Jungkook's pov
<<Vedo che il mio nuovo ufficio è molto vicino al tuo....è voluta questa cosa papà?>> domandai sarcastico. Ero già molto stupito dal fatto che avesse ascoltato la mia richiesta senza fare storie o trascinarmi in tribunale come tutte le volte, ma penso sia stato perché ha capito che non aveva speranze di vincere la causa.
<<Sei ancora alle prime armi, non posso lasciarti libera azione su tutto capisci? Cercherò di starti a fianco affinché tu possa farcela>> rispose.
<<Oh che pensiero carino, devo pensare che sia venuto dal cuore e non dal fatto che tu mi voglia controllarmi no?>>, affermai andandomene.
Alla fine, restai poco più di cinque minuti ad ascoltare le sue stupidaggini, poi mi stancai. Non vedevo l'ora di iniziare. Forse sì, era partito tutto per fare un dispetto a Jackson, ma ora che sono qui, vedendo il mio nome fuori dall'ufficio, la fiducia dei collaboratori, non posso e non voglio tirarmi indietro. Non nascondo che un obiettivo, non di vitale importanza, ma neanche indifferente riguarda il lato economico. Non volevo essere il ricco sfondato senza sentimenti che passa le serate in compagnia di uomini diversi, che gode di qualsiasi lusso perché sa che può permetterselo, ma la ricchezza non mi dispiace. Insomma, avevo 22 anni non mi sarei di certo chiuso in casa! D'altro canto, un volto contornato da capelli biondi e labbra carnose rosate non lasciava la mia mente da ieri sera. Jimin era così sfacciato, aveva capito benissimo che ci stavo provando con lui, e ha cercato di provocarmi per tutta la serata. Stava al mio gioco, poi mi respingeva, poi sembrava tornare ad essere interessato a me. Questo suo lato mi intrigava non poco.
Però non potevo certo stare con le mani in mano, aspettando che decidesse cosa fare, così decisi di passare all'azione. Oggi sarei andato a trovarlo. Mancava un'oretta a mezzogiorno, la mia pausa pranzo, e avevo ancora delle cose da sbrigare. Così mi diedi una mossa, revisionai dei file sul computer, scartando tutte le proposte che mi erano state inviate per email. Erano qualcosa di troppo antiquato, ormai le pubblicità si fondano sull'effetto sorpresa, sui colori, sulla velocità, sulla modernità. Non di certo su quelle stupide canzoncine piene di frasi ridicole che sono costretto ad ascoltare tutti i giorni in tv e che mi hanno portato a passare il mio tempo libero esclusivamente su netflix. Forse ero troppo preciso, o forse erano loro incapaci, non so, difficile da dire.
Finita quella noiosa ma interessante revisione, mi preparai per uscire. Risposi a qualche messaggio di Yoongi hyung in cui mi proponeva di passare da lui nel pomeriggio e andai in bagno. Oggi ero piuttosto bello, i completi mi donavano abbastanza, se non per l'estrema scomodità con cui erano fatti. Inoltre, in quelle giornate così calde, non facevano altro che aumentare la temperatura corporea, già di suo alle stelle. Alla fine, mi rinfrescai un po' la faccia e scesi in ascensore. Guardai i numeri illuminati dal display diminuire in ordine decrescente e quando arrivai al piano terra ringraziai di non aver incontrato nessuno. Presi la macchina, e in pochissimo tempo mi ritrovai davanti al ristorante. Della mia testa bionda non c'era traccia, forse era in cucina, o forse non era ancora iniziato il suo turno. Dovrei chiedergli che orari fa?
Alla fine entrai, ed accogliermi ci fu un altro ragazzo, con i capelli grigi, altezza maggiore di quella di Jimin e due occhi castano scuro profondi, era molto bello. Lessi dal suo grembiule il nome, Minhyuk.
<<Buongiorno, è qui da solo? Le preparo un tavolo se desidera>>, affermò. Continuai a guardarmi intorno, Jimin non c'era. Altre persone stavano pranzando ma non lo vedevo uscire dalla cucina, o servire qualcuno.
<<Park Jimin non è qui?>> domandai diretto. Il ragazzo mi guardò dubbioso. <<Scusi?>> chiese. <<Park Jimin, l'altro cameriere, non lavora oggi?>> continuai. Aveva capito perfettamente la domanda, ed io ero desideroso della risposta. Il mio cuore stava già accelerando il suo battito non so se per l'agitazione o la fame.
<<Fa il turno serale oggi, lo può trovare dalle 18 in poi>> affermò. Lo ringraziai e uscì. Mi dispiacque non vederlo, ero venuto apposta....anche per la pizza ovviamente, quella non si rifiuta mai. Alla fine, mi sedetti sul muretto accanto al ristorante e tirai fuori il telefono. Erano le 13, 20. Cercai su maps qualche posto vicino in cui andare, anche se ero tentato di chiamare Yoongi e andare al mc, ma il mio abbigliamento al quanto elegante sarebbe stato decisamente fuori luogo. Così pensai di prendermi un panino. Alla fine, mi decisi, posai il telefono e tirai fuori le chiavi della macchina.
<<Così mi cercavi? Mi fa piacere rivederti Jungkook>> affermò una voce alle mie spalle. Mi voltai di scatto. Jimin era davanti a me, con quel suo sorriso beffardo ma dolce allo stesso tempo. Era vestito normalmente, con una maglietta nera e un jeans azzurro, dunque il ragazzo non mi ha mentito, il suo turno cominciava tardi.
<<Ero venuto qui per pranzare, ma ora che sei qui possiamo farlo insieme no? Accetti l'invito?>> domandai. Sembrò pensarci su, ma alla fine accettò.
<<Vieni, conosco un posto qui vicino dove si mangiano ottimi hot dog>> affermò prendendomi per mano. Così lo seguii. Cercai di parlare nel tragitto, di dire qualsiasi cosa, ma la verità e che la sua apparizione mi aveva spiazzato, ero passato dalla delusione alla felicità in un attimo, con lui mi sembra di avere più personalità, mi fa provare così tante emozioni diverse da mandarmi in crisi, non riesco neanche a pensare. Non so se fosse per una dimenticanza o se fosse voluto, ma la sua mano non aveva lasciato la mia, la teneva ancora stretta, anche se non si intravedeva, era completamente coperta dalla mia.
Le dimensioni così minute di Jimin lo rendevano tenerissimo ai miei occhi, ancora non ci credo che sia più grande di me. Alla fine, poco dopo arrivammo, mi disse di sedermi e che avrebbe fatto tutto lui, e così feci. Poco dopo tornò con due hot dog posti in due piatti con accanto alcune tipologie di salse da poter inserire.
<<Cosa ci facevi fuori dal ristorante?>> domandai. Jimin morse l'hot dog guardandomi intensamente, non riuscivo a distogliere lo sguardo dalle sue labbra in movimento. Ho avuto il desiderio di baciarle dalla prima volta in cui le ho viste e penso che saranno la mia tortura finché non vi poserò sopra le mie, assaporandole piano, dolcemente.
<<In realtà sono arrivato lì verso le 10 e ho aiutato a sistemare, il mio turno è quello serale oggi ma avevano bisogno e così sono andato. Quando ti ho visto entrare ero accanto alla cucina e ho chiesto al mio collega di coprirmi>> spiegò. Rimasi interdetto.
<<Cioè gli hai chiesto di dirmi che non c'eri? Perché?>> domandai. Jimin si pulì gli angoli della bocca con il tovagliolo e sorrise.
<<Volevo capire se fossi venuto lì appositamente per me>> rispose. Non sapevo cosa dire. È più furbo di quanto pensassi e la cosa mi piace, penso potremmo fare molte cose insieme.
<<E ora che lo sai? Cos'è cambiato? Ti piaccio di più?>> domandai spostando la sedia. Il tavolo era per due, ed entrambi c'eravamo messi a capo tavola. Feci in modo di essergli più vicino, potevo sentire da sotto il tavolo le nostre gambe toccarsi e il suo corpo irrigidirsi. Jimin distolse lo sguardo provocatorio dal mio e si concentrò sull'hot dog quasi finito.
<<Ammetto di essere lusingato dalle tue attenzioni, ma non cederò facilmente. Non so che idea ti sia fatto tu di me ma non sono un ragazzo facile>> disse. Direi questo era molto chiaro.
Tra di noi c'era feeling, lo percepivo e sono sicuro che anche lui lo avverte, ma si sta frenando, e vorrei capire il perché. In certi momenti mi sembra di vedere il vero Jimin, quando mi sfida, mi fa le battute, mi provoca fisicamente, quando mostra la sua sensualità. In altri sembra ritornare alla normalità, alla vita quotidiana, al lavoro come se non ci fosse spazio per il piacere, per l'amore nella sua vita.
<<Non penso assolutamente questo, ma hai 24 anni non puoi prendere tutto troppo seriamente, ed io sono fin troppo attratto da te e dalle fottute labbra carnose per demordere>> sospirai. Il suo volto si dipinse di rosso, mentre la mia mano raggiunse la sua schiena.
<<Sei sempre così diretto?>> domandò sorridendo.
<<Sono un ragazzo deciso, so quello che voglio. E adesso, ho voglia di baciarti>> affermai avvicinandomi al suo viso.
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Oggi desidero solo augurare un felice compleanno a colui che mi ha sempre ispirata nella vita, alla stella più bella, al ragazzo più dolce e talentuoso di questo mondo. Tanti auguri Jimin❤️
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~Unpredictable~ Jikook
FanfictionJimin e Jungkook sono due poli opposti che si richiamano continuamente. Il primo pauroso, gentile, sincero, riservato. Il secondo passionale, schietto, bugiardo, deciso in tutto quello che fa. Sarà una pizzeria a farli incontrare, e dal primo sguard...
