Capitolo 37

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Jungkook's pov

Tornai a casa estremamente felice. Con Jimin eravamo sempre più vicini, e questo mi dava speranza. Gli proposi di venire a casa, e non rifiutò del tutto. Lo vedevo molto turbato e titubante, ma quando mi avvicinavo, notavo ancora quell'imbarazzo dei primi tempi. Tutto di lui mi attraeva, e non c'era modo di dimenticarlo. Mi sentivo abbastanza nervoso in vista della sua presunta uscita con dei presunti amici. Senza contare Taehyung che lo è davvero. Chi sarebbero? Non ne avevo conosciuto neanche uno, e non aveva neanche accennato la loro esistenza. Ciò che mi preoccupava di più era il suo collega, palesemente attratto da lui. Tornando a casa avevo cercato di zittire la mia coscienza per evitare di tornare indietro e andare a riprendermi Jimin, ed ora me ne pentivo.

Lui odiava questo lato di me, geloso, ma è emerso solo da quando lo conosco. Prima ero completamente disinteressato su chiunque stesse con me, ero uno dalle relazioni molto aperte. Ed ora? Mi basta vedere i suoi occhi posati su qualcuno che non sia io per impazzire. Vagai ancora un po' sui social, notando come Yugymeon non smettesse di cercarmi. Si era innamorato in una sera? Risi solo al pensiero.

I suoi messaggi così provocatori mi incuriosivano, e so perfettamente che stava cercando di attirare la mia attenzione, riuscendoci pure. Ero indeciso se dirlo o no a Jimin. Alla fine non è successo niente di che, non è il primo che mi scrive, ma con lui c'è stato un bacio e sono sicuro che una volta nominato, userà questo pretesto per lasciarmi di nuovo. Sempre se non sarò prima io a farlo. Aveva pubblicato una nuova storia, e non solo lui. La prima fu quella di Tae che immortalò i loro drink senza mostrare i visi dei presenti. Riconobbi le sue mani sul bicchiere, esattamente vicine a quelle del collega. Come al solito partì l'insopportabile catena dei repost che si concluse a sorpresa nel profilo di Yoongi. Rimasi sconcertato, mancavo solo io alla festa.

Continuai a guardare quella foto, notando sempre di più la vicinanza fra i loro corpi, troppa. Jimin brillo non può essere lasciato da solo, e se Minhyuk prova a mettergli anche solo una mano addosso, se la vedrà con me. L'ultima foto fu la più devastante. Jimin fra le sue braccia. Aveva la testa appoggiata sulla sua spalla e la sua mano a livello dei fianchi. Che diavolo, qualche ore fa ero io in quella stessa posizione. Balzarono in mente le sue parole "tu non rendi neanche conto di quanto io ti ami", esatto: pochissimo.

La rabbia non mi faceva pensare lucidamente, portandomi a fare cose di cui sicuramente mi sarei pentito. Ossia rispondere al ragazzo.

"Perché sei così interessato a me?" chiesi. Mi rispose qualche minuto dopo

"Perché i tuoi occhi sono difficili da dimenticare"

"Solo quelli?" scherzai.

"Beh, si può dire che sei un uomo dotato di molte qualità. Perché non mi dai il tuo numero?" chiese. Glielo inviai, aspettando che mi scrivesse su whatsapp. La sua foto profilo immortalava la sua immensa bellezza. I suoi capelli grigi esaltavano il colore dell'incarnato, valorizzando anche gli occhi castano scuro. Il suo sguardo era ammaliante.

<<Cos'è una settimana ormai che ti scrivo? Generalmente impiego una sera per avere il numero del ragazzo che mi piace>>, scherzò. Era così diretto...come me.
<<Questa volta hai dovuto aspettare di più>>, risposi.
<<L'attesa aumenta il piacere. Quando ci vediamo?>>, propose.
<<Subito?>>, risposi.
<<Dammi l'indirizzo e sono da te>>, gli mandai la posizione e mi sedetti.

Stavo facendo bene? Non lo sapevo. Non ero in grado di pensare, ma sentivo di dovermi distrarre, esattamente come stava facendo lui. Se mi amasse davvero quanto dice, potrebbe passare sopra la mia bugia, invece non sembra neanche intenzionato a provarci. Sono passate quasi due settimane dalla nostra rottura e una parte di me si è stancato di aspettarlo. Sentii suonare alla porta, ed andai ad aprire. Rimasi sconcertato. era molto più bello dal vivo, poco più basso di me e ben vestito. Indossava una camicia bianca all'interno di pantaloni skinny blu che fasciavano perfettamente le sue gambe sode.

<<Ehi tesoro, potrai ammirarmi in qualsiasi momento, ma vorrei entrare>>, affermò scuotendo la mano davanti a me. Mi risvegliai da quella sorta di tranches in cui ero caduto, facendogli cenno di sedersi. Si guardò un po' in giro, sorpreso forse dalla ricchezza che emanava la mia casa. Si sarebbe dovuto abituare anche lui, ormai avevo deciso di non rinunciare più alla fortuna che avevo. Ero nato benestante e nei avrei tratto vantaggio.
<<Bella casa>>, affermò.
<<Grazie>> risposi. Mi sentivo in soggezione, il suo sguardo era penetrante, non lo distoglieva mai dal mio. Mi sembrò quasi di ritornare a quella sera, non avevo fatto una cattiva scelta...se solo non avessi avuto il cuore occupato...
<<Vuoi qualcosa da bere? Birra?>> proposi alzandomi. Lui annuì e mi seguì. Aprii il frigorifero e ne presi due, stappandole. Scrutò ogni movimento, facendomi sentire accaldato. Presi sue boccali, anche se lui mi fermò.
<<Che uomo raffinato, non hai mai bevuto dalla bottiglia?>>, scherzò posandoli. Era davvero il contrario di Jimin. Iniziai a bere il primo sorso, sentendo il piacere della bevanda fredda sulle labbra. Come immaginavo, si pulì le sue dalla schiuma con la lingua. Mi sentivo così....libero e dannatamente bene. Non avevamo fatto nulla, a mala pena parlato, ma ero in pace, tranquillo, insieme ad uno che era simile a me, e con cui di sicuro avrei avuto meno problemi. Mi alzai di scatto, tornando in sala per evitare i suoi occhi. Guardai la bottiglia che avevo in mano e un piccolo senso di colpa mi attanagliò. Ero sposato e Jimin non avrebbe capito.

<<Vuoi che ti faccia rilassare? Ti vedo molto distante, mentalmente ovviamente, perché il tuo corpo dice altro>>, affermò raggiungendomi. Sentivo le sue labbra a livello del mio collo, e le sue mani sui miei fianchi. Potevo avvertire il suo respiro caldo solleticarmi la pelle, incrementando il bisogno di attenzioni che avevo in quel momento.
<<N-non credo sia il caso>>, mormorai allontanandomi. Mi fermò attirandomi di più a lui, facendomi voltare e portando le nostre labbra a pochi millimetri. Sentivo che era sbagliato, che me ne sarei pentito, ma quell'immagine di Jimin fra le braccia di un altro mi sconcertava, e forse anche per vendetta feci ciò che non avrei mai dovuto. Pensai di lasciarmi andare.
<<Mi sei scappato una volta, questa volta non accadrà. Ti voglio con me ora>>, mi baciò il collo, alzandomi di poco la maglietta, accarezzandomi gli addominali. Chiusi gli occhi, complice dello sbaglio voluto che stavo per commettere. Poggiò le labbra sulle mie, e fu lì che mi persi completamente.

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Ecco il nuovo personaggio Yugyeom! Fatemi sapere cosa ne pensate ❤️


~Unpredictable~ JikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora