Il sole splendeva nel cielo,un raggio di sole illuminava la mia stanza.
Era un fresco e nuovo giorno.
Mi presentai a lavoro, Veronica la segretaria mi accolse con un suo sorriso.
Passai dalla " Adidas bar."
"Un caffè macchiato."
Davanti a me si volse un ragazzo, occhi azzurri come il mare, e i suoi capelli corti color biondo-castano.
" Sei nuova vero?"
Mi domandó.
La sua voce era dolce e sensibile, si notava un accento u dalla pronuncia delle parole.
"Ehm no,cioè sono qui da tre giorni."
Risposi sorridendo.
" Che lavoro svolgi all'interno dell' azienda di Mr. Tomlinson?"
Chiese curiosamente.
"Manager personale... Così ha definito lui..."
Risposi
" ah.. Capisco. Come ti chiami?"
"Martina."
"Bel nome."
"Grazie e tu?"
"Niall Horan, sono irlandese."
"Si sì lo avevo notato."
"Davvero?"
"Sì,dal tuo accento irlandese, ehm scusami il caffè?"
"Oh.. Eccolo qui,scusami dolcezza."
"Bene bene bene..."
Continuava a camminare verso la nostra direzione,il suo sguardo dritto al mio.
"Horan la lasci stare,non la infastidisca."
"Ma io.."
"Per quanto riguarda alla signorina ne parliamo dopo. Ora mi segua che è in ritardo."
I miei passi si unirono ai suoi,il mio sguardo riguardò in dietro più volte per vedere il volto di quel ragazzo irlandese.
"Vada nel suo ufficio la raggiungerò più tardi,ora ho altre cose da svolgere."
Annuii, entrai nel mio ufficio,mi sedetti sulla sedia in pelle e ripresi a leggere le carte e prendere varie decisioni organizzative.
La porta si spalancò, alzai lo sguardo, per vedere che cosa fosse accaduto.
Quei passi decisi, quello sguardo pieno di rabbia, quella voce metallica dura ma allo stesso tempo dolce,era lui.
"Mr. Tomlinson,magari si bussa prima di entrare?"
"No è inutile. Solo perdita di tempo."
"Beh, si tratta di educazione."
"La smetta con queste filosofie,ho altro da dirle."
"Allora parli la sto ascoltando."
" cosa stava facendo con Horan?"
"Non le riguarda."
"Sono il tuo superiore,devo saperlo."
"Non lo saprà facilmente."
Si avvicinò a me, il suo corpo era vicino al mio.
Le sue mani avvolsero i miei capelli castani, poi mi fece alzare dalla poltrona, spingendomi contro al muro.
"Devi smetterla di assumere questo comportamento,mi fai impazzire."
" mollami immediatamente,non toccarmi,non avvicinarti a me,non sfiorarmi nemmeno con un dito."
"Altrimenti?"
"Non c'è nessun altrimenti, si tratta di violenza fisica e non mi va di subirla."
"Scemenze. Stai zitta e comportati bene."
" senti non mi comandi."
"Sono il tuo direttore ricordo, piccola."
"Hai il diritto di comandarmi nell'aspetto amministrativo,non di vita privata."
"La mia saggia bambina."
"Il mio geloso Tomlinson."
"Hey.. Mi hai offeso!"
"È la verità,sei geloso."
"È che importa?"
"Che non posso nemmeno parlare con un ragazzo che mi schianti contro al muro del mio ufficio."
" È divertente."
"Davvero lo pensi?"
" È buffo vederti impaurita."
"Zitto Tomlinson."
"Tu stai zitta ora."
"E se dicessi di no?"
"Beh.. Avrai delle gravi conseguenze."
"Di che tipo."
"Questo."
Le sue labbra si incastrarono con le mie perfettamente, continuò a tenerle strette,io cercavo di staccarmi,ma qualcosa me lo impedì.
Forse sono i suoi occhi color oceano,
O forse le sue parole sdolcinate.
O forse mi sono innamorata di lui.
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Hey!
Scusate se non ho postato oggi, ma sono a Barcellona.
È bellissima.
Spero vi sia piaciuto il capitolo.
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Grazie per le visualizzazioni.
All the love 💕
|Martina|
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Shadows |L.T.| Fan Fiction (#wattys 2016)
FanfictionLouis Tomlinson, direttore della casa stilistica mondiale " Adidas", cerca nuovo personale. Ma dai suoi occhi c'era qualcosa di profondo... Magari amore e non solo odio, ma un amore così profondo da odiarsi. Sono gli sguardi che ci fregano. Quelli...
