Jungkook's pov
Mi svegliai pieno di energie pronto per una nuova giornata. Il caldo di agosto stava lasciando spazio pian piano all'arrivo dell'autunno, con settembre alle porte. Aveva iniziato a far freddo da un giorno all'altro, portandoci a riprovare il piacere delle coperte calde, con netflix e popcorn tutto il giorno. Inoltre, a completare questo bellissimo quadro, Jimin era ritornato a casa. La convivenza con Yugyeom si era già dimostrata disastrosa, ma speravo che in poco tempo riuscisse a trovare un appartamento, per andarsene da casa mia. Ero quasi deciso del tutto sul da farsi, gli avrei potuto dare la mia amicizia, ma non l'amore.
Presi dei vestiti puliti e mi diressi verso il bagno. Feci una doccia veloce per svegliarmi del tutto e scesi in cucina. Li trovai entrambi lì, a fare colazione insieme, ognuno guardando il proprio telefono. Jimin era ancora in pigiama, con i suoi meravigliosi capelli biondi scompigliati, e le labbra arrossate per la bevanda calda che stava sorseggiando. Era bellissimo.
Mi inoltrai nella stanza salutandoli entrambi, lasciandogli un bacio sulla guancia. Jimin mi guardò sospettoso, ma non disse nulla.
<<Come stai?>>, mi chiese Yuyeom alzandosi sotto lo sguardo attento di Jimin.
<<Bene, un po' infreddolito, ma bene. Mi piace questa temperatura, così fresca e autunnale>>, risposi. Aprii gli sportelli cercando qualcosa da mangiare, finché non vidi le fette biscottate.
<<Piace anche a me, odio il caldo. Così avrò una scusa in più per abbracciarti...>>, mormorò legando le sue braccia al mio addome. Scelsi la marmellata, voltandomi di scatto. Mi guardava sorridente, stringendomi stretto a lui. Io invece, non potevo smettere di ammirare Jimin, che assottigliò gli occhi, infastidito.
<<Ne abbiamo già parlato, lasciami>>, affermai. Per fortuna mi lasciò, tornando al suo posto e prendendo la giacca.
<<Vado al lavoro, ci vediamo stasera>>, rispose lasciando la cucina. Jimin bevve un sorso d'acqua e si alzò, posando le posate sporche nel lavandino. Mi fece un debole sorriso, lavandosi le mani.
<<Jimin aspetta>>, mormorai fermandolo. Mi guardò, in attesa, ed io non potevo fare a meno di sorridere. Lo portai fra le mie braccia, baciando ogni lato delle sue guance, e stringendolo a me.
<<Non ti ho salutato per bene, non volevo che Yugyeom ti aggredisse, o facesse altre scenate. Dopo la litigata di ieri penso non abbia capito ancora come stanno le cose>>, spigai. Appoggiò la testa sulla mia spalla, avvolgendo le braccia al mio ventre e respirando affondo.
<<So difendermi Jungkook>>, rispose.
<<Come hai dormito?>>, domandai.
<<Bene, tu?>>
<<Mi sei mancato. Non vedevo l'ora di vederti stamattina, sono davvero felice che tu sia qui, credimi>>, affermai.
<<Lo sono tanto anch'io>>, mormorò staccandosi. Si lavò le mani, sistemando poi in giro le cose che erano rimaste in disordine. Ed io feci colazione. Non avevo molta fame, ma mi sentivo veramente entusiasta. Per tanto tempo ho sperato di rivederlo nella mia cucina a preparare qualcosa, in soggiorno, nella doccia insieme, nel nostro letto. Amo vederlo in casa, in pigiama, spettinato, amo poterlo tenere fra le mie braccia, baciandolo e coccolandolo. Voglio davvero impegnarmi affinché possa ricominciare qualcosa fra di noi.
<<Oggi non lavoro>>, aggiunse poco dopo.
<<Davvero? Possiamo passare la giornata insieme allora>>, proposi.
<<Possiamo stare a casa, non mi va di uscire>>, affermò.
<<Vieni, andiamo in camera nostra, ho delle cose da farti vedere>>, risposi. Lo presi per mano, e sotto il suo sguardo attento, gli feci segno di seguirmi. C'erano ancora molte cose negli scatoloni, oggetti che avevo archiviato e che pensavo di dover buttare. Direi che ora invece di posarle per bene. Aprii la porta della stanza, facendolo entrare per primo. Il letto nuovo dava una vitalità diversa, suscitava in noi dei ricordi bellissimi, che vorrei diventassero quotidianità d'ora in poi.
<<Qui ci sono cose tue, oltre che parti dell'arredamento come i libri che leggevi, alcune cornici, lampade c'è un po' di tutto. Possiamo sistemarle qui, riportando la stanza com'era prima. Mi aiuti?>>, domandai. Il suo occhi erano pieni di luce ed entusiasmo. Sapevo quanto tenesse a quello che avevamo comprato insieme, inoltre era stato lui ad occuparsi di questa stanza. Ci teneva particolarmente, ed io anche.
<<Guarda! Non pensavo ci fosse ancora, credevo l'avessi buttato!>>, mormorò poco dopo.
<<Che cosa?>>, chiesi. Tirò fuori da una scatola un libro impolverato, o meglio, capii dopo che era un album pieno di foto.
<<Le foto del nostro matrimonio>>, esclamò sfogliandolo. Mi sedetti accanto a lui, facendomi spazio sul letto e scorrendole una ad una. Le aveva fatte Yoongi, ed erano bellissime. Ritraevano molto più Jimin che me, segno che alcune erano state scattate da Taehyung.
<<Non avrei potuto buttarle>>, risposi abbracciandolo. Si sedette fra le mie gambe, appoggiando l'album sulle sue. Sospirò di volta in volta, come se rivivesse ogni attimo, ogni momento di quella giornata stupenda.
<<È stato il giorno più bello della mia vita. Te lo ricordi?>>, domandò.
<<Certo, come potrei dimenticarmelo. Eri bellissimo quel giorno, quel completo fasciava perfettamente il tuo corpo, non permettendomi di distogliere lo sguardo. Avevi i capelli più chiari di ora, e gli occhi pieni di amore. Mi spiace solo di averlo fatto in segreto, meritavi altro Jimin>>, sussurrai dispiaciuto. Avevo notato come stesse cercando di ricordarlo come qualcosa di speciale, e indubbiamente lo era stato, ma non come voleva lui. Non si aspettava qualcosa di affrettato, privo di invitati, in un comune trovato all'ultimo minuto, ma l'ha accettato per amore. Era davvero troppo per me.
<<Non importa, non si può cambiare quello che è stato. Nemmeno il mio sguardo è cambiato, ma non te ne rendi conto>>, affermò baciandomi la guancia. Gli sorrisi dolcemente, unendo le nostre mani.
<<Cercherò di rimediare>>, affermai. Lui annuì.
<<In questa foto assomigli tanto a tuo padre, avete gli stessi occhi, fronte, sembri lui da giovane>>, notò.
<<L'hai conosciuto?>>, domandai sorpreso e in parte infastidito. Di sicuro Jackson non era stato capace di farsi i fatti suoi neanche stavolta, presentandoglielo.
<<Si, neanche lui sapeva che fossimo sposati. Mi ha fatto gli auguri, sembrava sincero. Penso sia dispiaciuto di essere stato lasciato all'oscuro di tutto>>, spiegò.
<<Non penso, a lui non interessa la mia vita>>, ammisi.
<<Non è vero, dovresti provare a conoscerlo meglio. Ha sbagliato in passato, ma questo non significa che lo farà per sempre. Se mio padre fosse disposto a far parte della mia vita, forse potrei pensare di perdonarlo. Credo che dovresti provarci, di sicuro ti renderebbe felice. Lavorate insieme inoltre, magari con questa scusa avete già qualcosa su cui discutere>>, rispose. Perché è così buono, non capisco. Perdonare suo padre lo vedevo una cosa infattibile dopo tutti i problemi che gli aveva creato, io non lo farei mai. Ma lui era diverso, e cercava sempre di trovare il bene in tutti, persino in persone in cui sembrava essere stato sepolto.
<<Sei tu che mi rendi felice>>, lo feci voltare. Mi accarezzò la testa, sistemandomi i capelli che stavo lasciando crescere di più. Da quando ci eravamo lasciati avevo smesso di curarmi così tanto, andavo in palestra solo due volte a settimana, e non frequentavo più locali. Nemmeno i miei amici mi vedevano più. Era come se tutta la vitalità che mi aveva sempre contraddistinto fosse andata via, fosse rimasta con lui, insieme al mio cuore.
<<Mi piace questo nuovo look>>, scherzò. Gli baciai il naso, le guance e le mani, ero ammaliato dalle sue movenze.
<<All'inizio, quando ti ho conosciuto, ho pensato davvero di non piacerti, ti ricordi come mi hai fatto penare prima di poterti baciare?>>, continuai ironico.
<<Però alla fine ti eri innamorato di me, quindi ne è valsa la pena>>, aggiunse.
<<Sono felice che tu sia qui>>, affermai, cambiando discorso.
<<Lo hai già detto>>, rispose sorridendo.
<<Sono....tranquillo adesso, anche se mi sento più fragile in questo periodo. È come se stessi lottando una guerra impossibile da vincere, e questo mi sfianca, ma averti qui rende il tutto diverso>>, ammisi.
<<La guerra dei sentimenti è la più difficile da vincere, ma io l'ho fatto. Puoi riuscirci, ho fiducia in te>>, mormorò lasciandomi un bacio a stampo.
<<E come hai fatto?>>, chiesi.
<<Amandoti>>, rispose.
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Capitolo super soft!
Fatemi sapere cosa ne pensate ❤️
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~Unpredictable~ Jikook
FanfictionJimin e Jungkook sono due poli opposti che si richiamano continuamente. Il primo pauroso, gentile, sincero, riservato. Il secondo passionale, schietto, bugiardo, deciso in tutto quello che fa. Sarà una pizzeria a farli incontrare, e dal primo sguard...
