Capitolo 24

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-Il giorno dopo-

Jungkook's pov

Passarono molte ore dall'ultima volta in cui lo vidi, e già ne sentivo la mancanza. Di recente aveva aggiornato i suoi profili social, permettendomi di ammirarlo a distanza. Avevo già pensato a cosa fare, sarei andato a casa sua. La mattina mi svegliai presto, era sabato, non avrebbe lavorato. Uscii di casa molto presto, in cerca di un mazzo di fiori da regalargli. Jimin amava la natura e le prime mosse, ero sicuro che avrebbe apprezzato il mio gesto. Così comprai un mazzo di rose rosse, entrando più volte in panico sul da farsi. Forse non avrebbe aperto la porta, anzi era molto probabile, ma almeno ci avrei provato. Casa sua non era molto distante dal nostro loft, in pochi minuti arrivai lì.

<<Cosa ci fai qui?>>, mormorò guardandomi male.
<<Dobbiamo chiarire questa faccenda, non possiamo continuare così. Passiamo più tempo separati che insieme, ed io sono stanco di tutto questo>>, affermai entrando. Non aspettai neanche che mi desse il permesso, o sarei rimasto lì per sempre. Notai come guardasse con attenzione i fiori, gli erano piaciuti.
<<Questi sono per te, per farmi perdonare>>, glieli porsi. Mi sorrise dolcemente, stringendo il mazzo a sé.
<<Grazie, è un pensiero carino>> affermò. Li posò in un vaso, mentre io mi avvicinai sempre di più a lui. Portai le mani a livello dei suoi fianchi, abbracciandolo da dietro. Averlo fra le mie braccia era qualcosa di stupendo. Sembrava tranquillo, come se fosse passato tutto nel momento in cui i nostri corpi si sono uniti di nuovo. Finché non tornò alla realtà.

<<Jungkook....no>>, mormorò spingendomi bruscamente. Cercai più volte di riportarlo accanto a me, ma si rifiutò. Non potevo certo costringerlo.
<<Non usare le mie debolezze per farti perdonare>>, disse poco convinto.
<<L'amore che provi per me è una debolezza?>>, affermai infastidito.
<<Lascia perdere>>, rispose voltandosi. Mi diede le spalle, prestando di nuovo attenzione hai fiori.
<<Hai ragione, fanculo, sono stanco>>, dissi facendo scontrare le nostre labbra. Jimin gemette per la sorpresa, anche se ricambiò. Non poteva neanche immaginare quanto mi fossero mancate le sue labbra, il suo profumo, lui. Le sue mani sul mio collo, i sospiri di piacere, il battito accelerato. Ci staccammo per prendere fiato, anche se in realtà, di fatto nessuno dei due era intenzionato a farlo.

Non gli lasciai tempo per pensare, perché ero sicuro che si sarebbe pentito. Feci in modo che fosse il suo cuore a parlare, il quale urlava a entrambi quanto avessimo bisogno di tutto questo. Il bacio divenne sempre più focoso, passionale, e non notando segni di cedimento, gli tolsi la maglietta. Jimin proseguì con la mia, facendomi segno di spostarci. Così lo presi in braccio, senza staccare mai le nostre labbra.
<<Sei uno stronzo, sappilo>>, mormorò torturandomi il collo.
<<Ma tu mi ami così no?>>, risi. Lo adagiai sul letto, insediandomi fra le sue gambe. Non c'era vista più bella del suo viso. Aveva le labbra gonfie, i capelli spettinati e le guance arrossate. Meraviglioso. Mi sorrise imbarazzato, mentre le sue mani mi accarezzavano la schiena. Entrambi ci togliemmo i pantaloni, seguiti dai boxer, con una fretta inaspettata.
<<Non si può risolvere tutto con il sesso>> affermò gemendo. Inserii due dita nella sua apertura per prepararlo, non potevo più aspettare. Inoltre, le sue parole non erano niente rispetto ai messaggi che trasmetteva il suo corpo.

<<Noi faremo l'amore Jimin>>, risposi penetrandolo. Puntai gli occhi nei suoi, perdendomi come ogni volta. Fu qualcosa di inaspettato, rapido ma passionale, come tutte le volte in cui i nostri corpi si univano. Jimin era la parte migliore di me, e questo non sarebbe mai cambiato. Ho fatto sesso con tanti ragazzi, lo ammetto, ma nessuno come lui. Non ho mai desiderato essere accarezzato dolcemente da qualcuno, sentire i suoi occhi addosso per qualcosa che non fosse desiderio, sentirmi così in pace e felice come lo sono con lui. Aumentai pian piano l'intensità, finché non si aggrappò alla mia schiena, facendomi constatare quanto bene stesse solo grazie a me. Lo guardai ancora, un'ultima volta, finché non venimmo insieme. Jimin sorrise soddisfatto, mentre io mi accasciai su di lui, lasciandogli dei piccoli baci sul petto.
Rimasi così fra le sue braccia, con la testa nell'incavo del suo collo aspettando che il battito del cuore rallentasse, e che il respiro tornasse regolare. Nella stanza regnò il silenzio, nessuno dei due aveva intenzione di affrontare l'argomento, anche se alla fine cedetti io.

<<Mi dispiace piccolo>>, affermai inspirando il suo profumo.
<<Va tutto bene>>, rispose lasciandomi un bacio sulla testa.
<<Ho parlato a mia madre di te, è rimasta contenta. Sa che sei il mio ragazzo e che verrai a vivere con me nell'appartamento che ti ho mostrato>>, proposi. Jimin sorrise, scuotendo la testa.
<<Questo è da vedere, ancora non ho detto di sì>>, affermò accarezzandomi i capelli. Capivo le sue paure, al suo posto non avrei mai accettato, ma so che lui non è me, e confido ancora nella sua immensa bontà.

<<Jimin>> lo chiamai alzandomi. Alzò la testa, puntando i gomiti sul letto e tirandosi su. Pensai molto bene a quello che stavo per dire, anzi, aspettavo solo il momento giusto. In realtà non credo sia questo, ma non posso rischiare di perderlo di nuovo. Può accadere di tutto, ed io ho bisogno di sapere che rimarrà al mio fianco.
<<Dimmi>>, rispose. Le sue mani soffici mi sfioravano le guance, mentre le sue labbra sfioravano le mie in un bacio a stampo.
<<Dimmi che ami e ti sposo>>, pronunciai. Lessi nei suoi occhi incertezza, dubbio, ma anche amore. Mi guardava teneramente, come se la mi affermazione gli avesse scaldato il cuore.

<<Tu sei così imprevedibile da disorientarmi costantemente. Abbiamo appena fatto pace dopo l'ennesima litigata, e tu dici che vuoi sposarmi? Non penso sia il momento adatto, dobbiamo ancora conoscerci meglio e soprattutto accettare le nostre differenze>>, spiegò.
<<Io non voglio aspettare perché penso che una persona, grazie all'esperienza, crescendo, riesca ariconoscere ormai qual è l'amore vero, ed io non ho dubbi sul fatto che tu sia il mio. Sicuramente sarà difficile, perché siamo problematici insieme, ma troviamo sempre un compromesso. Non starò qui a convincerti se tu non vuoi, però pensaci almeno>>, affermai baciandolo a mia volta. Il suo rifiuto faceva male, mi sentivo uno stupido, ma almeno ci avevo provato.
<<Ti amo Kookie>>, mormorò approfondendo il bacio. Di nuovo le nostre labbra iniziarono una danza perfetta, mente le nostre mani vagavano indisturbate l'uno sul corpo dell'altro. Non potevamo rinunciare a tutto questo, non potevamo mentire così tanto a noi stessi. 

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~Unpredictable~ JikookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora