Capitolo 55

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Stranamente un mese passa in fretta.
Ringrazio il Signore, però più mi avvicino e meno riesco a sopportare la distanza.

Allora...le novità sono due.
I miei sono al quindicesimo anniversario di matrimonio.
Così si sono fatti un bel regalo...due settimane in Canada.

È fantastico!
Perché così potrei andare da Ingrid quando voglio, mi eviterei le solite domande sulla scuola, le sgridate.
Insomma, due settimane di puro relax.

Infatti....per il fine settimana dormo a casa di Ingrid.

Non so quanto ho pregato Riccardo per andare a dormire da Ingrid...dopo una settimana si è arreso.

"Ingrid sto mettendo lo zaino in camera"
La avviso prima di salire le scale ed entrare nella camera di Nicolas.

Profuma di lui, la tristezza di sale addosso.
È tutto al proprio posto, troppo perfetta, pulita.
Se ci fosse il proprietario della stanza in questo momento sarebbe sotto sopra, con la scrivania piena di fogli, penne o col computer acceso.

Vestiti forse sulla sedia.

Così invece è anche noioso.

Poso lo zaino per terra e sospirando, provando a cacciare via quel pensiero torno di sotto.

"Allora mammina, cosa si fa?"
Le chiedo sedendomi sul divano accanto a lei.

"Io pensavo di cucinare un bel dolce.
O una serie tv , oppure raccontarmi come va con Nicolas e quel tuo nuovo compagno Lorenzo.
Scegli tu"
Mangia una ciotola con cioccolata calda, nocciole a pezzettini, pistacchi e mandorle.

Se non fosse per i pistacchi, la mangerei volentieri anch'io.

"Quasi quasi ti invidio sai...ben coccolata...mangiare tutte le porcherie che vuoi senza che qualcuno ti dice 'che schifo' oppure 'così ingrassi' "
Dico guardandola e pensando a Nicolas che si sta perdendo tutto questo...purtroppo.

Lei si gira  verso di me.

"Scherzi vero?
Anche tu sei coccolata...e poi tu...grassa?
Stai benissimo, poi non sei una che mangia quanto un porco quindi non hai niente di che lamentarti.
E comunque io ora mangio cose anche strane, però poi ti vengo i sensi di colpa"
Per non continuare il discorso annuisco e lascio perdere.

Stranamente il telefono di casa squilla, mi alzo io e vedo un numero mai visto.

Decido di rispondere ugualmente.

"Pronto?"

Aspetto una risposta, ma sento solo silenzio.

"Klar?
Ingrid er mor"

Che cosa?!


"Nicolas"
Gli rispondo subito e con tono d'enfasi.

"Ciao!
Ma qualcuno qui è felice"
Risponde anche lui contento.

"Ovvio, sei l'unica cosa positiva di oggi"
Dico soltanto la verità, oramai le mie giornate diventano troppo noiose.
Era lui quello che mi chiedeva di uscire o mi cambiava i piani.
Da allora non programmo più niente, perché poi arrivava lui con quel suo sorriso che ti soggioga, cambiando le carte in tavola e io completamente ammaliata che non riesco a dirgli di no.

"Così mi fai arrossire"
Parla con quella voce piccola piccola, ovviamente a bassa voce.
Se i suoi colleghi lo sentono....figura di merda colossale.
Rido, quella sua voce è troppo dolce.

Lo prego di parlare sempre così, è troppo carino.

Ma cos'è tutto questo zucchero?!
Lascia stare...

Purtroppo, nega.
Quando torna a casa...lo farò parlare per tutta la vita così.
No per qualche minuto...per tutta la vita.

Oppure gli dirò di no anch'io.....mmm....ci penserò al momento.

Ma aspetta!
Perché accontentarmi di una cosa sola quando posso farle entrambi.

Nicolas....preparati al peggio.

"Parliamo di cose serie ora....quando torni?"
Mi lamento, non vedo l'ora di abbracciarlo.

Ricordo quando stava per partire e mi diceva come mi immaginava, però non sono allungata per niente, i capelli forse due o tre centimetri più lunghi, ma per il resto sono sempre la stessa.

Forse sarà deluso o magari non proverà più niente per me.

Raramente vado nel panico oppure percepisco l'ansia addosso a me, questa volta si aggiunge alla lista.

"Giulia.....ci sei?"
Mi richiama, portandomi al mondo reale.

"Sisi, scusa stavo pensando"
Dico frettolosamente.

"Beh...tra un po' lo sai.
I giorni sono quelli.
Tranquilla anche tu mi manchi.
Qui le donne sono peggio dei maschi....sono alte quanto noi se non di più...le spalle enormi.
Però alle feste, liberano la loro femminilità, fanno quasi paura"
Lo sto per uccidere tramite telefono.
Sono gelosa!
Non può parlare così delle sue colleghe e pensare che a me non piacciono le ragazze opprimenti.
Eppure mi sto comportando come loro!

Faccio un bel respiro e mi calmo.

"Bello.
Sai c'è la cresima di mia cugina.
Ho preso un vestito bellissimo!
Allora, arriva sopra il ginocchio, è blu notte, con il punto vita stretto e dietro c'è una spaccatura in pizzo che si vede tutta la schiena e poi smanicato.
Metterò dei tacchi forse....se si sono bordò col cinturino e se no metterò delle piccole zeppe bianche"
È tutta una balla, non c'è nessuna cresima, quella sarà l'anno prossimo.
Voglio ingelosirlo e vedere la sua reazione, così per ripicca.

"Tu non vai da nessuna parte vestita così!"
Ribatte subito e abbastanza nervoso e arrabbiato.

"Perché scusa?!
Io mi vesto come voglio!"

"Si così sbuca un ragazzo e ti chiede il numero di telefono.
Ti consiglio di non farti vedere, altrimenti non saprei cosa potrei fare.
Non mi assumo le responsabilità"
Tra le sue parole non c'è malizia solo gelosia e autorità.

"Come vuoi"

Entra Riccardo e mi dice di scendere sotto, per la cena.

"Nicolas....devo andare!
Uffa!
Ci sentiamo....vedi di tornare a casa intero e di tornare presto"
Lo ammonisco in fine.

"Che sfiga.
Sisi tranquilla.
Mi faccio sentire"

Così chiudo la chiamata e scendo di sotto per una normale cena in famiglia.

Domanda....volete che metto delle foto nei capitoli?

Vi consiglio la storia 'Amami lo stesso'.
Potete trovarla nei miei elenchi di lettura.

Fatemi sapere.
Baci!

Un amore impossibile. {IN REVISIONE}La tua prossima ossessione. Scoprilo ora