Capitolo 18 💘

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"E ora che vuoi fare?"
Domanda Riccardo, mentre mi siedo accanto a lui.

"In che senso..."
Non capisco a cosa si riferisce.

"Vuoi avvisare Nicolas?"
Domanda solo per curiosità.

Comprendo che non gli interessi più di tanto.
Non li conosce.
Non ha alcun legame con loro.

Rifletto.
Nicolas è il fratello di Ingrid, l'ha sempre protetta ed accudita.
Però, anche lui è solo.
Dovrà fare pace col suo senso di responsabilità, non potrà controllare nulla da dove si trova.
Non potrà essere presente come vorrebbe.

"No, Nicolas per ora non ne deve sapere niente"
Rispondo, dopo attimi di silenzio, mentre passavo le mani sui capelli.
Sbuffando sonoramente, quando mi lasciai sprofondare sul divano.

Che situazione del cazzo.
Sono un'adolescente che dovrebbe pensare ad altro, non occuparsi di una donna incinta e prendere decisioni di tale importanza.

Forse ho sbagliato.
Mi sono sopravvalutata e lo hanno fatto anche gli altri, lui soprattutto.

Detesto ammetterlo, sono una ragazzina.

Ed è proprio questo senso di inettitudine che mi dà la spinta per superare i miei limiti.

I miei pensieri furono interrotti dalla suoneria del mio telefono cellulare.

Iniziai a tremare e in fretta e furia presi il telefono.
Il mio cuore iniziò a battere all'impazzata.

Flashback

"Ti chiamerò non appena posso"
Non sarà facile.
Non potremmo sentirci sempre.
Mi strinsi a lui.

Memorizzando questo calore, questo profumo.

Fine flashback

Nicolas.

Guardo velocemente mio fratello.

"Ho capito ho capito"
Mi lascia sola.

Il segnale è disturbato, ma va bene così.
Lo posso sentire.
Posso sapere come sta.
Io non l'ho perso.

"Amore"
Rispondo entusiasta, colta dallo stupore e da una gioia che mi toglie quasi il respiro.
Sorrido come un'ebete.

"Scricciolo"
Risponde.
Sembra stanco.
Ma ho la netta sensazione che provi le stesse cose che provo io.

"Come stai?
Hai mangiato?
Come sono simpatici lì?
Ti trattano bene?"
Lo bombardo di domande, nervosa e curiosa allo stesso tempo.
Ma più che altro, preoccupata.

"Una cosa per volta..."
Ride, se vedessi la scena da fuori, farei lo stesso.

"1) Sto bene, tu?
2) Non ho fame.
3) Si, non mi lamento"
Risponde a sequenza ad ogni mia.
Un sorriso si fa largo tra le mie labbra.

"Tutto bene.
Sai non dovremmo più nasconderci.
Ho parlato con mio fratello"

"Uh ho avuto la sua benedizione?"

Alzo gli occhi al cielo.
Cretino.
Come fa a scherzare sempre?

"Ti sei sentita con Ingrid?
L'ho chiamata ma non risponde.
Sono un po' preoccupato"
Come volevasi dimostrare.
Già si preoccupa.

"Tranquillo.
Dorme, per questo non ti ha risposto"
Avrà anche tolto la suoneria, sia per riposare bene che per la paura che qualcuno possa contattarla.

"Sta male?"

"Sta solo riposando.
È normale che si senta più stanca"
Continuo a portare acqua al mio mulino ed evitare l'argomento.

"Se puoi, vedi di tornare prima che rompa le acque"
Sposto l'attenzione.
Sarà entusiasto, diventare zio.
Si.
Amerà quel poppante.
Lo ama già.

Un'altra manciata di secondi e la comunicazione venne interrotta.
Non mi aspettavo un'altra chiamata.
Ma lo stesso mi ferì.

Come inizio è molto promettente.
Potremmo litigare, piangere o ridere, ma quando la sabbia della clessidra finisce, possiamo solo sperare di sentirci il prima possibile.

E fu così, che io e lui, chiudemmo la chiamata, arrabbiati.

"Fossi al suo posto lo vorrei sapere"
Sbuca mio fratello.
Caricando le mie spalle di altri pensieri.

Passo freneticamente le mani davanti al viso.

"Io invece ho deciso di non dirgli niente.
Se ti sta bene, bene.
Altrimenti, amen"
Espongo tutte le mie idee.
Breve e concisa.

Come piace a me.

"Qualsiasi cosa, io ci sarò"
Mi rivolge un sorriso, accompagnato da uno sguardo dolce.

Esprimo la mia gratitudine allargando le braccia e stringendolo a me.

Un amore impossibile. {IN REVISIONE}La tua prossima ossessione. Scoprilo ora