Jimin's pov
<<Ma non lo farò, almeno non ora. A meno che tu non voglia ovviamente>> affermò sorridendo. Non c'era nessuno attorno a noi, i tavoli erano deserti, e il respiro di Jungkook mi solleticava la guancia. Era così sicuro di sé da incantarmi. In così poco tempo era riuscito a incuriosirmi, i suoi modi così diretti e così diversi dai miei mi stregavano. Il suo modo di parlare senza veli, lo rendeva unico e sincero. Ed io ho sempre cercato un ragazzo che non mi mentisse.
<<Io.. .>>, cercai di parlare. Era troppo vicino, e il suo sorriso era tenerissimo. Mi ci perdevo nei suoi occhi, quando era con me sembravano quasi brillare di una luce diversa. Penso che Jungkook sia una di quelle persone che non è mai da sola, che ha una vita brillante, attiva sia dal punto di vista delle amicizie sia delle relazioni. Ed io sono il suo opposto.
<<Non importa, rimarrò ad ammirarti quando sei soprappensiero, o quando arrossirai di nuovo ad un mio complimento>>, sorrise. Finalmente si staccò da me, ed io tornai a respirare in maniera normale. Mi sentivo tremendamente accaldato, e desideroso.
<<Io non arrossisco>> precisai. Non ne ero del tutto sicuro, ma ha già capito troppe cose su di me, noto che mi osserva attentamente, come se mi stesse studiando. A volte il suo sguardo è così intenso da farmi quasi pensare di essere bello tanto quanto dice lui.
<<Beh con me lo farai, basta solo diventare più intimi>>, rispose. Marcò appositamente l'ultima parola, che adorabile pervertito che mi sono ritrovato. Dopo poco, quando anche lui finì il pranzo, gli proposi di passeggiare. Forse camminando, stando in mezzo ad altre persone e puntando l'attenzione su altro sarei riuscito a contenermi, e calmare i battiti del mio cuore che acceleravano ogni volta che mi era accanto. Jungkook mi portò in un parco, all'interno del quale era presente un piccolo ruscello, fu lì che iniziai e conoscerlo di più.
<<Hai un buonissimo profumo, sembra quasi...vaniglia?>>, affermò. Annuì. Jungkook mise un braccio dietro la mia schiena e mi avvicinò al suo corpo. Ogni volta in cui tentavo di staccarmi, o di cercare di non stargli appiccicato in modo tale da non far trasparire l'imbarazzo che provavo, mi attirava sempre a sé come una calamita, come se non volesse mai lasciarmi. Le sue mani erano a livello dei miei fianchi, che prese ad accarezzare, mentre i suoi occhi profondi si legavano ai miei.
<<Sai la tua bellezza mi ha stregato, in genere non passo così tanto tempo con una persona, non a parlare, a cercare di farmi notare da lei, ma tu hai qualcosa che mi tiene ancorato qui, accanto a te>> affermò ad un passo dalle mie labbra. Eravamo ancora più vicini, pelle contro pelle, potevo sentire i nostri respiri fondersi, e il suo sguardo farsi più persistente. Le sue mani vagano indisturbate sulla mia schiena, volte ad avvicinarmi sempre di più, finché non ebbi il coraggio di incontrare il suo sguardo. Era determinato e seducente allo stesso tempo, da perdermici dentro, due orbite all'interno delle quale sarebbe stato difficile risalire, se non con lui.
<<Perché preferisci fare altro, come portartela a letto immagino>>, lo sfidai. Non ero sicuro di essere nelle condizioni di poterlo fare, ma l'idea di poter essere la conquista di una notte mi infastidiva. Non mi sarebbe dispiaciuto, è inutile essere falsi, ma speravo che potesse andare oltre ad una semplice scopata.
<<Perché no, penso che sia da falsi nascondere quello che si prova, se una persona mi attrae fisicamente perché devo vietarmelo? Siamo giovani no? Tu non hai mai avuto relazioni di una notte?>>, domandò socchiudendo le labbra. Mi sentivo tremendamente accaldato e ammaliato da tutto quello che mi stava dicendo, e ora il pensiero di baciarlo non mi sembrava così strambo.
<<Si, ma quando ero più piccolo, ho superato la fase dell'andare a letto con il primo che mi capita>>, risposi a tono. Ogni persona è libera di fare quello che vuole della propria vita, ma non mi entusiasma sapere come sia propenso alle scopate occasionali. Potrebbe farlo anche ora, stasera, dopo aver passato il pomeriggio con me, dopo avermi indotto a cedere, e lì so che ne soffrirei.
<<Pensi di essere solo una scopata? È questo il problema o hai paura di lasciarti andare e seguire quello che provi? Pensi che non abbia capito che mi vuoi? Pensi che non riesca a leggere i messaggi del tuo corpo che stai cercando di reprimere da giorni? Pensi di potermi sfuggire così park Jimin?>>, domandò appoggiando le labbra sul mio mento, che prese a baciare lentamente, mantenendo sempre gli occhi fissi sui miei, risalendo pian piano fino agli angoli della bocca, senza mai toccare le labbra.
