Capitolo 43

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Jungkook's pov

Una settimana dopo mi ritrovai nella stessa condizione di crisi esistenziale di sempre, ma con una certezza: Yugyeom. Si era definitivamente trasferito a casa mia, regalandomi sorrisi ogni volta che poteva, facendomi ridere, divertire, dimenticare tutto il dolore provato con Jimin. Non eravamo fidanzati, ma si era istaurata una bella chimica, che a volte sfociava in qualche bacio, ma nulla di più. Aveva rispettato i miei tempi, si era inserito nella mia vita in punta di piedi per poi tirare fuori gli artigli negli ultimi tempi. Di Jimin invece non avevo più notizie. A volte mi scriveva per sapere come stavo, ma rispondevo di rado. Yoongi hyung alcune volte accennava qualcosa sulla sua vita, anche senza chiedergli nulla. Voleva farci rimettere insieme, e questi erano i suoi tentativi falliti. Cominciai anche a lavorare a casa, per non sentire le risate di sottofondo di Jackson, le prese in giro di mio padre e la curiosità dei colleghi. Sarebbe stato insopportabile. Pian piano stavo ricostruendo la mia vita, con l'aiuto di Yugyeom.

<<Tutto bene tesoro?>>, mormorò abbracciandomi da dietro.
<<Si tu?>>, domandai.
<<Si>>, mi lasciò dei teneri baci sulla spalla, facendomi voltare verso di lui. Mi accarezzò un braccio, arrivando pian piano a livello del collo, fino alle mie labbra, che sfiorò sorridendo.
<<Avrei una certa voglia adesso....>> sussurrò ad un centimetro dal mio viso. Con lui provai di nuovo il piacere dell'imbarazzo. Era strano sentirsi corteggiato, apprezzato, amato. Ero sempre stato io a fare la prima mossa, ed ora amavo profondamente la sua spontaneità.
<<Posso soddisfarla?>>, mormorai dandogli un bacio a stampo.
<<Forse...>> rispose. Rese il bacio più passionale, accarezzandomi il bacino da sotto la maglietta. Sentivo già l'eccitazione salire, e non so se questa volta mi sarei fermato. Lui stava sopportando tanto, e mi spiaceva. Mi aveva confessato di aver chiuso qualsiasi possibile relazione o amicizia che sarebbe potuta sfociare in una vera storia, dandomi l'esclusiva. Capii che non era facile starmi vicino senza toccarmi, baciarmi, e qualche volta mi lasciavo andare. Per dimenticare Jimin, ma anche perché lo volevo.

Continuò il suo assalto alle mie labbra passando con le mani ad abbassarmi i boxer, cosa che non riuscì a fare a causa del telefono che squillò.

<<Dio chi è ora!>>, affermò seguendo il suono che rimbombava in tutta la casa.
<<Scusami, è successa una cosa con i miei genitori e devo andare ad aiutarli>>, affermò tornando.
<<Non c'è problema, ci vediamo dopo>>, lo salutai. Mi attirò di nuovo a sé, lasciandomi un bacio a stampo.
<<Al mio ritorno continueremo da dove abbiamo iniziato, questa volta non mi scappi sappilo!>>, scherzò. Mi diede una pacca sul sedere e se ne andò. Chiusi la porta alle sue spalle e mi sedetti sul divano. Quando lui non c'era tutte le emozioni negative che mi assalivano di notte, tornavano, si accentuavano. Lavoravo tantissimo durante la mattinata, e nel pomeriggio uscivamo. Forse avrei dovuto riiniziare anche ad andare in palestra, sarebbe stato un buon modo per rimettermi in forma e scaricare la rabbia che ancora provavo per quel biondo che mi aveva rubato il cuore. Perché aspettare? Sarei andato subito. Andai in camera mia, presi il mio vecchio borsone che riempii con un asciugamano, deodorante, vestiti puliti e una bottiglietta d'acqua. Mi guardai un po' allo specchio, avevo dei capelli spaventosi, lunghi e disordinati. Yugyeom amava spettinarmeli, mentre a me piacevano al naturale ma leggermente in ordine, proprio come me li sistemava Jim- niente, proprio come niente.

Scesi a due gradini le scale, ricontrollando il tutto, finché non andai in cucina per prendere il telefono. Sentii la serratura della porta principale emettere un suono, ma non me ne preoccupai. Sicuramente aveva dimenticato qualcosa, e come al solito avrebbe urlato dall'ingresso di portarglielo.

<<Ciao Kookie>>, disse una voce alle mie spalle. Mi cadde il borsone dalle mani, che mi finì sui piedi, creando un rumore fastidioso. Non ebbi il coraggio di girarmi. Il solo sentire la sua voce era stata in grado di farmi rizzare tutti i peli del corpo in un secondo.
<<Come stai?>>, continuò. Posò la mano sul mio polso circondandolo con le dita. Il suo calore, il suo profumo mi erano mancati così tanto da voler fuggire da lì, o non sarei più tornato indietro.
<<Bene tu?>>, affermai voltandomi. Lo feci sfoderando il miglior sorriso falso che avessi mai fatto, che si spense nel momento in cui incontrai i suoi occhi. I suoi bellissimi occhi. Non c'era volta in cui non mi soffermassi ad ammirarlo, la sua bellezza era disarmante. Spostai lo sguardo sulla sua mano, facendogli segno di toglierla, ma non lo fece.

<<Mi manchi>>, esclamò. Fu un colpo al cuore. Il suo sguardo addolorato continuava a ripresentarsi nella mia mente come un flashback, non permettendomi di godermi, anche se per poco, la sua presenza qui. Gli avevo detto che sarebbe potuto tornare quando voleva, che era anche casa sua, ma mi sbagliavo. Credevo di poter superare tutto subito, che Yugyeom mi avrebbe aiutato a farlo, ma ora che è qui davanti a me, sento che tutti questi sforzi si sono annullati nel momento in cui mi ha sorriso.
<<Come mai qui?>>, cambiai discorso. Presi a lavare qualche bicchiere rimasto in sospeso, dovevo distogliere l'attenzione, o sarebbe finita male.
<<Sono venuto a trovarti, non rispondi a miei messaggi, in azienda nessuno ti vede da settimane, ero preoccupato>>, affermò avvicinandosi. Jimin non farlo, non di nuovo.

<<Tu come fai a saperlo? Immagino che il mio fratellastro abbia aperto la bocca no?>>, dissi infastidito. Quello non si fa mai i fatti suoi, anche se, una piccola parte di me è contenta che sia qui, grazie o non a lui.
<<No, sono andato in azienda un po' di volte in questo periodo>>, mormorò. Per poco non mi cadde anche il bicchiere. Mi voltai di scatto, mossa sbagliata, me lo ritrovai vicinissimo, con un sorriso stampato sulla faccia. I suoi sorrisi erano calorosi, sinceri, dolci. Cosa che non avevo mai visto in Yugyeom, o almeno, non erano paragonabili ai suoi.
<<E perché ci saresti andato?>>, continuai.
<<Volevo vederti, Jungkook tu non puoi immaginare quanto senta la sua mancanza, non ne posso più, non riesco a vivere senza di te. Mi è difficile dire tutto questo, ma devo superare l'orgoglio che ci ha sempre diviso, e sono disposto a farlo per riaverti con me>>, spiegò. Perché le sue parole erano in grado di distruggermi e ricompormi come voleva lui. Perché ogni volta che penso di stare bene, mi rendo conto che è solo una farsa, una mia convinzione. Eccoci qui, io perso nel suo sguardo, ammaliato dalle parole che aspettavo da giorni, e lui che mi accarezza la guancia. Non voglio tremare sotto il suo tocco, non voglio avvertire i battiti del mio cuore accelerare, non voglio desiderare le sue labbra sulle mie come mai prima d'ora. Non voglio nulla di questo, ma non posso evitarlo.  

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Mi sa che Jungkook sta cedendo.....
Fatemi sapere cosa ne pensate ❤️


~Unpredictable~ JikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora