"Per te l'anima geme e si strugge."
Nikolaj Vasil'evič Gogol'
«Sì, Fred, stiamo arrivando... Prepara le birre»
Goccioline di sudore mi riempivano la fronte, rendendola lucida.
Mi ero tolto la giacca di pelle ed ero rimasto in maniche corte, con il finestrino della macchina abbassato per prendere più aria fresca possibile. Il caldo di Luglio non riuscivo proprio a reggerlo.
Quella sera, inoltre, faceva ancora più caldo. Come se il calore fosse emanato, non solo dal Sole, ma anche dal centro della Terra, valicando l'asfalto. E, per colpa dell'alta temperatura, non toccavo una sigaretta da ore.
Non che fossi un fumatore accanito, detestavo quella sensazione di bruciore alla gola. Tuttavia, alle volte, mi permettevo qualche tiro insieme ad Adam.
Lui era con me, al mio fianco, che reggeva il telefono vicino all'orecchio e cercava di parlare con il suo amico, ed era seduto sul sedile passeggero dell'auto di nostro padre.
Fred ci aveva invitati a una festa, assicurandoci che vi sarebbero state molte ragazze e alcol. Ovviamente, noi, da bravi ragazzi quali eravamo, avevamo accettato immediatamente.
«Non voglio quella robaccia che ti passi con i tuoi amici, tienitela per te!», udii il tono di Adam farsi più acceso.
Lui e Fred discutevano parecchio. Si frequentavano, ma erano completamente diversi. Adam era il poliziotto buono e Fred il ladruncolo che non voleva essere preso.
«Amico, di' a Molly che non m'interessa, questa sera voglio divertirmi.» Inveì lui, di nuovo.
Adam era un tipo molto calmo. Al contrario di me, che, con il passare degli anni, la mia rabbia repressa peggiorava maggiormente.
Mio fratello era diverso, fortunatamente.
Un po' mi spaventava, poiché non mostrava mai neanche un capello fuori posto. E non come Claire, che era ossessionata dall'ordine. Lui aveva un chiodo fisso con il perfetto ordine interiore.
Si teneva tutto dentro e cercava di apparire impenetrabile, con il sorriso sempre stampato in viso. Immaginavo lo facesse principalmente per me, che avevo bisogno di quella sicurezza che trovavo in lui.
Eppure, si diceva che la peggior bestia fosse quella che non emanava emozioni, come tristezza o paura. Rendeva impossibile all'avversario capire come attaccarla, giacché celava ogni suo punto debole.
Sterzai leggermente il volante e imboccammo un'altra strada, dopotutto, non era difficile guidare. Non avevo la patente, a soli quindici anni non avrei potuta averla. Però, avevo già imparato a guidare per merito di mio padre, che portava, sin dalla tenera età, me e Adam a guidare macchine d'epoca in un campo incolto, alla periferia di Manchester. Avevamo imparato lì, sulle sue ginocchia e con davanti un manubrio vintage.
Adam abbassò il telefono e terminò la chiamata, sbuffando. Da ciò giunsi alla conclusione che fosse infastidito dall'atteggiamento insolente dell'amico.
Tuttavia, sorrisi quando mi ricordai del nome femminile pronunciato da lui stesso.
«Che c'è?», mi fissò perplesso e scocciato, con la testa appoggiata su una mano.
«Molly? Molly Maddox?» Feci il suo nome e cognome, incredulo e divertito.
Quella ragazza era contesa da tutte le matricole e ragazzi dell'ultimo anno della nostra scuola, eppure, solo il mio caro fratellino era entrato nel suo cuore.
«Non ti sopporto quando mi deridi, Ryk. Levati quel sorrisino dalla faccia. Molly non esiste per me, scordatelo.» Precisò, socchiudendo gli occhi e passandosi le dita sulle tempie.
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The Love In Your Eyes
Romance𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 ✰ "A volte per chi amiamo dobbiamo buttarci a capofitto nel vuoto senza sapere cosa ci aspetta. Sconfiggendo le nostre paure e le nostre insicurezze. Tutto solo per amore." Trasferitasi a Manchester per condurre una vita nuo...
