Capitolo 72

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Jungkook's pov

Terminata la colazione portai Jimin a fare una passeggiata, proprio nel parco in cui capii che non sarei più riuscito a lasciarlo. Camminammo mano nella mano per tutto il tempo, sotto lo sguardo di alcuni corridori, e bimbi che giocavano. Uno tra questi, era mio marito, che si divertiva a prendere le foglie bagnate, cercandole di diverse sfumature.

<<Guarda quanto è bella la natura>>, esclamò mostrandomi una foglia. Non capii cosa ci trovasse di così entusiasmante, ma non volevo spegnere il suo sorriso, e gli ressi il gioco.
<<Peccato che con il freddo diventino spogli gli alberi>>, continuai. Lui annuì, con espressione dispiaciuta. Prese in mano il telefono, ponendo una foglia davanti un occhio e scattandoci un selfie, che pubblicò.
<<Guarda il ruscello! Te lo ricordi? Qui davanti c'è stato il nostro quasi bacio!>>, esclamò fermandosi davanti. Rimase a guardarlo per un po', appoggiando le testa fra le mani. Aveva lo sguardo perso mentre ammirava l'acqua limpida che si scontrava veloce contro la piccola costa, con gli alberi ondeggiare per il vento. Lo abbracciati da dietro, rimanendo ammaliato dalla sua bellezza.
<<Mi ricordo tutti i posti in cui siamo stati, e credo che quelli che abbiamo frequentato prima di essere fidanzati siano stati i più belli>>, mormorai. Jimin sembrò toccato dalle mie parole, che gli trasmisero un senso di tranquillità, di amore.

Molte volte mi chiedevo se capisse fino in fondo quanto fosse importante per me, ma quando i nostri occhi si incontravano, quando mi rivolgeva quei piccoli sorrisi sinceri, quando il suo sguardo brillava solo per me, lì capivo tutto.

Si sedette su una panchina, accanto a me. Continuavo a ricordare eventi, momenti passati assieme come se ci stessimo conoscendo di nuovo, come se li stessimo vivendo con una consapevolezza diversa, più forte, più vera.

<<Sono passati nove mesi da quando ci siamo conosciuti e si può dire che la nostra sia stata una storia folle. Mi sembra quasi di essere sposato da una vita! Sai a volte mi sembra di vivere quasi in una serie tv, dove tutto è possibile>>, scherzò. Si sedette in braccio a me, appoggiando la testa mia spalla con le braccia dietro il mio collo.

<<Di una cosa non sono sicuro. Mi hai spiegato più volte che stessi scherzando l'altro giorno e che fosse tutta una recita, ma credo che alcune cose che hai detto fossero sincere no?>>, chiesi preoccupato. Tra di noi era tutto apposto, me lo aveva assicurato più volte, e anche i suoi gesti me ne davano la conferma. Però ho sempre quella piccola paura che tutto possa cambiare, che si penta in qualche modo, lasciandomi solo.
<<Si>>, sospirò.
<<E cosa? Sii totalmente schietto per favore>>, chiesi. Aggiustò la posizione, in modo tale da guardarmi dritto negli occhi. Strinsi le sue mani, tranquillizzandolo. C'è qualcosa che non è mai cambiato nel suo sguardo: la paura di ferirmi.
<<Ho pensato davvero al divorzio, e più di una volta. Quando ho scoperto di Yugyeom, ho capito che ormai per noi non c'era più speranza, ho creduto che una separazione bastasse per sentirmi libero, e per iniziare una nuova vita. Poi però, quando mi dicesti che lui ti amava, lì cambiai ideai. Vedevo nei tuoi occhi una luce ed un'intesa speciale con lui, tale da farmi tirare indietro. Avrei fatto di tutto per vederti felice, e se lui ne era la causa, mi sarei allontanato definitivamente>>, ammise. Era incredibile quanto fosse maturo. La sua intelligenza era una delle tante cose che mi aveva fatto innamorare di lui, ma non credevo potesse essere così lucido anche in momenti così. Al suo posto non avevo agito così. Quando mi accorsi delle attenzioni di, Minhyuk o quando Yoongi tentò di farmi ingelosire mettendomi strane idee su una possibile relazione con un altro uomo, ebbi un solo pensiero: lo avrei ucciso.

<<Perché non me l'hai chiesto alla fine?>>, domandai. Mi lasciò un bacio sulla guancia.
<<Non importa Kookie, è passato tutto, ora stiamo bene e questo è l'importante, non ti angosciare>>, affermò coccolandomi.
<<Voglio saperlo>>, continuai.
<<Perché ti amo e sapevo che mi avrebbe ucciso rinunciare alla fede, al matrimonio, al poterti considerare mio marito>>, spiegò dolcemente. Mi accarezzò la testa, continuando a sorridere. Mi sentivo in colpa, ma ero felice di averlo con me.
<<Non te lo avrei concesso>>, dissi. Gli scattò una risata spontanea che contagiò anche me.
<<Per fortuna>>, mormorò baciandomi.

Rimanemmo così ancora per un po', finché non si avvicinò l'ora di pranzo. Pensai di ripercorre esattamente ogni attimo del nostro primo appuntamento, cercando di far riaffiorare tutto ciò che avevamo provato. Lo portai a mangiare un hot dog, il suo preferito.

<<Ero troppo imbarazzato, non la smettevi di guardarmi e di farmi domande personali. Avevi pure cambiato posto mettendoti accanto a me perché sapevi che sarei sprofondato dalla vergogna!>>, esclamò mordendo il primo pezzo.
<<Perché tu non hai mai usato il tuo charme con me vero hyung?>>, lo accusai.
<<Non come fai tu, hai un controllo del corpo diverso, sai benissimo come usare tutte le tue potenzialità>>, spiegò. Spostò la lingua di lato, leccandosi le labbra per togliere la senape, fuoriuscita di poco. Continuò a farlo altre due volte portandomi a dover distogliere lo sguardo.
<<Non conosci le tue di potenzialità hyung>>, affermai fissandolo.

<<Può darsi>>, affermò usando finalmente il tovagliolo. Calò il silenzio, mentre entrambi finimmo il nostro pranzo. Tra un boccone e l'altro lo guardai attentamente, ammirando i suoi sorrisi che mi rivolgeva di sfuggita, la sua mano intrecciata alla mia.
<<Comunque mi sembra di capire che ami molto le mie potenzialità, specialmente una>>, scherzai. Alzò la testa di scatto, scuotendola poco dopo.
<<Jungkook!>>, esclamò coprendosi gli occhi.
<<Parlavo del sorriso hyung. Cosa avevi capito?>>, continuai prendendolo in giro. Pagai il tutto, ripetendo più volte che lo avevo invitato, e che non era un problema se non contribuiva a quella che lui chiamava "una spesa di coppia". Ogni volta rimanevo stupito dalla sua ingenuità. Sembrava quasi non rendersi conto che un pranzo così equivaleva al costo di una caramella per me. Forse non lo aveva realizzato, o non gli importava più di tanto.

<<Amo tutto di te>>, aggiunse baciandomi. Inserii le mani nelle tasche posteriori dei suoi jeans, avvicinandolo. Le sue labbra morbide, carnose erano una delle sette meraviglie del mondo. Qualcosa di cui non mi sarei mai stancato. C'è qualcosa che lo contraddistingue dagli altri uomini: la purezza.

Ci staccammo poco dopo, mettendo a contatto le nostre fronti e tenendoci per mano. Mi guardò con tenerezza, mentre baciavo ogni angolo del suo viso, evitando appositamente le labbra. Amavo provocarlo fino a spazientirlo e costringerlo a prendere l'iniziativa. Cosa che fece, unendo le nostre labbra di nuovo.

<<Comunque la prossima volta pago io. Non è giusto che ti faccia carico sempre di tutto>>, affermò con un bacio a stampo. 

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~Unpredictable~ JikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora