Capitolo 41

583 42 57
                                        

Jungkook's pov

<<Possibile che tu sia ancora qui?>>, esclamai infastidito. Yugyeom mi guardava preoccupato, indeciso se entrare o no. Non mi mossi, rimasi a fissare la porta d'ingresso, cercando di capire perché Jimin non avesse lottato per riavermi, perché avesse accettato la mia decisione senza provare più di tanto a farmi cambiare idea. Mi ero arreso, non riuscivamo a trovare un punto d'incontro e forse non lo avremmo mai fatto. Il nostro era stato un amore forte, inaspettato, bellissimo. Era giunto a capolinea.
<<Ne vuoi parlare? Hai l'aria distrutta>>, affermò abbracciandomi. Portò le mie braccia attorno al suo addome, muovendoci insieme in direzione del divano. Chiuse la porta alle sue spalle e girò la chiave nella serratura.
<<Ho voglia solo di piangere>>, sussurrai nell'incavo del suo collo. Aveva detto che non c'era nulla fra lui e il collega, ed io gli credevo infondo. Sono sicuro dei suoi sentimenti per me, ma non credo che l'amore basti in una relazione difficoltosa come la nostra. Lui non accetta troppi lati della mia vita per passarci sopra, e sono stanco.

<<Rimarrò qui con te finché non ti sentirai meglio>>, propose accarezzandomi i capelli. Il suo contatto così ravvicinato mi infastidiva, e mi spostai. Apprezzavo le sue attenzioni, era davvero molto dolce a preoccuparsi per me, ma in quel momento non era la cosa giusta da fare. Avevo bisogno di altre braccia, di altre labbra, di un altro profumo attorno a me.
<<Dov'è la fede? So che me l'hai tolta tu quindi tirala fuori>>, lo rimproverai.
<<È in camera tua sul comodino>>, rispose. Mi alzai di scatto, andando ad appurare se fosse realmente così.
<<Perché l'hai fatto? Volevi che Jimin lo vedesse ovviamente>>, risi istericamente. La rimisi al suo posto, sentendomi tremendamente in colpa per ciò che era successo. Se dovesse mai togliersela e stare con un altro uomo non lo accetterei.
<<Che ne sapevo io che sarebbe venuto? Non sopportavo di vedertela al dito quando stavi con me, nello stesso letto a baciarci>>, si giustificò. Lo guardai stupefatto.

<<Tu mi hai baciato! Tu sei venuto qui credendo di poter fare ciò che vuoi con me! Devi accettare il fatto di non potermi avere>>, urlai. Indietreggiò. Mi stavo sfogando con lui, e non andava bene. Che altro potevo fare? Con Jimin era impossibile parlare, e ogni volta che ci provavamo accadeva qualcosa in grado di peggiorare la situazione.
<<Tu me l'hai permesso però, o te lo sei dimenticato? Non mi sembra di averti costretto a fare nulla, non scaricare la colpa su di me se la tua relazione coniugale non va a gonfie vele. Io sono stato solo una distrazione>>, abbassò lo sguardo mortificato. Cosa che mi sentii anch'io.
<<Non volevo urlarti addosso, scusami>>, affermai dandogli una pacca sulla spalla. Tenne ferma la mia mano, stringendola e portandola a livello del suo cuore.
<<Per me non è facile vedere il ragazzo che mi piace sposato con un altro, sofferente per un altro uomo. Sapere che forse non potrò mai averlo. Jungkook io voglio provarci, voglio tentare, forse riuscirò a fartelo dimenticare. Dammi una possibilità>>, propose avvicinandosi. Nel suo sguardo notavo un reale interesse, e inconsciamente avevo bisogno di voltare pagina. Forse sarebbe stata la volta buona, forse mi sarei innamorato di lui a lungo andare.

<<Lo amo>>, sussurrai.
<<Cosa?>>
<<Lo amo. Amo Jimin. Questo non cambierà in giorno e non escludo la possibilità che ci possa essere un ritorno fra noi due. Sei disposto a rischiare?>>, domandai. Volevo accertarmi se fosse disposto a soffrire, perché di sicuro non sarebbe stata una passeggiata.
<<Per te sì>>, affermò deciso. Togliermi Jimin dalla testa e dal cuore sarebbe stata un'impresa impossibile, ma avrei tentato.
<<Ok>>, risposi solamente. Fra di noi calò il silenzio. Eravamo entrambi imbarazzati e increduli su quello che stava accadendo. Avevo appena chiuso con Jimin e mi ritrovavo a valutare la possibilità di un nuovo amore. Il tutto nel giro di qualche giorno, di qualche ora. La vita è davvero imprevedibile. Imparai a odiare quella parola che lui aveva usato tanto spesso con me. Imprevedibile.

