nostre coppie preferite~ La stori...
