Jimin's pov
Jungkook. Un nome. Un uragano che mi aveva rivoluzionato la vita. Non potevo credere che l'amore avesse bussato finalmente alla mia porta, finché non lo conobbi. Quel ragazzo con gli occhi da bambi mi aveva rapito il cuore dal primo sguardo. E ora, dopo una storia travagliata, una relazione instabile, ecco l'ennesimo evento. Vuole sposarmi.
Ieri è stata una giornata strana, non ero assolutamente intenzionato a perdonarlo di nuovo, ma che dire, non ho avuto scelta. Quando i nostri corpi si unirono di nuovo, colmando ogni possibile mancanza, la mia mente si spense. Ero innamorato perso del mio bambi, e questo mi condizionava molto. Ora sono qui, sdraiato sul letto, accanto a lui, ad ammirarlo mentre dorme. Non posso smettere di pensare alla sua proposta. Il matrimonio.
Vorrei tanto essere suo marito, essere legato a lui per sempre, ma non è questo il momento. Ieri ho rifiutato la sua risposta cercando di non farlo soffrire troppo, anche se avevo notato benissimo la delusione farsi spazio nel suo sguardo. Devo prendermi del tempo per pensare, ma so che non me lo lascerà. Jungkook è un ragazzo molto sicuro di sé, se ha fatto questa scelta è perché lo sente davvero. Insomma, potrebbe avere tutti gli uomini che vuole al suo fianco, non c'è persona al mondo che non si innamorerebbe di lui. Però non si sa per quale motivo, lui ha scelto me. Lui ama me. Ci sono un'infinità di motivi che mi spingono a dire di sì e affidarmi completamente a lui. Ma anche altri mille che sostengono il contrario. L'amore è accettazione completa, ed io alcune cose non le ho ancora accettate. La sua imprevedibilità mi disorienta, insieme al suo spirito libero, alla sua voglia di fare. Non sono pronto per scegliere.
Alla fine, decisi di non pensarci, forse non avendo una mia risposta avrebbe mollato il colpo. Dubito che lo farà, ma provare non costa nulla. E così mi trovo qui, in quella che da oggi è la nostra nuova casa. Mi sarebbe piaciuto affittarla insieme, seguire tutte quelle tappe della scelta comune, dei mobili, delle rifiniture. Ma lui mi ha presentato il pacchetto già pronto, senza che potessi sentirla effettivamente casa mia. Era molto bella, spaziosa, curata nei minimi dettagli, ma senz'anima. Dovrò ritoccare qualcosa. Questo fatto che sia casa sua non mi piace molto, perché conoscendo il suo carattere irascibile, potrebbe buttarmi fuori in qualsiasi momento o scegliere io di andarmene. In quel caso tornerei da Tae, anche se a quanto pare vuole cercare casa anche lui con Yoongi. Un periodo di grandi cambiamenti insomma.
Il mio amato continuava a dormire, mentre la mia mente si arrovellava senza sosta pensando ai problemi della vita. A volte vorrei avere anch'io la sua spensieratezza unita alla leggerezza con la quale affronta ogni cosa. Riesce a sdrammatizzare tutto, virtù che non avrò mai.
<<Buongiorno piccolo>>, mormorò svegliandosi. Si mosse lentamente, spostando le lenzuola che intralciavano il suo cammino verso di me. Finii fra le sue braccia, con le sue labbra che lasciavano dei dolci baci sul mio collo.
<<Ti amo Jungkook>>, affermai baciandolo. Mi misi a cavalcioni su di lui, assaporando le sue calde labbra, sentendo il cuore esplodere nel petto, desiderando di non staccarmi più.
<<Tutto bene? Come mai così dolce oggi?>>, sorrise.
<<Non voglio più staccarmi da te. Per favore promettimi che non combinerai altri casini e che proveremo davvero a far funzionare la nostra relazione. Sono così stanco di questi tira e molla continui. Ti amo, e voglio solo godermi ogni istante con te>>, sussurrai accarezzandogli le guance. Jungkook si alzò di poco, puntando i gomiti sul materasso arrivando all'altezza della mia fronte. Mi guardò intensamente, trasmettendomi con gli occhi tutto ciò che avrei voluto sentire.
<<Ieri ti ho chiesto di sposarmi, e mi hai detto di no, ma il mio pensiero non è cambiato. Voglio davvero dedicare la mia vita a te, devi solo volerlo anche tu>>, sospirò lasciandomi un bacio a stampo.
<<Non è che non voglio, è che non credo sia il momento. Siamo ancora molto giovani...>> affermai.
<<Tu credi che ci sia un'età per ogni cosa ma non è così. Forse quando eravamo piccoli era giusto e normale pensarla così, ma adesso siamo noi gli artefici della nostra vita, e se sentiamo di doverci sposare perché ci amiamo, penso conti solo questo>>, spiegò. Il suo ragionamento fu in grado di mandarmi ancora più in bilico. Se continuo a dirgli di no prima o poi si stancherà, mi lascerà, ed io lo perderò. Se gli dico di sì ne devo essere davvero convinto perché non ci saranno possibilità di ripensamenti.
<<Lasciami del tempo per pensarci>> chiesi. Mi guardò stranito.
<<Hai paura dell'etichetta? Credi che con il matrimonio non sarai più libero di fare quello che vuoi? Oppure non mi ami abbastanza da fare questo passo?>>, domandò a raffica. In realtà io avevo paura di tutto questo per lui. Si potrebbe stancare subito della nostra relazione, o innamorarsi di un altro. Ed io non lo potrei sopportare.
<<Jungkook non è così davvero, sono solo stato colto alla sprovvista>> affermai spostandomi. Il suo sguardo mi metteva in soggezione. Così gli diedi le spalle, puntando l'attenzione su qualcos'altro che non fosse il mio battito accelerato. Sentii le sue braccia avvolgermi il bacino, insieme alla sua fronte sfiorarmi la spalla.
<<Non parliamone più ok? Cerchiamo di recuperare il tempo perso e trascorrere la giornata insieme>> propose. Mi lasciò una scia di baci, partendo dalla spalla e arrivando fino a sotto l'orecchio. Amavo profondamente ogni sua piccola attenzione. Lo spostai più a lato per facilitagli l'accesso.
<<Ti sei offeso?>>, mormorai poco dopo.
<<No, non ti preoccupare. Andiamo a fare colazione ok?>>, propose. Annuì. Aspettai che si alzasse per primo. Mi prese per mano, e insieme scendemmo in cucina. Sarebbe una bella idea provare prima la convivenza, la quotidianità, questi due elementi posso darmi una panoramica più completa di quella che sarà la mia vita futura.
<<Cosa vuoi mangiare?>>, domandò aprendo gli sportelli.
<<Va bene qualsiasi cosa>>, risposi. Mi sedetti in uno sgabello della penisola, guardandolo cucinare. Non mi andava molto di mangiare, ma decisi di non fare storie. Il suo umore era cambiato rapidamente dopo la conversazione, e non volevo peggiorare la situazione. Così aspettai in silenzio, immergendomi di nuovo nei mille pensieri che mi attanagliavano. Jungkook preparò il latte con cereali e quale pancake per lui. Una volta che fu pronto tutto si accomodò accanto a me, consumando la nostra colazione in silenzio.
Misi il cucchiaio nella ciotola, facendo affondare i cereali nel latte. Era diventato quasi un gioco, un gesto meccanico, un modo per ingannare l'ansia che provavo in quel momento finché la sua voce non mi risvegliò.
<<Jimin non giocare con il cibo>> mormorò. Lo ascoltai, posando il cucchiaio a lato della ciotola. Continuai però a non mangiare, guardando inerme il latte raffreddarsi.
<<Jimin va tutto bene ok? Non sono arrabbiato con te. Non ti senti pronto per un passo così grande e lo rispetto. Non ti lascerò per questo ok? Sarebbe potuto accadere anche a me>> affermò baciandomi la guancia.
<<Grazie>>, risposi abbracciandolo. Jungkook mi sorrise, scaldandomi il cuore.
<<Ti accompagno al lavoro?>>, propose ponendo i piatti nel lavandino.
<<Mi piacerebbe molto>>, risposi sorridendo.
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~Unpredictable~ Jikook
FanfictionJimin e Jungkook sono due poli opposti che si richiamano continuamente. Il primo pauroso, gentile, sincero, riservato. Il secondo passionale, schietto, bugiardo, deciso in tutto quello che fa. Sarà una pizzeria a farli incontrare, e dal primo sguard...
