Il posto sbagliato

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Vi è mai capitato di trovarvi da soli in treno? No scusate. Riformulo. Vi è mai capitato di prendere l'ultimo treno della giornata (nel mio caso quello di mezzanotte) e andare a sedervi in un vagone vuoto, perché costretti a tornare a casa dopo degli straordinari da denuncia a lavoro e con una tormenta di neve che sembra non finire più? E' proprio quello che è successo a me, una decina di giorni fa. Ero l'unico ad attendere il treno sul binario e mi ero piazzato senza nemmeno pensarci in prima classe, uno perché era vuota e due perché il controllore aveva una faccia più devastata della mia e sarei stato pronto a scommettere tutto il portafoglio che non mi avrebbe detto niente. Ero in viaggio da almeno 10 minuti quando una persona ha preso posto di fronte a me e, be'. A voi il giudizio finale. Spero davvero che stesse solo scherzando... Ho sempre trovato le prime classi molto sopravvalutate così come Trenitalia ma sul secondo punto suppongo che ci troviamo più o meno tutti d'accordo. Ma ad ogni modo. Mi ero seduto sul primo sedile libero, operazione semplice, la carrozza era vuota e 5 secondi dopo il fischio stridulo del controllore, il treno partì. Ero infreddolito, avevo il fiatone ed ero coperto di neve, si era infilata a fiocchi bagnandomi la sciarpa, e anche sotto i calzini. Dannazione. E' tutto questo perché? Perché fuori c'era una bufera del demonio e durante la mia buffa corsa per arrivare in stazione, le folate andavano piegato al contrario il mio ombrello per tre volte, prima che si rompesse definitivamente mentre ancora percorrevo il marciapiede. L'avevo gettato nel primo bidone che mi era capitato e avevo proseguito riparandomi come potevo. Meno male che in treno avevano acceso il riscaldamento. Sapevo che ci sarebbe voluta si e no mezz'ora per tornare a casa, con una fermata nel mezzo, perciò tirai fuori un libro dal mio zaino e mi misi a leggere. Non ricordo di preciso quanto tempo passò. Tipo dieci minuti o poco più.

Sta di fatto che fino a quel momento ero convinto di essere solo in quel vagone, non avevo sentito volare una mosca e non avevo visto nessuno. Poi attaccò la suoneria di un cellulare e io sobbalzai appena per due motivi. Il primo era che non me lo aspettavo e va bé. Il secondo era che, chiunque fosse il tizio o la tizia, aveva gusti discutibili in fatto di suonerie. Per carità, io sono cresciuto a pane e film horror, ma la suoneria in questione era "Halloween", non so se avete presente.... Ora, dicevo, ognuno fa quello che gli pare, ma quella suoneria ascoltata quando sei da solo, in treno e a notte fonda...insomma. Lo sentii rispondere "Sono in treno", ma non riuscii a captare nient'altro perché aveva abbassato la voce. Era un uomo, comunque. Un uomo, con la suoneria di un film horror per le chiamate al cellulare, va bene. Manco fosse il 31 ottobre o ci fosse l'uscita imminente del nuovo film nelle sale... Tornai a leggere, lo confesso, appena un po' innervosito. Da quel momento però, tenni le antenne ben dritte e tutto quello che facevo era contare quanti minuti mancavano alla mia fermata. Ne passarono altri cinque, poi avvenne la seconda sorpresa. "Posso sedermi?". Sollevai la testa, forse con un po' troppa foga. Alla faccia delle antenne dritte, avevo pensato, questo si era mosso e io non l'avevo nemmeno sentito arrivare. Prese poso prima che potessi rispondergli, di fronte a me. Ero un ragazzo normalissimo, non voglio dire anonimo, ma quasi. Uno di quelli che in mezzo a una dozzina di persone non riconosceresti mai. Il classico genere che passa abbastanza inosservato, ecco. Avrà avuto tra i venti e i venticinque anni, o poco più. Indossava una tuta e scarpe da ginnastica, tipico abbigliamento di chi è appena uscito dalla palestra. Solo che non aveva nessun borsone con sé. Perché si era seduto di fronte a me, con tutti i posti che c'erano? Non gli andava bene dov'era seduto prima? Quello era il tizio della suoneria creepy, avevo riconosciuto la voce. Fantastico. Mi ero sforzato di non essere pessimista, a titolo informativo, lo sono. Tanto. Sempre, ed ero tornato subito alla lettura. "Fa un freddo porco, stasera", disse guardando fuori dal finestrino del treno. "Mh-mh". "Cosa leggi?"

I Racconti del DelirioLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora