Capitolo 22

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Jungkook's pov

<<Hai trattato quel ragazzo malissimo, spero non ci sia rimasto male>>, mi sgridò mia madre. Era venuta qui senza preavviso, entrando in casa come una ladra, e aveva pure il coraggio di rimproverarmi. So benissimo che quello che avevo fatto con Jimin era sbagliato, e scommetto il mondo che non mi parlerà più, facendo l'offeso come al solito. Non che non abbia ragione, i miei comportamenti la maggior parte delle volte sono inspiegabili e so che sta soffrendo. Ma non so come poter cambiare le cose.

<<Lo so mamma, e mi sto già sentendo in colpa, non ti ci mettere anche tu>>, affermai allontanandomi.
<<Cosa c'è tesoro, puoi confidarti con me, lo sai. Ti vedo sempre distaccato, a casa ti vediamo di rado, dove passi le notti?>>, chiese preoccupata. Sicuramente mancavo a tutti, l'uomo della casa ero io, e la famgilia senza di me non era mai stata portata avanti. Però mi ero stancato di ricoprire il ruolo che spetta a mio padre, sono un ragazzo giovane, ho la mia vita, e voglio viverla. Possibilmente con Jimin.
<<Nulla di che, sono solo impegnato, e voglio andare via di casa>>, mormorai. Ormai c'ero dentro fino al collo e dovevo farlo, prendere le distanze dalla mia vecchia vita.
<<Cosa? Perché?>>, chiese preoccupata.

<<Mamma sono grande ora, voglio vivere la mia vita da solo. Mi sono sempre fatto carico della famiglia e sempre lo farò. Però ho bisogno di crescere, maturare, da solo. Ho un buon lavoro, abbiamo la fortuna di avere un'elevata posizione economica che mi garantisce la possibilità di costruirmi un futuro. Se avrete bisogno ci sarò>>, le assicurai. Nel suo sguardo notai qualcosa che forse non avevo mai visto, orgoglio.
<<Sei davvero una persona speciale, e sono fiera di te amore>>, disse abbracciandomi. La strinsi forte, respirando affondo. Mi sentivo malissimo. Avevo cacciato Jimin senza permettergli neanche di conoscerla, e adesso mi odierà.
<<Sono innamorato mamma>>, affermai.

<<Oh, davvero?>>, domandò sorpresa. Penso di non averlo mai detto, perché non mi era mai successo. Con Jimin è stato amore a prima vista, una luce in mezzo al vuoto che mi circondava. Lui era speciale, ed io me lo sarei andato a riprendere.
<<Si, e non so come gestire questa cosa, sono totalmente inesperto>>, mormorai sconfitto. Mi aveva sempre ripetuto di come lo portassi al limite, lui faceva lo stesso con me, si può dire che sia il mio primo vero amore. In questo periodo non riesco più ad essere me stesso completamente, quella mia parte sfacciata, sicura di sé, non so che fine abbia fatto. Ho perennemente paura di sbagliare, di ferirlo perché lui per me è tutto ora.
<<Devi solo essere te stesso. Lei ricambia?>>, domandò timidamente.
<<È un ragazzo mamma. È Jimin>>, affermai. Non credo che sia totalmente al corrente della mia omosessualità, ma sicuramente avrà notato qualcosa in tutti questi anni. Non ho mai avuto un interesse per le ragazze che andasse oltre un'amicizia.

<<Il ragazzo di prima?>>, domandò.
<<Si>>, risposi.
<<Non ci posso credere, non me lo sarei mai aspettato da te, ma insomma non ci si comporta così. Non ti ho cresciuto così Jungkook>>, affermò dandomi una pacca forte sulla spalla. Rimasi immobile davanti a lei. Mi guardava malissimo, ed io mi sentivo mortificato. Non sapevo cosa fare.
<<Ma io lo amo sul serio, lui mi rende felice>>, affermai difendendomi.
<<Appunto per questo, come hai potuto cacciarlo? È il tuo ragazzo immagino, perché non me l'hai presentato? Spacciarlo per un amico è stato scorretto, e sicuramente l'avrà fatto soffrire, povero caro>>, rispose scuotendo la testa. Ok, forse ero io quello che non capiva cosa stesse accadendo.

<<Cioè non sei arrabbiata con me perché sono gay?>>, domandai timoroso.
<<Con tutta sincerità non mi interessa quale sia il tuo orientamento sessuale tesoro, mi interessa che tu sia corretto e il bravo ragazzo che ho cresciuto. Non fa differenza uomo o donna, devi chiedergli scusa e farti perdonare>>, affermò. La abbracciai forte. Ero così contento che fosse lì a sostenermi. La situazione si era ribaltata completamente. Le avevo detto di voler vivere da solo, di Jimin, di essere gay, erano tanti colpi tutti in una volta. La sua reazione mi ha sorpreso tantissimo, piacevolmente.
<<Gli scrivo adesso>> proposi prendendo il telefono. Me lo rubò.
<<Gli scrivi? Veramente? Jungkook devi andare da lui, guardarlo negli occhi e dirli che sei un idiota che ha paura di quello che prova perché non lo può controllare, perché è stato abituato a fare tutto da solo, a non avere legami seri. Vedrai, se sei sincero ti perdonerà>>, rispose convinta. Come aveva capito tutte quelle cose? Non lo conosceva neanche, non sa quanto sia testardo quando si impunta su qualcosa.

<<Ok ma adesso devi andartene tu, così penso a cosa fare>> proposi.
<<Jungkook>>, mi rimproverò.
<<Per favore?>>, continuai.
<<Ok me ne vado, però vienici a trovare qualche volta>>, chiese.
<<Lo farò. Comunque vivo qui ora, e chiederò a Jimin se vuole convivere, ho bisogno di viverlo di più, e lui di sapere la verità una volta per tutte>>, mormorai alzandomi. Ero parecchio nervoso.
<<Quale verità?>>, domandò.

<<Non sa che siamo ricchi, e non so come dirglielo. Non sa niente di voi, del mio lavoro, della mia posizione. Mi stupisco ogni giorno come non si accorga di niente, il mio cognome parla da solo dannazione>>, mormorai. Egoisticamente preferirei che lo venisse a scoprire da solo, non ho il coraggio di raccontarglielo. Però so che sarebbe peggio. Mi leverei un grande peso dal cuore, ma è giusto che sia io a dirglielo.
<<Cosa aspetti? Se ti ama lo accetterà>>, affermò alzando le spalle.
<<Lui ha un passato che l'ha portato a odiare la gente come noi. Potrebbe anche perdonarmi, ma solo per il fatto che gli ho mentito per tutto questo tempo so che non lo farà>>, affermai. Più passavano i giorni e più mi incasinavo da solo la vita. Ma non posso perderlo, un pezzo del mio cuore gli appartiene, e so che non posso stare senza di lui.
<<Forse è meglio se ti prendi un po' di tempo per riflettere, so che farai la scelta giusta. Qualsiasi cosa sia successa, è passata ormai. Dovresti spiegarli il motivo per cui l'hai fatto, e sono sicura che capirà. Mi è sembrato un ragazzo tranquillo e disponibile>>, disse sorridendo.
<<Lui è meraviglioso. È così piccolo, tenero, amorevole, ma grande e maturo allo stesso tempo. Di sicuro più di me>>, sospirai.

<<Buttati amore, andrà bene. Ora vado, quando si risolve la cosa portalo a casa, il nostro primo incontro non è stato dei migliori>>, rise.
<<Non volevo che scoprisse la verità così mamma, ero in panico e la prima cosa che ho pensato è stato allontanarlo. Sarebbe stato stupido chiederti di reggermi il gioco>>, spiegai. Lei annuì. La accompagnai alla porta, sempre più dubbioso e stanco. Era stata una giornata pesantissima. Si mise le scarpe, e prese le sue cose.
<<Comunque è molto bello Jimin>> sorrise salutandomi. Le feci un cenno con la testa, chiudendo la porta alle mie spalle. Ok dovevo recuperare il mio amore.

Cercai la sua chat, e gli scrissi un messaggio. Ero sicuro che se l'avessi chiamato non mi avrebbe sì sicuro risposto.

Mi dispiace, possiamo parlare?

La sua risposta arrivò subito

Jm: Il mi dispiace è la tua frase preferita

Jk: non smetterò mai di scusarmi con te

Jm: è già un buon inizio

Jk: vieni a casa?

Jm: casa tua? No

JK: del nome della casa ne parleremo più avanti. Vorrei vederti, vuoi?

Jm: ho sonno Jungkook, ne parliamo domani

Jk: buonanotte amore

Jm: non chiamarmi così. Buonanotte anche a te.

Fu la notte peggiore della mia vita. 

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Fatemi sapere cosa ne pensate ❤️


~Unpredictable~ JikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora