Capitolo 19 💘

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Quando Ingrid si svegliò le raccontai della chiamata col fratello.
Stava bene, mangiava e tutto.

Le spiegai i motivi per i quali decisi di lasciare Nicolas allo scuro.

Aveva semplicemente annuito, di sicuro capiva le mie intenzioni.

Certa che fosse tranquilla e riposata, la salutai.
Le promisi comunque di tornare presto e di sentirla tutti i giorni.

Una volta tornati a casa, io e mio fratello non eravamo in vena di commentare la frenetica giornata.
Lui sicuro aveva molto a cui pensare.
Io volevo ripassare degli argomenti di fisica.
Ci siamo chiusi nelle nostre stanze.

Non riuscii a chiudere occhio.
Non avevo le forze per studiare.
Non avevo le forze per pensare ad altro.
Stavo diventando ossessionata da degli scenari.

Il giorno dopo, mi alzai con delle occhiaie terribili.
Questa volta decisi di prendermi cura del mio aspetto, usando delle creme, correttore e della cipria.

Se lo reputo necessario ed il tempo sufficiente, mi sistemo usando pochi prodotti.

A scuola, la solita routine.
Lezione, appunti, lavagna.
Lezione, appunti, lavagna.
Ricreazione.
Osservo i vari gruppetti.
E la ripresa delle lezioni.

"Hai saputo?"
Sussurrava la mia compagna di banco, mentre il professore borbottava con una collega della classe accanto.

"No, cosa?"
Non per male, ma non sono interessata alle voci di corridoio.
Sono per lo più false, inopportune e poco interessanti.
Sono sempre le stesse, variano, a volte, i soggetti.
Tizio è stato con tizia.
Un ragazzo ha visto due professori baciarsi di nascosto.
Qualcuno è stato messo in punizione perché ha fatto un qualcosa...

"Dovrebbe arrivare un ragazzo, o una ragazza nuova.
Abbiamo sentito i professori parlare di un nuovo iscritto"

"Mh.
Poverino"
Commento.

Alla mia amica piacciono le novità, i cambiamenti.
Lei è molto amichevole, non avrà problemi a fare amicizia, anzi.
Sa sempre come accogliere qualcuno e farsi volere bene.

A me poco cambia.
Spero soltanto che sia tranquillo.
Qui ci sono già dei casinisti, non ne voglio un altro.

~~~~~~~~~~~~~~

Le voci erano vere.
Dopo un paio di giorni arrivò Lorenzo.

Potrei descriverlo con poche parole:
Silenzioso.
Carismatico.
Intelligente.

I professori lo elogiavano, perché era al pari col nostro programma.
Sebbene venisse da un altro corso.

Ci siamo presentati un po' tutti.
Lo abbiamo accolto, chi più chi meno.

Non avevo mai scambiato due chiacchiere con lui.
Tranne una volta, un'interrogazione di gruppo.

Ed oggi.

"Ciao Giulia!
Come va?"
Lorenzo viene verso di me con un foglio, un modulo.

"Il docente di educazione fisica mi ha chiesto di sistemare il modulo delle attività sportive scelte dalla classe"
Oggi siamo pochi in classe e tanti banchi sono vuoti.
Si siede vicino a me.

Prima inizio, prima finisco.

"Sei sempre così silenziosa?"

"Si"
Mancavano pochi nominativi e potevamo consegnare i moduli in segreteria e poi alla responsabile della classe.

"Sono un bravo uditore, se ti va di parlare..."

"Sono fatti miei"
Sbotto.

"D'accordo.
Se vuoi porto io i moduli a chi di dovere"
Silenziosamente mi alzo e lo seguo.

Quando mi viene affidato un compito, lo rispetto.
Qualsiasi sia la condizione.
Con il permesso della docente di inglese, andiamo in segreteria.

"Dio ma non lavora nessuno qui?"
La segreteria come al solito è scoperta, nessuno apre la porta e nessuno gironzola tra i corridoi dove ci sono gli uffici.

Detesto perdere tempo.

"Ti innervosisci facilmente"
Commenta.

"Devi commentare ogni cosa?"
Ha così tanto ossigeno da sprecare?

"Voglio solo fare amicizia"
Risponde abbozzando un timido sorriso.

Sbuffo.

Non nient'altro da fare.

"Come ti stai trovando?"
Mi riferisco al cambio di scuola, ai compagni e pacchetto completo.

"Molto bene.
Prima non avevo un buon rapporto con i compagni e poi avevo capito che l'indirizzo non era quello giusto"

"Mi dispiace.
Fortunatamente si può porre rimedio.
Non dovresti avere problemi in questa classe, sono dei casinisti, ma non sono cattivi"

Attendiamo altri quindici minuti prima che qualcuno si faccia vivo.

Il pomeriggio scorre tranquillo e monotono.

Avevo promesso ad Ingrid che sarei passata da lei questo pomeriggio.
Mio fratello doveva uscire e riesce a darmi uno strappo.

La trovo sgargiante.
Sembra quasi eterea.

La trovo più felice del solito, sorridente, energetica.
Sono felice.

Riusciamo ad essere il pilastro dell'altra, la sua gioia alleggerisce la mia pesantezza.
La mia quotidianità, diversa dalla sua, rompe quella catena continua della sua routine.

Si avvicina e mi stringe le mani.
Talmente forte che le chiedo di allentare la presa.

"Pronta a sapere il sesso del marmocchio?"
Domanda a brucia pelo.
Non riesce a contenere la gioia.

"Certo.
Sisi"
Era da un po' che mi domandavo cosa potesse essere.
So dell'esistenza di diverse leggende, la pancia a punta, la pancia tonda e tantissime altre.

Io non credo a questa roba.

"Diciamo che Nicolas non sarà più l'unico uomo di casa"
Un maschietto.

Che bello.
Sono davvero felice per lei.

Sono sicura che questo bambino riuscirà a darle un'amore totalizzante.
Il destino ha voluto che qualcuno affiancasse Nicolas nel proteggere Ingrid.

Pianificammo ogni cosa;
tutine, ciucci, biberon, uovo, passeggino, bavaglino.
Tutto.
Ogni minima cosa.

Aveva una scatola piena di riviste.

Era impressionante quante cose sapesse e quante cose servivano.

Un amore impossibile. {IN REVISIONE}La tua prossima ossessione. Scoprilo ora