Capitolo 51

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"Vaffanculo!"
Urlo arrabbiata e preoccupata.

Non risponde!
Magari dovrei calmarmi, sarà occupato, però, dopo l'incubo che ho fatto, non sono per niente tranquilla.

Gli richiamo altre due o tre volte, inizio a velocizzare il respiro, pensando solo al peggio.

Cerco di calmarmi, facendo avanti e dietro per tutta la stanza.
Sbuffo sonoramente, mettendo le mani sulla testa.

Provo a pensare ad altro, ma testarda come sono, fallisco.

"Giulia sono a casa"
La porta sbatte, sicuramente quella d'ingresso.
Riccardo mi avvisa del suo ritorno, in anticipo a casa.
Ha un'ora di anticipo.
Anche a lui mancherà qualcuno.

Non gli do molta importanza, ho altro a cui pensare.

Sento i suoi passi, per fortuna non entra in camera mia, chiedendomi come sia andata a scuola o come sto....ed è molto meglio così...non sono dell'umore.

Cammino avanti e indietro per tutta camera, fino all'ora di pranzo.
Mangio velocemente e ritorno in camera mia, iniziando i compiti.

Ora però dire che li ho fatti è un parolone, non riuscivo a concentrarmi!

Per fortuna, l'uscita che avevo con Lorenzo, viene in mio soccorso.
Ho bisogno di staccare un po'.
In un lampo si fanno le sedici e mezza.
Mi lavo e dopo mi cambio solo la maglia, lasciando di sotto dei jeans e delle All star blu e bianche.

Di sopra ho una semplice maglia grigia, con di sopra una felpa grigia con la cerniera.
La utilizzo al posto del giubbotto.

"Riccardo io esco, sono con dei miei compagni di classe"
Mio fratello è abbastanza geloso, quando vuole, se gli dicevo che vado da sola con un ragazzo, neanche mi faceva uscire.

"Va bene, ma fatti sentire.
La prossima volta potresti anche dirlo un po' prima"

Si così è sicuro che non mi fate uscire.
Col cavolo!
Non ci casco.

"Sisi"
Esco e chiudo la porta.
Prendo l'autobus che si ferma poco prima del centro commerciale.
Guardo il display del telefono.

"Merda!"
Sussurro infastidita.

Ho cinque minuti di ritardo, so che non è la fine del mondo, ma se io fossi al posto suo, sarei infastidito, in caso ci fosse qualche problema, lo avrei avvistato, ma dato che non è così.

Velocizzo il passo.

Il telefono in mano, vibra.

Lorenzo.

"Pronto"
Continuo a camminare velocemente, per non essere ancora più in ritardo.

"Ciao, sono Lorenzo.
Ti volevo dire che sono proprio di fronte al cinema"
Che bello!
Sono a due passi dal cinema.

Continuo ad andare avanti.
Non ci sono molte persone.
Lo noto quasi subito.

"Lorenzo!"
Lo chiamo da lontano.

Il ragazzo si gira verso di me, chiude la chiamata, cosa che faccio anch'io subito dopo.

Ci veniamo incontro a vicenda.

"Ri-ciao"
Dice contento, per poi abbracciarmi.

"Ciao"
Rispondo.

"Bene, ora ci si diverte!"
Esclama contento come un bambino al luna park.

Ora vediamo che succede, andare o non andare....questo è il problema.


Non potevo fare la figura della scema, così andai con lui, non che ne fossi contenta....ma avevo solo due scelte e la prima non mi sembrava proprio il caso.

Entrammo e all'inizio eravamo...impacciati?
Si, senza dubbio, sembravamo come impauriti dall'altro, non in senso negativo, come se ci vergognavamo.
Ecco!
Ci vergognavamo, anche se non ce n'era motivo...o almeno per me.

Per rompere il ghiaccio iniziamo a camminare e a parlare....molto.

"Così ti piace la pallavolo"
Afferma dopo aver detto che per sei anni ho praticato questo sport che non ho continuato a praticare per motivi familiari.

"Si, tantissimo, non sai quanto vorrei riprendere a giocare a pallavolo.
Una delle cose più belle di questo sport, ma questa particolarità si può trovare anche in altri, è di far parte di una famiglia, sapere che nel campo non sei da sola, ma ci sono delle persone di cui ti puoi fidare e che al primo problema sapranno come aiutarti.
Un posto dove essere se stessi e stare bene"
Mi lascio prendere la mano e parlo troppo, tutto quello che ho pensato, l'ho detto, per giunta ad un ragazzo che a mala pena conosco....neanche Nicolas lo sa ora che ci penso.

Ma che stiamo facendo?
Senti bella, dobbiamo un attimo mente locale.
Non ti posso dare torto per una volta.

Frena un attimo, si amo Nicolas e per me Lorenzo è solo un compagno di classe, ci sono buone probabilità di essere amici, ma nulla di più.
Quindi su che cosa devo fare mente locale?
Sul fatto che l'ho detto prima a lui e non al mio ragazzo?

Non muore nessuno, me ne sono dimenticata non è la fine del mondo!

"Ti deve piacere proprio molto da come ne parli"
Dice riportando la mia attenzione su di lui.
Abbassa lo sguardo, cambiando repentinamente umore.

Mi fermo vicino a lui, Lorenzo se ne rende conto dopo alcuni passi, si gira verso di me e mi guarda.

Cerco di capirlo, di decifrare quello che gli sta passando per la mente.
Ma tento miseramente.

"Tutto bene?"
Se non parla lui lo faccio io, così gli faccio la fatidica domanda.

"Sei fidanzata?"
Perché?

Cosa cazzo c'entra?!

Allora calmiamoci, perché lo vuole sapere, perché ha cambiato umore e cosa devo dirgli.

Pensa....se gli dico si....potrebbe chiedermi chi sia o magari potrebbe spargersi la voce.

Se gli dico di no...è come se cancellassi Nicolas...in un certo senso.
Come dire che davanti a lui che non lo amo....più o meno è quello il peso delle parole...secondo me.

"Perché?"
Domando imbarazzata, ma molto infastidita....questa domanda si poteva fare in altre occasioni...con un altro modo e soprattutto....si poteva anche non fare!
Sono affari miei!
Se non te ne parlo, ci dev'essere un motivo.

"Così....però rispondi"
Dice sul vago, ma convinto che io gli darò una risposta.

E che vuoi fare....sparire nella borsa di Hermione?
Figo!
Ma no....devo capire cosa rispondergli...sono sicura che se cercherei di cambiare argomento...se ne accorgerebbe e comunque ritornerei al punto di partenza.

"Curioso il ragazzo"
Lo stuzzico forzandomi di sembrare il più calma e tranquilla possibile.

"Si"
Risponde diretto e in tono schietto.

Quasi quasi la prendo come una sfida.......la tentazione di fargli qualcosa è grande...ma non è il momento adatto di far uscire la bambina dispettosa di quattro anni che è in me.

Devo ragionare....ragionare.....dire si o dire no.

Ammettere che sono fidanzata e prepararmi a future domande, col pericolo che possano scoprirci?

O negare l'esistenza di Nicolas nella mia vita e cercare di crearmene una diversa secondo la mia immaginazione?

Non è bello quello che sto per dire, ma sento che è quella giusta.

"No"

Un amore impossibile. {IN REVISIONE}La tua prossima ossessione. Scoprilo ora