"Spesso un cuore infranto
ama meglio di un cuore sano,
ma è capito da pochi."
Alysa Ley
Molti dicevano che non si capiva il valore di una cosa fino a quando non la si perdeva, ma io non la pensavo esattamente così.
Era vero, c'era chi lo capiva tardi e forse era meglio così. C'era poi chi passava tutta la vita a pensare al momento della perdita, soffrendo in anticipo. Magari per prevenire e per non affrontare tutto il dolore all'improvviso. Ma quel dolore, quella ferita sarebbe rimasta per sempre. Un giorno, si sarebbe anche potuta cicatrizzare. Però, chi poteva saperlo... Poteva darsi che in un altro giorno si sarebbe riaperta. Quel vuoto dentro avrebbe vissuto sempre con noi.
Poi c'era chi sceglieva di reprimerlo e conviverci e chi di superarlo. Non contava quanto fossimo forti, neanche il carattere che avevamo. Dipendeva dalla gravità della ferita.
E la mia era molto profonda...
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«E per finire, qui ci sono gli spogliatoi femminili, tutto chiaro?» Chloe mi fece vedere la prima parte della scuola che era d'obbligo conoscere. Era stata davvero molto gentile e premurosa in quei due giorni a farmi ambientare, mi reputai fortunata ad averla incontrata.
«Sì, chiarissimo. Anche se ci metterò un po' a memorizzare tutto» confessai scoraggiata.
Qualcosa, invece, colse la sua attenzione dietro di me.
«Olivia! Buongiorno!» Gridò.
Si buttò tra le braccia di una ragazza alta quanto lei. Dal modo in cui le due si stavano abbracciando desunsi che fossero amiche. Eppure, Olivia non ricambiò.
«Eileen, Olivia e Olivia, Eileen.», si staccarono, Chloe indicò tutte e due presentandoci. Tesi una mano alla ragazza corvina. Lei alzò un sopracciglio e non si smosse per salutarmi. Assunse una faccia annoiata.
«Sì, lei è così, con il tempo ci si abitua... Ah, ragazze! Diventeremo migliori amiche, me lo sento!» ci afferrò per un braccio e ci avvicinò a lei. Olivia si scansò subito in modo scorbutico. Sembrava odiare il contatto fisico.
Dopo un po', la campanella ricordò per l'ennesima volta a tutti gli studenti l'avvio di una nuova lezione. Si affrettarono a tornare nelle aule prima di essere ripresi nei corridoi e io feci lo stesso.
Salutai amichevolmente le mie due nuove compagne, una più felice e una meno, per poi raggiungere la classe di chimica.
Quella volta, appena entrai, vidi l'insegnante digitare qualcosa nel computer. Era troppo presa dal dispositivo elettronico che non si accorse neanche dei suoi alunni che stavano entrando.
La esaminai tutta per iniziare a ricordarla e non confondermi il resto dell'anno. I capelli erano legati in uno chignon biondo e basso sulla nuca, ordinato. Probabilmente aveva l'età di mia madre, circa quarantasei anni.
Portava degli occhiali rotondi e neri da lettura. Indossava una camicia rosa porcellana con pantaloni beige. Infine, i piedi erano coperti da scarpe bianche.
Quando tutti ci sedemmo, mise in pausa quello che stava facendo e ci diede un'occhiata per controllare che fossimo tutti.
Si alzò dalla sedia e avanzò verso di noi. Ci chiese come stessimo cordialmente e, dopo aver ascoltato alcune risposte e avere discusso un po', riprese a parlare.
«Per i due nuovi studenti, io sono la signora Stacy. Vi prego di fermarvi a fine lezione giacché vi devo assegnare dei capitoli che abbiamo affrontato in questo ultimo mese.» Ci informò.
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The Love In Your Eyes
Romansa𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 ✰ "A volte per chi amiamo dobbiamo buttarci a capofitto nel vuoto senza sapere cosa ci aspetta. Sconfiggendo le nostre paure e le nostre insicurezze. Tutto solo per amore." Trasferitasi a Manchester per condurre una vita nuo...
