"Bene....em Ingrid!
Siamo in ritardo per la visita dal ginecologo!"
Ovviamente è pronta per ribattere, dato che non c'è nessuna visita.
Per fortuna Lorenzo, guarda Ingrid, così le faccio l'occhiolino, sperando che regga al gioco.
"Ah vero!
Scusaci tanto, colpa mia e del bambolotto qui"
Indica lo stomaco, mentendo molto bene.
E io la ringrazio mentalmente, la ringrazierò dopo.
Non per male, ma non avevo voglia di stare con Lorenzo, volevo stare solo con Ingrid e darle una mano.
L'altra persona con cui vorrei restare ora è solo Nicolas....solo con lui.
"Bene, ciao Lorenzo"
Lo salutiamo e ce ne andiamo.
Affianco a me Ingrid mi parla.
"Perché gli abbiamo detto una balla?"
Sussurra, anche se siamo lontani da Lorenzo.
"Perché non mi andava di stare con lui....non mi va di stare con nessuno.
Tranne con te"
Sorride contenta e io la seguo a ruota.
Le ho detto solo la verità.
"Beh io sono speciale"
Tira i capelli all'indietro, con fare molto teatrale.
"E comunque possiamo smettere di sussurrare"
Con fare da 007 si guarda intorno e sussurrando dice "va bene"
Rido.
Senza aspettare altro torniamo a casa sua.
Mando un messaggio a Riccardo, lui mi risponde dicendomi che mi veniva a prendere.
Dovevo tornare a casa e non c'era più nessuna scusa valida o da dire.
Che situazione stressante.
Mi sento come una ladra....come se stessi facendo qualcosa di male.
Non poter stare con Ingrid o Nicolas alla luce del sole, davanti a tutti.
Qualche sera fa pensavo a quando, avrei presentato ai miei il mio ragazzo, Nicolas.
Nella mia mente, io avevo diciotto anni, eravamo riusciti a farcela fino a quando non avevo raggiunto la maggiore età.
Era tutto programmato, lo avevamo fatto apposta, io ero maggiorenne e i miei non potevano dire o fare niente, in caso fosse andato storto qualcosa.
Nicolas era contentissimo, a prescindere da come sarebbero andate le cose.
Mio fratello Riccardo era accanto a me, ci sosteneva.
Era tutto perfetto, o almeno per me.
Certo, sarà diverso dalla norma.
Di solito si arriva là, con imbarazzo, tensione.....e invece.
Beh con me c'è sempre l'eccezione....vabbè...mi adeguo...come ho sempre fatto.
È passato un mese....un fottuto mese senza Nicolas.
Non so neanche io come sia riuscita a sostenere tutto questo senza di lui.
Mi sento abbandonata...con Nicolas mi sento per telefono...quando siamo fortunati.
Ci sono state tre sere di seguito che non ci siamo sentiti per niente.
Avevo paura, in quei giorni ero nervosa irritabile e suscettibile, cosa alquanto strana per me.
Quando ho sentito la sua voce mi sono messa a piangere, lui ha cercato di calmarmi e di spiegarmi.
Cosa ho fatto?
Gli ho urlato addosso, me la stavo prendendo con lui, gli stavo dando la colpa, per una cosa che anche lui era dispiaciuto e di certo non era quello che voleva.
In questi giorni me la sono presa con tutti, Riccardo, Federica, Lorenzo e persino con Ingrid.
Sono stata intrattabile.
Dopo la spiegazione di Nicolas, dove ci sono stati dei problemi, presa dalla paura gli chiesi se stesse bene e se ora era tutto risolto.
Non so se era sincero, ma mi rispose che ora era tutto apposto.
Finalmente so quanti altri mesi deve rimanere in quel postaccio.
Per altri tre mesi.
Alla fine non sarà la fine del mondo, no?
O forse si?
Già un mese e sono a pezzi...ce la altri tre mesi?
Ma si!
Cosa vuoi che accada!
Alla fine tre mesi passano in fretta...o almeno così credo.
Sicuramente in un'altra situazione neanche mi sarei accorta che fossero passati tre mesi.
Ma non in questo caso.
La cosa che adesso voglio ricordare sono le sue parole due in particolare.
"Ti amo"
E io amo lui.
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Un amore impossibile. {IN REVISIONE}
Ficção AdolescenteL'amore non ha età. L'amore se vero, sopravvive a qualsiasi difficoltà, soprattutto alla distanza. Ma è effettivamente così? Un uomo realizzato, con un forte senso del dovere, una famiglia sulle spalle. Una ragazzina in piena crisi adolescenziale, a...
