"Tutto ciò che è
fatto per amore è
sempre al di là del
bene e del male."
F. Nietzsche
«Allora? Cosa c'è?» Eruppi curiosa, poi, notai un cumulo disordinato di lettere all'interno di quella scatola anonima.
M'accigliai ancor più di Ryker e Alexander.
Qualcuno doveva pur averle scritte, imbustate e mandate. Tuttavia, ahimè, quel qualcuno non aveva un nome, almeno, non l'aveva riportato neanche sulle buste esterne delle lettere.
«Magari avranno sbagliato. Dovremmo riportarle alla posta, chiudi tutto.» Suggerii ai ragazzi.
Era sicuramente un errore, non mi sarei impicciata in affari personali di sconosciuti. Anche se, il quantitativo delle lettere che vi erano era davvero ambiguo. Pareva che fossero state scritte in tempi precedenti, raccolte, infine, per essere mandate insieme.
«Aprine qualcuna, vediamo che c'è scritto. Capiremo meglio, no?» Fu invece il consiglio avanzato da Alex.
Ryker eseguì quanto proposto e io non fiatai. Sapevo benissimo che il biondino non si sbagliava.
Avremmo violato la privacy di un'altra persona nel caso in cui quel pacco non fosse stato spedito a Ryker, oppure, avremmo compreso cosa e chi volesse comunicare con noi.
«Sono numerate?» Domandò Izzy, ma, presto, ci accorgemmo tutti insieme che non vi era scritto nulla all'esterno.
Il corvino lesse in silenzio il primo foglio, con il ciuffo che gli ricadeva sulla fronte aggrottata e le ciglia scure che incorniciavano le sue iridi concentrate.
«Sembra una pagina di diario, leggete anche le altre.» Esordì dopo, rigirandosi la lettera per ispezionarla meglio.
A quel punto, tutti e tre ne prendemmo una l'uno e l'aprimmo, incominciando a leggere ciò che vi era scritto.
12 Febbraio
Oggi è stata una giornata di Sole e mi sono sentito particolarmente ispirato. Di mattina, ho deciso di fare una lunga passeggiata nel parco per godermi il bel tempo. Di solito, non mi concedo questi momenti di pausa, ma oggi ho sentito che ne avevo bisogno. Di fronte a me, ho visto bambini giocare e famiglie fare picnic; era una scena così serena.
Di ritorno a casa, ho rifinito una presentazione per la scuola e ho aiutato mio fratello a finire i compiti. Ryker è una vera frana in matematica, ma, quando mi ripete tutte quelle pagine di tomi impolverati di filosofia, diventa un vero genietto, ed è un peccato che me ne accorga solo io.
Capii subito chi avesse scritto quelle parole. Associai quella scrittura meticolosa a una singola persona.
«Ryk, credo che siano di tuo fratello queste lettere.» Intuii, porgendogli il foglio che avevo appena letto e mostrandogli la parte finale.
«Porca puttana...» sbottò Alex, guardando lo stesso foglio sbalordito.
Ryker, invece, lo manteneva tra le dita senza proferire parola. Le sue palpebre non si muovevano, avevo paura di ciò che stesse provando.
E, ad un certo punto, il suono del campanello si frappose tra di noi e tra la tensione che aleggiava nell'aria.
«Aspettavate qualcuno?» domandò Isabelle, e nella mia mente furono spazzati via tutti quei punti interrogativi che avevano creato quelle lettere.
Ryker scosse la testa in segno di diniego, lasciò tutto sul tavolo e si diresse verso la porta.
Cominciò a nascere della paura nel mio stomaco, una sensazione che non mi aveva abbandonato da quando ero stata rapita.
STAI LEGGENDO
The Love In Your Eyes
Romance𝐃𝐚𝐫𝐤 𝐫𝐨𝐦𝐚𝐧𝐜𝐞 ✰ "A volte per chi amiamo dobbiamo buttarci a capofitto nel vuoto senza sapere cosa ci aspetta. Sconfiggendo le nostre paure e le nostre insicurezze. Tutto solo per amore." Trasferitasi a Manchester per condurre una vita nuo...
