Jimin's pov
Svegliarmi fra le braccia di Jungkook era qualcosa di stupendo. Il suo sorriso caloroso fu la prima cosa che vidi, regalandomi per la prima volta l'energia per iniziare la giornata.
<<Come hai dormito?>>, domandò baciandomi la guancia.
<<Bene, se qualcuno non mi avesse fissato per tutta la mattina>>, mormorai sbadigliando. Poco tempo prima mi ero svegliato, e avevo avvertito i suoi occhi addosso, ma feci finta di niente. Mi piaceva pensare che fosse rimasto ammaliato dalla mia bellezza. I suoi comportamenti e complimenti continui mi facevano sentire bello e desiderato, cosa che cercavo da tempo.
<<Si guarda ciò che è bello no? E tu lo sei troppo>>, affermò attirandomi. Mi sdraiai su di lui, facendo combaciare i nostri bacini e unendo le nostre labbra. Ogni volta che lo baciavo sentivo di non potermi più staccare, come se quello fosse il mio posto, che dovevo proteggere e custodire da tutti.
Rimasi ancora un po' li abbracciato al mio ragazzo, gustandomi le sue attenzioni, finché il suo telefono squillò. Lesse velocemente i messaggi che gli erano arrivati, diventando subito nervoso.
<<Che succede?>>, domandai preoccupato. Chiunque avesse osato interrompere la nostra tranquillità se la sarebbe vista con me. Volevo passare più tempo possibile con Kookie, prima che qualche altro sbaglio da entrambe le parti ci potesse dividere di nuovo.
<<I miei amici vorrebbero conoscerti. Avevo accennato qualcosa su di noi, e adesso che è ufficiale vogliono che ti presenti>>, spiegò.
<<E tu non vuoi?>>, chiesi dispiaciuto.
<<Non è questo, è che mi sembra un passo affrettato, siamo fidanzati da poco e no->>, lo bloccai.
<<Ho capito tutto>> risposi alzandomi. Mi vestii velocemente mettendo le prime cose che trovai a terra da ieri e andai in bagno, chiudendomi. Non voleva presentarmi ai suoi amici perché si vergognava probabilmente o perché non credeva che la nostra relazione sia ormai una cosa seria. Ed io che avevo pure pensato di presentarlo a Tae. L'aveva già conosciuto in realtà, ma non bene come avrei voluto.
Poco dopo la porta alle mie spalle scricchiolò, e una testa castana si sporse chiamandomi.
<<Jimin ascolta non è come credi>>, iniziò. Non avevo la forza di litigare con lui, perché finiva sempre allo stesso modo, io che tornavo indietro, e lui l'aveva vinta.
<<Non c'è problema se non vuoi che li incontri. Mi spiace vedere come ancora non prendi seriamente quello che proviamo>>, affermai sconfitto. L'amore fa male, e quello che provavo per lui era sconfinato purtroppo. Ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto esso diventi più forte, quasi a consumarmi lentamente.
<<Ti amo Jimin, e voglio che incontri i miei amici, ma non vorrei avessero dei pregiudizi, o facessero commenti che possano ferirti>> spiegò.
<Sono omofobi?>> domandai. Ci mancava solo questa.
<<No, assolutamente no>> rispose attirandomi a lui. Questo gioco non finirà mai, ma non riuscivo a rinunciare a lui, al suo contatto. Ed eccomi di nuovo fra le sue braccia, ad appoggiare la testa sulla sua spalla, chiudendo gli occhi.
<<È perché sono una persona umile? E sfiguro davanti a te?>>, domandai ironico. Mi ero reso conto di essere circondato dal lusso, non ero stupido tantomeno cieco. La macchina sportiva, l'abbigliamento sempre elegante con cui si presentava in pizzeria, questa sorta di loft tutto per noi....Jungook sicuramente non era al mio stesso livello economico. Non che fosse ricco, ma sicuramente sapeva bene come spendere i suoi soldi.
<<Ma cosa dici? Non sfiguri davanti a nessuno, non c'è assolutamente niente in te che non vada>>, rispose in maniera poco convincente.
<<Vado a preparare la colazione, intanto pensa a cosa vuoi fare e fammi sapere>>, risposi lasciandolo. Non che avessi molto altro da dire. Non volevo però rovinarmi la giornata, che già di suo era iniziata male. Mi soffermai a pensare solo alle cose positive, ossia ieri sera. Sentire quella parola "ti amo" uscire dalla sua bocca è stato il suono più bello che abbia mai sentito. Amare ed essere ricambiati mi fa sentire speciale, fortunato ad averlo accanto a me. Se non fosse uno stronzo provocatore, lo amerei ancora di più. Ieri per la prima volta avevamo fatto l'amore, ne ero sicuro. Non era semplice sesso, perché ho sentito una connessione profonda fra di noi, che andava oltre al semplice piacere fisico. Mi sono sentito per la prima volta completo.
<<Oggi li conoscerai, andremo da loro a pranzo, va bene?>>, propose entrando in cucina.
<<Come vuoi tu>>, risposi. Spalmai un po' di marmellata sulla fetta biscottata aspettando una sua risposta. Che non arrivò. Mi prese letteralmente alla sprovvista, prendendomi in braccio e riempendomi il viso di baci. Feci cadere tutto a terra, mentre le sue labbra avevano già raggiunto il mio collo che prese a baciare e succhiare tutto.
<<Smettila di essere arrabbiato con me meraviglia>>, mormorò fra un bacio e l'altro. Meraviglia? Perché con un nomignolo che fino a poco tempo fa avrei odiato, mi sentivo così pieno d'amore ed imbarazzo?
Jungkook mi riportò con i piedi per terra, sorridendo soddisfatto.
<<Non riesco ad essere arrabbiato con te, e questo non va bene, hai troppo potere>>, affermai sorridendo a mia volta. Riusciva sempre a cambiare il mio umore, continuamente, provavo mille emozioni diverse contrastanti fra di loro quando mi era accanto. Che ovviamente non riuscivo mai a controllare. Finimmo così di fare colazione, aspettando mezzogiorno per recarci da Jin, uno dei suoi migliori amici. Decisi di vestirmi in maniera comoda, jeans blu e una camicia biancia. Jungook, come sempre, si vestì total black. Tralasciando l'ansia che provavo in quel momento, cercai di mostrarmi il più sicuro possibile. Una volta pronti lasciammo il nostro nido d'amore per salire in macchina. Mi dispiaceva lasciare il loft, perché non so quando potrei riornarci, e soprattutto, se Jungkook vorrà che ci ritorni.
Rimase in silenzio per tutto il viaggio, se non quando arrivammo. Mi fece qualche raccomandazione che non ascoltai, e scesi dalla macchina. Kookie suonò il campanello, e quello che penso fosse Jin ci venne ad aprire. Era un ragazzo decisamente più alto di me, con i capelli castani corti e un sorriso perfetto.
<<Ben arrivati! Piacere io sono Jin>>, si presentò porgendomi la mano.
<<Jimin>>, la strinsi. Il ragazzo ci fece accomodare in soggiorno, ed altri due suoi amici ci raggiunsero. Ne riconobbi uno, che avevo già visto mille volte. Basso, magrolino, e con i capelli neri. Min Yoongi.
<<Yoongi?>>, domandai incerto. Si voltò di scatto incontrando il mio guardo. Mi scrutò per un po' prima di avvicinarsi.
<<Tu sei?>> chiese dubbioso.
<<Jimin, il migliore amico di Taehyung>> spiegai sorridendo. Chissà cosa penserà quando gli racconterò di aver incontrato per caso il suo ragazzo senza che me lo avesse presentato lui. Andrà di sicuro su tutte le furie.
<<Il mio TaeTae?>>, domandò avvicinandosi. Annuì con la testa, e lui mi abbracciò. Gesto insolito da parte sua. Da come lo aveva descritto Tae non era un ragazzo dalle grandi effusioni in pubblico, se non con le persone strette. Dovevo ritenermi fortunato?
Jungkook attirò l'attenzione di tutti, presentandomi anche all'ultimo arrivato, Namjoon. Ci sedemmo così a tavola. Non potetti non osservare come fosse apparecchiata nei minimi dettagli. Inutile dire che mi aspettavo tutt'altro. Pensavo sarebbe stato qualcosa di informale, tra amici, com'è solito fare. Ma c'erano fin troppe posate, calici e decorazioni per essere così. Jungkook mi nascondeva qualcosa, era tutto fin troppo strano.
<<Tu sei il ragazzo che Kookie ha baciato in discoteca?>>, chiese improvvisamente Namjoon facendomi strozzare con la saliva.
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~Unpredictable~ Jikook
FanfictionJimin e Jungkook sono due poli opposti che si richiamano continuamente. Il primo pauroso, gentile, sincero, riservato. Il secondo passionale, schietto, bugiardo, deciso in tutto quello che fa. Sarà una pizzeria a farli incontrare, e dal primo sguard...
