Il suo sguardo era strano, quasi indecifrabile. Sembrava un misto fra rabbia e sorpresa di vedermi lì davanti a lui dopo anni, o forse era semplicemente sorpreso di notare come avessi trovato il coraggio per sfidarlo.
<<Siediti e spiegami perché sei qui>> ordinò.
<<Ho letto la tua lettera ai capi d'azienda, nella quale spiegavi che è giunto il momento di modernizzare il tutto, partendo proprio dal capo. Hai detto di aver osservato diversi curriculum cercando di trovare il perfetto candidato in grado di prendere il tuo posto, ma nessuno ha soddisfatto le tue aspettative>> spiegai.
<<Come hai fatto a leggere quella lettera? Sono fatti interni all'azienda, non è possibile che tu ne sia venuto a conoscenza. Mi sono assicurato che fosse così>>, rifletté.
<<L'avere il tuo cognome mi porta ad essere parte integrante dell'azienda tanto quanto te, nonostante non ci abbia mai messo piede come impiegato>>, risposi soddisfatto. Avevo sempre cercato di essere ricordato solo come Jungkook, quasi come se non avessi un cognome, ma verso i 18 anni quando mi ritrovai a decidere quale facoltà studiare all'università mi resi conto che avrei potuto usarlo a mio favore, ed eccomi qui.
<<Dimmi cosa cerchi da me e finiamola qui>>, mi ordinò. Ah, si sbaglia. C'è ancora così tanto tempo, così tante cose e novità che ho da raccontargli, questa fretta lo fregherà.
<<Non così velocemente, non ho finito di raccontarti come stanno le cose. Dunque, come ho detto, nessuno era in grado di soddisfare le tue aspettative, e questo non era chiaro a nessuno, in quanto tutti i candidati erano stati selezionati a pennello per te, ma la verità è che tu non vuoi nessuno, non stai cercando nessuno papà>>, continuai.
<<Ah sì? Non credi sia un controsenso?>>, mi interruppe.
<<No, se sai già chi scegliere. Perché non dici a tutti che quel posto sarà occupato dal mio caro fratellastro Jackson?>> lo sfidai. Spalancò gli occhi. Sicuramente non credeva che fossi a conoscenza della sua relazione clandestina, se così si può chiamare, che aveva intrapreso con un'altra donna mentre si occupava delle pratiche per il divorzio con mia madre per trascinarla in tribunale per ottenere il mio affidamento. Jackson non l'avevo mai visto, se non in foto, e l'odio che provavo nei suoi confronti superava qualsiasi soglia umana.
<<Sei qui perché credi di poterlo sostituire, di essere in grado di dirigere un'azienda come questa? Hai grandi aspettative figliolo>>, sorrise.
<<No, papà, non è un'aspettativa, ma un dato di fatto. Mi sono informato sul suo conto, ed è un incapace, se vogliamo essere gentili. Non ha la preparazione necessaria per lavorare qui, mentre io mi sono laureato in economia e commercio, ho preso diverse specializzazioni, e so quali modifiche apportare affinché possa rimanere su un alto livello>>, affermai. Uno dei miei intenti era quello di vantarmi dei titoli che avevo conseguito, perché l'avevo fatto da solo, mi ero pagato gli studi, lavorando nel frattempo e riuscendo a fare tutto quello che avevo sempre programmato per me stesso. E posso dire di aver ottenuto l'effetto desiderato.
<<Jungkook apprezzo il fatto che ti sia impegnato per avere un grande futuro, ma questo incarico è stato riservato appositamente a Jackson, stiamo solo aspettando che compia 19 anni e torni a Busan>>, spiegò. <<Forse non hai capito papà, io non sono qui per candidarmi, quel posto è già mio di diritto. Sono il primogenito e secondo la legge dell'ereditarietà mi spetta e non ho intenzione di sottrarmi ai miei doveri, come hai fatto tu. Inoltre, se questo non bastasse ho ottenuto l'autorizzazione da parte di un giudice, il quale ha previsto l'entrata in azienda già dalla prossima settimana, sono qui solo per informarti>>, risposi soddisfatto.
Le sue mani si strinsero in due pugni ma non disse nulla. Si limitò a leggere la quantità immensa di documenti che avevo posto sulla sua scrivania. La sua espressione si tramutò da rabbia ad esasperazione. Non mi piaceva trattarlo così, fare la voce grossa, come se fossi io il genitore, ma lui non mi aveva dato scelta.
<<Vattene da qui, subito>>, mi cacciò. Decisi di ascoltarlo.
<<Ci vediamo presto papà a fa sì che abbia un ufficio tutto mio altrimenti me ne occuperò io stesso. Stammi bene>>, risposi varcando la soglia della porta e sbattendola alle mie spalle. Camminai velocemente fino all'ascensore e quando fui dentro, rilasciai tutto il fiato che avevo trattenuto. Era andata abbastanza bene, non che mi aspettassi molto, quantomeno sono riuscito a farmi sentire.
Arrivai fino al piano terra, dove incontrai Yoongi hyung, il quale sorrise vedendomi. Lo abbracciai forte, lasciando che la tensione accumulata mi abbandonasse. <<Ti vedo felice, deduco che sia andata bene>>, affermò staccandosi. Entrambi ci dirigemmo verso l'auto.
<<Benissimo hyung. Mi ha fatto effetto vederlo dopo tanto tempo, ma credo che abbia capito finalmente che non sono la sua marionetta e che so cosa voglio dalla vita>>, affermai soddisfatto.
<<Sono veramente contento per te Kookie. Adesso vai a casa, pensa alla prossima mossa e pranza ok? Io vado al lavoro, se hai bisogno scrivimi>>, disse.
<<Grazie per tutto hyung, ti voglio bene>>, lo salutai. Pensai bene a cosa fare, erano le 11,30 quando salii in macchina, la fame era tanta, ma casa mia era lontana e non mi andava di passare una mezz'oretta in macchina. Così vagai un po' nei dintorni cercando qualche ristorante. La maggior parte erano ancora chiusi, finché non trovai un ristorante-pizzeria. L'insegna era spenta, proprio come le luci, fu la porta aperta ad attirarmi. Suonai il campanello più volte ma non vidi nessuno, così entrai. La maggior parte dei tavoli era ancora sparecchiata, e da quella che penso fosse la cucina provenivano dei rumori.
<<Mi scusi siamo chiusi, la pizzeria aprirà domani, ci sarà l'inaugurazione>>, affermò una voce alle mie spalle. Mi voltai di scatto trovandomi una piccola testa bionda che mi guardava. Era un ragazzo molto più basso di me, con un grembiule addosso e tremendamente bello.
<<Capisco, ho girato un po' prima di trovare un ristorante aperto, e sto morendo di fame, ma vedrò di trovarne un altro>>, risposi un po' infastidito. Il ragazzo mi sorrise e continuò nel suo lavoro, apparecchiare altri tavoli.
<<Mi spiace molto, ma la devo salutare, ho molto lavoro da sbrigare, sono qui da solo e non posso fermarmi a parlare>>, si scusò. Cercai di notare quanti più particolari possibili del suo viso. I capelli biondi si sposavano perfettamente con la sua carnagione chiara, due occhi stupendi e le labbra carnose. Sembrava un angelo, rimasi letteralmente incantato.
<<Sei il figlio del proprietario?>>, domandai.
In genere non sono uno dalle tante domande, non mi interessava quasi nulla degli altri, ma c'era qualcosa che non mi faceva andare via da lì, non volevo farlo. Le sue mani si muovevano rapide ma delicate, in ogni tavolo mise un piccolo vaso con dei fiori attorno ai quali fece un fiocco, utilizzando diverse tipologie e colori di nastri. Era una creazione davvero bella.
<<No, sono un semplice impiegato, anzi sono stato assunto da poco e non vorrei perdere il lavoro. La prego davvero di andare via non voglio avere dei reclami>>, affermò preoccupato. Si ostinava a darmi del lei anche se probabilmente eravamo coetanei, è molto giovane e dalla corporatura potrebbe essere quasi più piccolo di me.
<<Siamo solo noi due qui, e nel caso in cui dovesse arrivare qualcuno dirò che sono appena entrato>> affermai. Mi guardò dubbioso, cosa che feci anch'io. Veramente avevo pensato ad una scusa per proteggerlo? Per qualcuno che conoscevo da cinque minuti? Che diavolo?
<<La ringrazio ma non ce ne sarà bisogno, se vuole può tornare domani, quando sarà aperto>>, pronunciò. Mi guardò con occhi supplichevoli, sembrava veramente preoccupato del possibile arrivo di qualcuno, o forse di perdere il lavoro. Decisi di non insistere, e mi allontanai. <<Ok ok me ne vado, buon lavoro>>, affermai sorridendo. Lui fece lo stesso accompagnandomi alla porta. Mi voltai un'ultima volta per incontrare i suoi occhi e uscii.
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I primi capitoli possono sembrare noiosi ma servono per inquadrare bene il personaggio di Jungkook. Già dai prossimi vi divertirete, ve lo assicuro❤️
Fatemi sapere cosa ne pensate!
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~Unpredictable~ Jikook
FanfictionJimin e Jungkook sono due poli opposti che si richiamano continuamente. Il primo pauroso, gentile, sincero, riservato. Il secondo passionale, schietto, bugiardo, deciso in tutto quello che fa. Sarà una pizzeria a farli incontrare, e dal primo sguard...
