"Ciò che noi
chiamiamo emozione
è una brusca caduta
della coscienza nel magico."
J. P. Sartre
L'inverno era arrivato a Manchester, finalmente.
Dicembre era iniziato silente, senza alcun cambiamento rispetto a Novembre.
Mi ero stancata della pioggia, e io ero un'amante di questo evento naturale.
Le piccole goccioline d'acqua si erano trasformate in minuscoli cristalli ghiacciati, che avevano ricoperto la città rendendola tutta bianca.
La neve era diventata la regina e noi i suoi sudditi, i quali ci dovevamo adattare al suo gelo e agli intralci nelle strade.
Ormai vedevo più spazzanevi che macchine.
Tuttavia, era bellissima e dava un tocco di magia ai paesaggi.
Quel bianco totale era delicato, faceva riposare gli occhi.
Almeno, faceva riposare i miei, che non sopportavano stare a contatto con le altre persone.
Metteva a tacere tutto, lo chiudeva in un oblio profondo.
In quel giorno, durante la prima nevicata, potevo ammirare i fiocchi di neve cadere sui marciapiedi della strada davanti al bar.
La mattina uscivo sempre un po' prima dell'inizio della scuola.
In quel caso, lo avevo fatto per incontrare Josh alla tavola calda vicino il nostro liceo.
Avevo ordinato la mia solita cioccolata, accompagnata da due marshmallow davvero buoni.
Di fronte a me c'era Josh che continuava a parlare, ma io non gli stavo dando tanto conto.
Mi distraevo facilmente, specialmente quando pioveva o nevicava.
Ogni volta finivo per contemplare il paesaggio, piuttosto che prestare attenzione a chi mi stava intorno.
«Avrei voluto che ci fossi anche tu, Eileen. Eileen?» mi riprese a metà discorso.
«Mmh... Sì?»
Giuro che un attimo prima lo stavo sentendo.
Se non sbagliavo, stava parlando della sua partita di rugby avvenuta lo scorso weekend.
«Sei pensierosa... Va tutto bene?», tolsi la mano sotto il mento, che teneva la mia testa piena di pensieri.
«Sto bene. Dov'eri arrivato? Ah, già, sono felice che abbiate vinto» sorrisi portando la tazza davanti a me alla bocca.
Non capivo nulla degli sport in generale, men che meno del rugby, ma avevo afferrato che la sua squadra avesse trionfato con due punti di differenza.
«Avresti dovuto esserci. Ti saresti divertita e ti avrei fatto conoscere gli altri ragazzi della squadra, i miei amici» disse.
Si riferiva a quei palloni gonfiati dei suoi compagni.
Con più massa muscolare che cervello e con un unico obiettivo nella vita: ricevere una borsa di studio per fare carriera nel mondo sportivo.
No, grazie.
«Sai che avevo da fare. I compiti non si scrivono da soli, per mia sfortuna», sfruttai questa scusa per non essere lì.
Da adolescente avrei dovuto andarci, era pur sempre uno stacco dalla scuola, eppure preferivo restare sul letto di camera mia, invece di sedermi su una panchina di ferro e fredda, tifando e urlando come se fossi impazzita.
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The Love In Your Eyes
Romance𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 ✰ "A volte per chi amiamo dobbiamo buttarci a capofitto nel vuoto senza sapere cosa ci aspetta. Sconfiggendo le nostre paure e le nostre insicurezze. Tutto solo per amore." Trasferitasi a Manchester per condurre una vita nuo...
