"E anche quando il mio inferno
cadrà a pezzi, tu ci sarai?"
Ryker Gray
Per me la felicità stava nelle piccole cose.
Ovunque, in qualunque momento, se cercavo bene, avrei potuto trovare la felicità. Ma nulla era comparabile con quella che mi stava concedendo Ryker.
Con lui era tutto nuovo. Come per i bambini la prima parola o la prima camminata, io stavo imparando di nuovo ad amare.
Ad amare senza confini e senza ideali, ad amare per accettare e non per occupare un vuoto che aveva lasciato un'altra persona.
Avevo già compreso prima, che con lui ero diversa.
Mi sentivo più donna e meno ragazzina, nonostante lui mi continuasse a chiamare in quel modo.
Non esigeva nulla da me, non pretendeva niente in cambio. Ero io che volevo fare l'amore con lui, non lui che mi obbligava per porre fine ai suoi desideri più proibiti.
Volevo aiutarlo, ma non mi sentivo in dovere di farlo. Non come capitava con mia madre. Ero rimasta l'unica, seppur avessi dieci anni, a poterla curare, dunque mi rimboccai le maniche e iniziai a farle compagnia in ospedale e ad ascoltare le prognosi e i consigli dei medici.
Nel caso di Ryker, era tutta un'altra storia.
Era come se fossi nata per incontrarlo. L'istinto mi spronava a prenderlo per mano e condurlo fuori dalla strada che stava percorrendo, di fargli dimenticare quella presenza nella sua testa che chiamava lui.
Fu propio questo ad avermi portata lì, in quel momento.
Ero sul letto a contemplare il soffitto e le mura della mia stanza, che si stava illuminando ai primi raggi del Sole.
Ero in uno stato di beatitudine, tra le coperte candide del letto, avvolta nel caldo.
La testa era di poco sollevata sui cuscini e i miei capelli sparsi su di esso. A coprirmi non vi era nulla, se non delle mutandine pulite che avevo recuperato durante la notte.
Anche se avevo riposato, ero comunque stremata. Cominciando dai miei arti inferiori e dal mio basso ventre, straziato dalle spinte audaci di Ryker, che dormiva sul mio petto nudo.
Ero stanca, ma anche con mille forze in corpo.
Me le donava lui, con la sua presenza.
Il mio mento veniva solleticato dai suoi capelli neri come la pece, che qualche volta presi pure ad accarezzare. In quel secondo, stavo esaminando il suo respiro pesante, come quello di un bambino mentre dormiva.
Possibile che da sveglio si trasformava nell'angelo caduto dal cielo?
Addolcita da quella visione, decisi di far qualcosa che Ryker avrebbe considerato troppo dolce e romantico.
Mentre gli passavo delicatamente la mano sulla fronte, stando attenta a non svegliarlo, gli presi il dorso della mano e iniziai a posare tanti piccoli baci sulle sue dita.
Giocherellai con gli anelli argentati, girandoli e sfilandoli. Anch'essi sapevano di lui, di profumo del tabacco e del legno.
Avvertii che si stesse muovendo sul mio corpo, sbuffò qualche volta infastidito. Mi fermai subito per non renderlo furioso, ma non appena lo feci, aprì gli occhi e si rimise nel suo lato, girato verso di me per guardarmi.
Puntai gli occhi davanti a me e tenni stretto il piumone sul mio seno, che era prima coperto da lui. Mi mettevano in difficoltà le sue occhiate indagatorie.
Senza volerlo, divenni paonazza.
«Che stavi facendo?» mi chiese confuso, costringendomi a voltare il capo.
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The Love In Your Eyes
Romance𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 ✰ "A volte per chi amiamo dobbiamo buttarci a capofitto nel vuoto senza sapere cosa ci aspetta. Sconfiggendo le nostre paure e le nostre insicurezze. Tutto solo per amore." Trasferitasi a Manchester per condurre una vita nuo...
