Capitolo 9⭐️

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POV'S DAMON
Ma perché non se lo scrolla di dosso? Come fa a starci attaccata?
Lui le tocca la guancia e gli sorride. Patetico! So farlo anche io e molto meglio! Cosa ci trova in lei? Di solito Austin sceglie delle ragazze più... diciamo più alla sua portata e non ragazze come lei.
"Perché tu cosa ci trovi in lei?", dice il me interiore.
Ovviamente, nulla!
"Damon Clark non bacia mai una ragazza per nulla! O è bella ed è attrazione fisica oppure..."
Che cazzo di idee mi vengono in mente! Non mi importa nulla e lui si può infilare benissimo nelle sue mutande!
《Amore, che guardi?》, dice sta troia di Karina. Ma quando me la tolgo da mezzo i piedi?
《Non te ne frega! Alzati, devo andare in bagno!》, le ordino. Prima cerca di baciarmi ma mi dileguo per non sentire più la sua voce così irritante.
Spostando di nuovo lo sguardo sulla "coppietta", vedo Austin piombarle letteralmente sulle labbra.
Rimango impassibile qualche secondo. Dentro ho un vulcano in procinto di esplosione. Aspetto che lo respinga ma non lo fa. Andrei contro tutte le mie leggi morali e quelle che regolano la parola amicizia, andandogli a spaccare il setto nasale ma, é più forte di me.
Avanzo verso di loro e appena sono dietro di lui, gli tocco la spalla. Lui si gira, staccandomi finalmente da quelle labbra e con un sorrisetto in volto, gli tiro un pugno nello stomavo. Lui si accascia per terra mentre, Kat mi guarda e lo guarda, atterrita.
《Damon... sei impazzito?》,mi grida lei.
Io impazzito? È lei allora? È fidanzata, si bacia con me e poi von questo stronzo: stiamo scherzando?
《No, non lo sono! Non puoi metterti a baciare chiunque! I tuoi amici sanno che sei fidanzata e non puoi metterti a fare la puttana solo perché ti ho detto che quel bacio è stato un cazzo di errore!》, sbraito.
《P-puttana, eh?! Va a farti fottere, Damon!》 Se ne va. Forse dovrei seguirla. E se si perdesse.
"E seguila, porca puttana!", dico tra me e me.
Lancio un'ultima occhiata ad Austin che si sta rialzando e corro nella direzione in cui è scappata.
POV'S KATY
Non sto bene: ho un mal di pancia e il senso di nausea mi assale completamente. Non dovevo venire: non sono adatta a queste feste e in questo momento, non desidererei soltanto ritornata in camera, nel mio letto. Quando sono davanti al water, automaticamente, vomito tutte le schifezze che ho ingerito. Pulisco la bocca con il palmo della mano e mi guardo allo specchio. Trucco leggermente colato, guancie rosse: non sembro io!
Mi lavo le mani e mi tocca la fronte, che sembra andarmi a fuoco.
Credo di avere anche la febbre!
Con l'intenzione di tornare in camera, esco dal bagno e vado a sbattere contro un uomo. Alzando lo sguardo, l'uomo alto e sicuramente ubriaco, sorride in un modo che mi fa venire la pelle d'oca. Così lo sorpasso e dopo qualche passo, sento strattonarmi contro il muro.
L'ubriaco mi tiene stretta e io privo una paura folle. Troppi ricordi.
《Bambina, perché non giochiamo un pò, ah?》, biascica l'omone.
Respiro affannosamente e credo di aver perso il controllo del mio corpo: non reagisce!
Lui mi sfiora il fianco e poi abbassa la spallina del vestito. Contemporaneamente, io tremo.
《Calma, dolcezza! Vedrai come ci divertiremo!》
Giro il capo per non fargli vedere la mia debolezza e qualche lacrima cade sul mio viso. Non sento più le sue mani su di me e nemmeno il suo incessante respiro e mi giro a guardarlo. È steso per terra e il sangue sgorga dal naso e dalla bocca. Accanto, in piedi, Damon. Gli tira un calcio nello stomaco e poi dice: 《Solo io posso chiamarla "dolcezza"! Hai capito, stronzo?》, gli grida colpendolo più e più volte. Non riesco nemmeno a guardare la scena e, pensare a quello che stava per succedere, mi riporta a... a Lui. In quel luogo. A quella cazzo di festa.
Poi, il buio totale.
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Meglio tenere gli occhi chiusi, per non vedere, per restare all'oscuro del mondo. Purtroppo, finché il cuore batte, si vive e non puoi fingere che la vita sia finita perché non lo è. Non puoi scappare.
Apro gli occhi e mi sorprendo quando, guardandomi intorno, non ho indosso nessun vestito, né mi trovo nel corridoio di quel bagno. Mi trovo sotto le coperte del mio letto e il silenzio regna nella stanza.
Mi scoppia ancora la testa e immagino, che non sia stato un sogno, la festa e tutto il resto.
Ho caldo e sono ancora certa di avere la febbre. Scosto le coperte e mi metto seduta. Ricordo poco, molto poco ma, la figura di Damon che piaccia quel mostro, non posso dimenticarla e l'odore del suo profumo nella stanza, mi fa pensare che mi abbia portato lui in stanza e beh... anche vestita con... aspetta un secondo: questa non è mia!
La annuso e sento che sa di lui. Sorrido e probabilmente, per l'alcool ancora in me, varco la porta del bagno collegata alla sua stanza e lo vedo, solo con i boxer, mentre dorme. Vorrei svegliarlo e ringraziarlo ma, è troppo bello quando dorme. Mi inginocchio vicino al letto e gli accarezzo i capelli. Damon è un ragazzo misterioso e si comporta come se fosse un dio greco, anche se, in effetti lo è ma lui, ne è proprio sicuro perché tutte glielo fanno credere. Prima fa l'idiota ma poi, è tenero e quello che ha fatto questa sera, glielo riconoscerò a vita. Sospiro e, decisa a ritornare a letto, mi sollevo. Mi volto ma, la mia mano viene bloccata dalla sua.
《Dormi con me?》, dice assonnato.
《Scusa se ti ho svegliato! Volevo solo...》
《Ti prego, dormi con me!》, dice quasi supplichevole, stringendomi la mano.
Sposto una ciocca di capelli dietro l'orecchio e mi siedo accanto a lui. Mi fa segno di sdraiarmi e lo faccio. Non so cosa mi spinga a farlo! Forse, semplicemente... è Damon.
Avvolge un braccio sotto il mio collo e mi attira più vicino. Con l'altro braccio, prende la mia mano e se attorglia intorno alla vita. Poi mi bacia la fronte.
《Scotti! Hai la febbre?》, dice piano.
Annuisco. Mi bacia di nuovo.
《Dormi, piccola! Adesso passa tutto...》, mi dice accarezzandomi la guancia e poi i capelli. Capisco che non si riferisce solo alla febbre ma, a quello che è successo. Ai ricordi.

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