<<Vuoi che me ne vada?>>, chiese incerto.
<<Puoi restare se vuoi, ma senza starmi troppo addosso. Dovremo stabilire delle regole di convivenza>>, affermai. lui annuì seguendomi. Gli feci strada verso la camera nella quale aveva dormito la scorsa notte, che forse, in un futuro non troppo lontano sarebbe diventata camera sua. Tutto questo era tremendamente sbagliato, ma mi sentivo solo. Nessuno dei miei amici capirebbe la situazione e di sicuro Yoongi hyung mi odierà.

Entrò in camera in silenzio, quasi avesse perso tutta la vitalità che lo aveva contraddistinto fino a qualche ora fa. Lo salutai con un cenno della testa e andai in camera mia. Passai di fronte a quella matrimoniale, soffermandomici un po'. Non ci sarei più entrato finché Jimin non fosse tornato.

Guardai alcune delle nostre foto incorniciate, le aveva sparse per tutta la casa. Nessuna ancora del matrimonio, non aveva fatto in tempo a stampare. Le abbassai tutte. Mi faceva soffrire vederle. Rivedere il suo sorriso dolce che tirava fuori quasi solo con me, i suoi occhi innamorati, le sue mani su di me. Mi scese una lacrima solitaria, che attraversò tranquilla la guancia, senza che qualcuno o qualcosa la interrompesse. Così dovrà essere la mia vita da oggi in poi, tranquilla. Da domani tornerò in azienda e mi occuperò del lavoro, farò più turni in modo da tenermi occupato. Cambierò anche ristorante in cui pranzare, non avrò più scuse per vederlo.

<<Jungkook scusami, penso di andare a casa mia. Mi sento un po' fuori luogo e non ho nulla di mio qui, né vestiti né altro. Magari torno domani portando un po' di cose, che dici?>>, domandò Yugyeom dalla porta. <<Fai come credi>>, risposi sedendomi sul letto. Mi presi la testa fra le mani, imprecando mentalmente. Non riuscivo a lasciarlo andare, a distrarmi anche un solo secondo dalla nostra rottura. Mi manca, ho così bisogno di lui da diventare pazzo.

Yugyeom si avvicinò, senza sfiorarmi per fortuna. Mi guardò comprensivo, mi allontanai.

<<Posso fare qualcosa per te?>>, domandò cauto. Scossi la testa.
<<Le cose di Jimin non devono essere toccate, le troverà al suo posto quando tornerà a riprendersele. Se viene qui per qualsiasi motivo non lo devi attaccare. È ancora casa sua se lo vorrà, la tua presenza non esclude la sua. Se dovesse succedere qualcosa fra noi due sarò io ad avvisarlo. Se scopro che lo ferisci in qualche modo, sarò il primo a cacciarti. Tutto chiaro?>>, domandai. Annuì contrariato. La sua opinione non mi importava, se fosse voluto rimanere sarebbe stato alle mie condizioni. Gli feci cenno di uscire, avevo bisogno di riposare. Domani sarebbe stato un giorno importante, l'inizio di una nuova vita. Si spera molto meglio di prima. Mi coricai a letto, mettendo il telefono sotto carica. Si illuminò lo schermo sul quale comparve il simbolo dell'alimentazione da corrente elettrica. Avevo un messaggio non letto. Guardai solo l'anteprima, non avevo voglia di sentire nessuno.

Il mio cuore si è spezzato completamente nel momento in cui ho capito di averti perso. Mi dispiace per tutto Kookie, credimi. Ti amerò per sempre.

Scoppiai di nuovo in lacrime, nascondendo la faccia nel cuscino e pensando a quanto l'amore che provavo per Jimin sarebbe aumentato a dismisura. 

------------------------------------------
Fatemi sapere cosa ne pensate❤️


~Unpredictable~ JikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora