Canzone consigliata: Sky full of stars.
Il rumore di motori, i clacson, le chiacchiere dei vicini, interruppero il mio sonno profondo.
Strisciai le lenzuola attorno il corpo,per sentire il caldo coccolarmi, mi voltai sul fianco, con una spinta, mi sedetti all'estremità del letto.
Mi strofinai gli occhi, poi organizzai la giornata.
Oggi era domenica, e come tutte le domeniche, non si lavora,ciò vuol dire niente problemi.
Presi la borsa, aprì la porta girando la chiave, posta all'interno della serratura.
Uscì da quella porta e m'incamminai lungo il viale principale di LA.
Il viale,era circondato da vari negozi, a partire da marchi famosi a quelli di basso costo.
Entrai in alcuni di questi negozi.
Dopo aver fatto shopping,mi diressi verso Starbuks per fare colazione.
Arrivai davanti alla porta,spinsi la maniglia con forza e sicurezza, appena entrai, vidi qualcuno di mia conoscenza.
Lo sguardo si abbassò, il mio corpo si voltò, stavo per uscire dal negozio,ma una voce squillante m'intrattenne.
"Hey Martina."
Ignorai il richiamo, mi misi in fila, ansiosa.
Lui si avvicinò .
"Sei triste oggi."
"No Louis,non sono triste, ho mille cose da fare,e se non si muovono me ne torno a casa."
"No ti prego rimani qui con noi."
"Noi?"
"Si Liam mi sta aspettando."
"Liam James Payne?"
"Esattamente."
Disse indicandolo.
"D'accordo ma sarà una cosa veloce."
"Che cosa desideri? Te lo porto io."
"No Louis. Non se ne parla."
"Dai! Una colazione pagata dal tuo capo."
"Ho detto di no."
"Testarda, fa come vuoi."
Mi avvicinai al banco lentamente, e ordinai la mia colazione.
"Un macchiato freddo alla vaniglia e una cheesecake al caramello."
Stavo per pagare il conto,ma Louis intervenì.
"Per la signorina pago io,lo metta sul mio conto."
"Ma Louis."
"Shh. Te lo pago io."
"No Louis."
"Stai zitta,non aggiungere un'altra parola."
Prese il vassoio,io rimasi ferma immobile con il broncio.
"Che aspetti?"
Non parlai.
"Muovi quel fottuto culo e seguimi."
"Lo sai che non mi comandi?"
"Lo so,ma mi piace la reazione che hai."
"Ah.. Davvero?"
" Stai fermando il traffico."
Mi spostai dal banco, superandolo,in cerca di un tavolo vuoto.
"Ma cosa fai tutta sola?"
"Beh... Ti aspettavo."
"Liam è lì e ci sta aspettando..."
"No,mi dispiace io non vengo."
"Dai,non ti mangiamo!"
"Louis,non insistere."
"Ti divertirai!"
" Louis! Smettila di parlarmi,non mi convinci."
"Oh io non ne sarei così sicuro... Dovremmo organizzare una serata solo io e te,magari nel mio ufficio."
"Dammi quel cazzo di vassoio e vattene immediatamente!"
"Dai! Stavo scherzando."
"No,certe cose non le devi nemmeno sognare."
La sua mano destra,mi tirò per il braccio facendomi sollevare dalla sedia,con l'altra mano sosteneva il vassoio.
Dopo avermi strattonato,mi fece passare davanti di lui,ma inciampai nei lacci delle sue scarpe,erano diverse, erano marchiate "Vans".
Caddi a terra, il vassoio era anch'esso sul pavimento; Louis, ancora su due piedi, perfettamente in asse.
Il suo sguardo mi fissò.
"Ma che combini?"
"È colpa tua!"
"No. Invece che camminare a testa alta,guarda dove metti i piedi!"
"Ah.. È colpa mia se sono caduta a terra?
"Devi prestare più attenzione. Non mi devi dare la colpa,sono sempre il tuo capo."
"Invece che parlare... Ti dispiacerebbe aiutarmi ad alzarmi?"
" soltanto se mi aiuti a ripulire questo caos."
"D'accordo."
La sua mano, prese la mia.
Si unirono perfettamente l'una con l'altra.
Questo movimento scatenó una contrapposizione di forze.
Il dipendente della Starbuks ci procurò una scopa e una paletta.
Io fissavo le sue scarpe.
Louis se ne rese conto,io arrossì di colpo.
"Beh.. Che cosa hai da guardare?"
"Belle scarpe!"
"O forse dovresti dire che ho dei bei piedi."
"Louis."
Liam se ne andò, così ci salutò e poi uscì dal ingresso.
Ormai eravamo rimasti soltanto io e lui, le nostre mani erano ancora incrociate.
Louis,chiese un rimborso,visto l'equivoco.
" bene ora vi ho dato la paletta e la scopa,invece voi mi rimborsate."
"Mi dispiace ma non posso."
"No,invece lei può eccome."
"Le ho detto che non è possibile."
"Io non mi muovo fino a che lei non mi rimborsa."
S'innervosì,gli occhi erano pieni di rabbia.
I pugni sbatterono sul banco e allungò le mani.
"Louis."
"Lasciami stare!"
"Louis, andiamo via."
"Mollami!"
Non mi diede retta.
Lo presi per la maglietta e lo portai all'esterno del locale, lui cercò di rientrare, ma lo trattenni.
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Hei!
Scusate se non ho postato in questi giorni, solo che non ho internet!
Ho le udienze help🙈❤️
Grazie per le visualizzazioni.
All the love
|Martina|
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Shadows |L.T.| Fan Fiction (#wattys 2016)
FanficLouis Tomlinson, direttore della casa stilistica mondiale " Adidas", cerca nuovo personale. Ma dai suoi occhi c'era qualcosa di profondo... Magari amore e non solo odio, ma un amore così profondo da odiarsi. Sono gli sguardi che ci fregano. Quelli...
