Alle scuole medie, il mio amico ed io eravamo in un gruppo di giovani della chiesa. Spesso vi erano degli incontri proprio lì, dove ci si divertiva tanto. A tarda serata il tizio che gestiva l'evento ci ha permesso di giocare a nascondino in tutta la zona della chiesa. Tra cui il luogo in cui si teneva la messa, la sala della mensa, la cucina, la sala giochi e l'asilo nido. Era tutto così spettrale ma allo stesso tempo tremendamente divertente o almeno così credevamo. Mentre stavamo giocando abbiamo deciso di nasconderci in un armadio dell'asilo nido. Siamo rimasti lì dentro per circa dieci minuti e dal nulla abbiamo sentito un bambino piangere. Ci siamo spaventati a morte e siamo scappati subito via da lì. A quell'orario nessun bambino sarebbe mai potuto essere lì. Mentre correvamo fuori vidi la figura di un uomo pelato in giacca e cravatta scure sul marciapiede dall'altra parte della strada. Il mattino successivo siamo tornati all'asilo per vedere cos'avesse potuto provocare quel suono. Abbiamo pensato, o per meglio dire sperato, che fosse una di quelle bambole giocattolo. Non abbiamo trovato nulla. Il mio nome è Manuela e adesso ho 20 anni, mio padre è italiano e mia madre filippina. Lavoro e sono contenta di fare la baby-sitter, ma a volte ho sempre il tormento di quella strana figura che vidi anni fa quando ero solo una bambina. Da piccola avevo paura dei manichini e delle statue troppo alte. Ora non le temo più ma di quella strana creatura ho ancora il terrore. Quando la vidi la prima volta mi vennero i brividi. Mi trovavo in camera mia e mentre giocavo mia madre era in cucina che stava preparando il pranzo. Mentre affettava le verdure sentì improvvisamente un piccolo urlo da sotto. Scesi per vedere come stava, mi rassicurò dicendo che si era solo tagliata un po' il dito della mano perché si era distratta nell'esecuzione. Mi era sempre piaciuto navigare sul web, postare, chattare. Ad un certo punto fu pronto il pranzo è per ciò decisi di scendere a mangiare. Ubbidiente ed ansiosa, lasciai tutto in camera e apri la porta. Per un attimo ero convinta di essere in un sogno. Prima di avvicinarmi alle scale per recarmi di sotto vidi quella creatura, credevo fosse mio padre, quando alzai del tutto lo sguardo mi resi conto che non era lui. Cominciai ad urlare e chiamare mia madre per la disperazione. Corsi immediatamente in camera mia e chiusi la porta a chiave. Senti qualcuno venire di sopra lentamente, poi la porta iniziò a sboccarsi e la maniglia a roteare. Era mia madre, entrò in camera mia ed io cominciai a piangere. Lei mi abbracciò e mi prese subito in braccio. Quando uscimmo dalla camera quell'orrore era sparito. Quella fu l'unica volta che la vedi ricordo che era alto, non aveva volto ed era completamente bianco e vestito di nero con un cappello in testa. Per un attimo ero convinta che si trattasse della mia immaginazione o di aver visto male per la stanchezza. Ma quando feci delle ricerche mi imbattei in una creepypasta e mi dovetti ricredere. Per chi non lo sapesse, con il termine "creepypasta" si intende un racconto dell'orrore, anonimo e generalmente breve, pubblicato e diffuso su siti internet, blog e forum. Mi resi conto che quella figura che avevo visto era identica allo "Slenderman". Ora che sono cresciuta non credo che la rivedrò più ma da quando faccio la baby-sitter ad una bambina di 8 mesi sto sempre attenta ero una bambina ma questo non vuol dire che di tutte le stranezze che vedono i bambini siano frutto della loro fantasia. So di averlo visto e so che quella cosa era reale. A volte ho il timore che quell'essere possa ritornare per un altro bambino, forse non verrebbe per me ma per la bimba a cui sto badando e assistendo adesso. Sono molto attenta e non le tolgo gli occhi di dosso neanche per un secondo. Lo Slenderman è un personaggio temuto da tutto il web, descritto come un uomo alto e pallido del tutto privo di tratti somatici nel volto si dice sia dotato di misteriosi poteri con i quali riesca a rapire le sue vittime, con un'età compresa tra i 5 e i 10 anni. Capace di teletrasportarsi da un luogo all'altro e di mimetizzarsi fino a diventare addirittura invisibile. Si dice che vaghi nelle foreste o in luoghi abbandonati, ma a volte lo si può trovare pure in centri abitati. Si dice che le prede prese di mira dallo Slanderman entrino in paranoia e inizino ad avere allucinazioni e malesseri vari, eccetto che con i bambini che a volte iniziano ad avere un comportamento amichevole e docile facilitandogli la cattura. Inizialmente si pensava che fosse solo un personaggio inventato nel 2009 da un artista, Erik Knudsen, che vinse un concorso, ottenendo il primo premio, con il ritoccaggio di alcune foto in bianco e nero in cui introduceva la creatura in parchi e altri luoghi pubblici adiacenti le città. Poi col tempo però iniziarono gli avvistamenti che portarono al ritrovamento delle sue prime vittime nel mondo reale. Una storia racconta di due ragazzine che volevano sacrificare una loro amica a un personaggio che descrissero con le stesse caratteristiche dello Slanderman, un'altra storia racconta di una madre che dopo essere tornata a casa da lavoro è stata aggredita da sua figlia di 13 anni con un coltello, la figlia quando venne arrestata dichiarò di essere stata chiamata da un'entità bianca e nera che le ha ordinato di eliminare la madre per poter trascendere a nuova vita. Inoltre, una ragazza di 14 anni avrebbe dato fuoco alla sua casa con all'interno la madre e il fratellino di 8 anni perché ossessionata dal fatto che la creatura si trovasse in casa sua e la stesse perseguitando, per ciò ha bruciato la casa in modo da liberarsene. Esistono tani altri casi nel mondo e su internet, tuttavia ancora si pensa possa essere solo una leggenda metropolitana. Come il Rake o Jeff the killer. Con il tempo si è trasformato nel "PRIMO GRANDE MITO DEL WEB". Entrando di prepotenza a far parte dell'immaginario collettivo, ciò a portato alcune persone a chiedersi se sia reale o frutto della fantasia. Anche se stiamo parlando di un personaggio immaginario, per il quale non dovrebbe sorgere nulla a parte un'isteria di massa, qualche dubbio dovrebbe sorgervi. Soprattutto dopo aver sentito testimonianze di persone che hanno sostenuto di aver avvistato un'entità che ha davvero delle somiglianze incredibili con l'uomo esile. Ciò che colpisce è che gli avvistamenti sono precedenti a quando fu concepito dalla mente di Erik Knudsen. Pertanto nessuno poteva essere a conoscenza del suo aspetto. La prima testimonianza simile alla mia risale al 2001. Un uomo di nome Mike Johnson a Steffordshire, in Inghilterra. Racconto di aver trovato una figura incredibilmente alta fra gli alberi. Fin troppo elevata per un essere umano, quasi fino ai 3 metri. Disse che quando provò ad avvicinarsi all'entità il suo stato mentale divenne strano ed alterato. Come se stesse in uno stato confusionale. Aggiunse anche che l'essere portava un abito grigio scuro che gli calzava a pennello, con la testa calva e il collo innaturalmente lungo, come le sue braccia che arrivavano fino alle ginocchia. La cosa che però non capì mentre si avvicinava è come mai non riuscisse a scrutare in alcun modo il suo volto. Come se fosse sfocato e indistinguibile. Nel 2004 un uomo di nome Matteo, raccontò a degli investigatori paranormali di essere tormentato da una figura con la stessa descrizione di prima, eccetto che per un particolare, sosteneva che l'essere aveva dei lunghi tentacoli che gli uscissero dalla schiena. Neri come la pece e alquanto ingombranti. Incontrò la creatura da bambino nei boschi che circondavano la sua abitazione. La figura gli faceva visita nei suoi incubi notte dopo notte. I suoi genitori credevano fosse solo suggestione ma lui sapeva essere reale, perché convinto di essere l'unico in grado di poterlo vedere, specie durante le notti d'estate. La mia esperienza non è paragonabile alle loro. Ma credo che sapere ciò mi dia da riflettere. E' solo l'inizio. Lui mi osserva, mi vede, lo sento. Non tutte le storie su di lui sono uguali, ne trovai una che mi colpì molto. Cercando e cercando per capire come uscire da questa situazione sono incappato in un racconto un cui si dice che egli sia il padre di un bambino morto anticamente in un incendio e che le fiamme gli avessero totalmente sfigurato il viso. Per questo è così la sua faccia. Questo "padre" da allora si aggira sempre in luoghi dove sono presenti bambini, proprio perché vuole ritrovare suo figlio morto. Mentre cercavo ho sentito dei rumori dal piano di sotto. Non poteva essere mia madre, non era ancora tornata dalla sua uscita serale. Decisi di mantenere la calma. Dovevo andare avanti per trovare il modo di superare la cosa. La sola cosa che avevano in comune tutte le storie erano i bambini. Lui vuole i bambini. Ma io ho 20 anni e non ci sono bambini in questa casa. Cosa voleva allora? Poi, dalla porta della mia stanza, ho sentito dei piccoli passi. Troppo leggeri per essere di mia madre. Si fermarono e intravidi una piccola ombra dalla fessura sotto la porta. Mi avvicinai per aoscultare il legno e iniziai a udire qualcosa.
L'uomo nero non è morto,
ha gli artigli come un corvo
fa paura la sua voce
prendi subito la croce
apri gli occhi, resta sveglia
non dormire questa notte.
La voce di una bambina. Io non ho paura. Aprì la porta, ma non trovai nessuno li dietro. Niente neanche n tutta la casa. Sono corsa in ogni singola stanza per cercare chi fosse in casa. Ma non trovai nessuno. Sono andata in cucina e ho preso un coltello dal set sul tavolo laterale. Almeno mi sarei potuta difendere se fosse giunto in casa mia. Non credo nelle allucinazioni visive, uditive e olfattive. Sono sana. Ho fatto una visita dal medico solo una settimana fa. Era lui. Mi voleva confondere o spaventare. La cosa triste è che non sono riuscita a trovare nessuna informazione per sconfiggerlo. Ho cercato e cercato ma niente. Tanti casi, tante storie diverse e neppure un'idea su come batterlo. Sembrava fosse immortale, ma non pensavo invincibile. Allora ho deciso di giocarmi la salute mentale e di aspettarlo di sotto seduta sul divano comodamente a leggere un libro. Aspettai e aspettai. Dopo circa un'ora sentì il suono delle chiavi inserite nella serratura e la maniglia della porta del soggiorno ruotare. Li, quando si spalancò, lo vidi. Era esattamente come me lo avevano descritto gli altri. Esattamente come la prima volta che lo avevo visto in fondo alle scale. Entrò. La cosa davvero assurda e che mi sembrò per un istante che mi stesse salutando. Alzò la mano destra e la scosse da entrambi i lati. Mi sembrò di intravedere qualcuno alle sue spalle. Gli sono corsa incontro e ho iniziato a colpirlo. Tutta la rabbia che avevo accumulato nei suoi confronti finalmente la potevo sfogare. Non mi importava cosa mi avrebbe fatto, né se fossi sopravvissuta. Perché ero stanca, non dormivo da giorni. La cosa che non capì era perché ogni volta che lo colpivo, cacciava fuori un urlo, come di una donna. Sembrava davvero una donna dalla sua voce. Ho continuato e continuato tanto, che quando ho finito non avevo più la forza di sollevare il braccio. Ero felice e soddisfatta della cosa. Lui stava lì a terra e io ero qui in piedi a fissarlo. Solo una nuvola nera sembrava, una macchia scura sul pavimento. Che col tempo scompariva, lasciando spazio ad una figura femminile, con le braccia distese e una piccola garza avvolta sulla mano destra. Mamma! Dannazione, devo andarmene da qui.
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I Racconti del Delirio
Mystère / ThrillerUna raccolta di tutte le storie che ho scritto nel corso degli ultimi anni da quando ho sviluppato la passione per la scrittura. Le storie si differenziano per personaggi, ambientazioni ed eventi, oltre che per la loro lunghezza. Ogni racconto e fru...