<<Pensi che non abbia visto come mi squadri ogni volta che passo? Pensi che non mi faccia piacere vedere come mi guardi? Jimin anche se per te può sembrare scandaloso provare un'attrazione fisica così forte dopo pochi giorni di conoscenza, sappi che non lo è, e il freno che stai mettendo fra di noi ti si ritorcerà contro, ma sarà troppo tardi>>, rispose. Non mi accorsi di aver separato le labbra e di star boccheggiando davanti a lui come se mi mancasse l'aria, la terra sotto i piedi. Le sue parole avevano un effetto di stordimento, mi sentivo intontito, completamente perso fra le braccia di Jungkook. Mi lasciò un bacio su una guancia, poi sull'altra, arrivando poi sulla punta del naso. Chiusi gli occhi. Forse aveva ragione e dovevo lasciarmi andare, infondo lo desideravo anch'io, dal momento in cui l'avevo visto ero rimasto ammaliato dalla sua bellezza, e questo carattere così forte e sfrontato mi sta conquistando ogni secondo di più.
Quando riuscii finalmente ad uscire dallo stato di tranche in cui ero caduto di staccò, lasciandomi a contatto con l'aria fredda del vento che mi colpiva dritta in faccia.
<<Non sto criticando la tua vita, sei libero di andare a letto con chi vuoi, ma non giocare con me>>, risposi. Jungkook si avvicinò di nuovo, sempre di più finché le nostre labbra non si sfiorarono.
<<Non sto giocando da solo, sto solo cercando di farti comprendere quello che provi anche tu ma non hai il coraggio di esternare>>, disse.
<<Come fai ad essere così sfacciato, antipatico, e attraente allo stesso tempo>>, sospirai. Come può il tipo di persona che ho sempre disprezzato, cercato di allontanare, intrigarmi così tanto. Perché non riesco a fregarmene dei pregiudizi e dalle paure che provo buttandomi a capofitto, dimostrandogli che non mi è indifferente è che mi sta entrando sempre di più sotto la pelle.
<<Hai dimenticato seducente, bello, enigmatico, ci sono tanti aggettivi per descrivermi Jiminie, scegli tu quale usare>>, rispose mordendosi il labbro. Dio questo ragazzo mi ucciderà. Alla fine spezzai io il contatto, mi staccai velocemente e mi voltai. Presi la testa fra le mani portandomi i capelli all'indietro, cercando di pensare a cosa fare. Lui mi guardò perplesso, gli sembrerò un bambino alle prime esperienze, immaturo e poco convinto. Ma era così che mi sentivo con lui. Per fortuna non disse niente, si limitò a guardare il ruscello in silenzio, aspettando una mia possibile risposta o spiegazione. Ma non sapevo cosa dire. Nel frattempo, le persone nel parco passeggiavano come se nulla fosse, incuranti della tempesta che il moro dagli occhi magnetici mi aveva provocato. Avrò molto di cui parlare con Taehyung.
<<Jimin sto iniziando a valutare l'opzione di non piacerti, nel caso in cui fosse così puoi dirmelo apertamente. Non sei la prima persona che mi rifiuta. Almeno così evitiamo di perdere tempo entrambi. Sai alla tua età mi viene difficile pensare che sia spavento da ciò che sta accadendo, quindi ti pregherei di essere sincero>>, affermò leggermente infastidito. Dio non volevo pensasse che non mi piacesse! Pensai a qualcosa da dire, qualcosa in grado di fargli capire che non era così e che ero disposto a continuare la nostra conoscenza, ma mi trovavo in difficoltà. Le cose stavo procedendo troppo velocemente e stavo provando emozioni mai provate prima, così intense da non lasciarmi il tempo per realizzarle. È arrivato così nella mia vita, improvvisamente, rivoluzionandola e ora dovevo adeguarmi al desiderio irrefrenabile che avevo di lui, di baciarlo. E così avrei fatto. Senza riflettere più di tanto mi avvicinai a lui, posai le mani sulle sue spalle, cercai il suo sguardo per avere sicurezza, e mi buttai. I nostri visi si avvicinarono insieme lentamente, finché non fui io a spezzare il contatto e baciarlo. Ma toccai la sua guancia, in quanto si spostò.
<<Quando sarai davvero convinto di ciò che vuoi e quando ammetterai che quello che ci sta succedendo non è sbagliato allora il bacio sarà qualcosa di naturale. Non voglio che il nostro primo bacio avvenga a causa di una circostanza o perché ti senti forzato, devi fare quello che senti Jimin. In ogni caso, ti lascio il mio numero, se ti va scrivimi>>, affermò baciandomi la guancia. Mi lasciò così, con un foglietto in mano contenente il suo numero e mille dubbi in testa. Man mano che la sua figura si allontanava dalla mia visuale, aumentavano i sensi di colpa dentro di me. Forse si era stancato delle mie paure e aveva capito che non ne valeva la pena, e forse, avevo perso la mia unica occasione di essere felice.
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Lascio a voi i commenti, fatemi sapere!
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~Unpredictable~ Jikook
FanfictionJimin e Jungkook sono due poli opposti che si richiamano continuamente. Il primo pauroso, gentile, sincero, riservato. Il secondo passionale, schietto, bugiardo, deciso in tutto quello che fa. Sarà una pizzeria a farli incontrare, e dal primo sguard...
