Perlustrazione

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Vivere con un gatto significa vivere un rapporto speciale d'amore, difficile da descrivere. È un rapporto molto forte dato dalla combinazione di un intreccio di emozioni e sentimenti che nascono da piccoli momenti, episodi divertenti che ti ricordano quanto è bello avere un animale con te. Quanto è piena la tua vita da quando lui è entrato a farne parte. Avere un animale domestico è una grande responsabilità, ma anche una grande fonte d'amore. Mi chiamo Mario . Ho 32 anni è sono un militare da più di 10. Attualmente sono sergente del corpo di guardia di una base navale Italiana. Mi sono distinto per essere uno dei migliori del mio corso, anche se la cosa non mi ha purtroppo fatto guadagnare il rispetto dei miei compagni. Il mio lavoro è sempre stato svolto con dedizione e sacrificio, tenere in sicurezza la base è il mio pensiero principale e vigilo affinché venga rispettato il divieto d'accesso della zona militare ai non autorizzati. Ogni volta che torno a casa dopo una lunga giornata la mia unica gioia è di non essere da solo. Non mi sono mai sposato e non ho figli, né altri parenti con me. Vedere Leo che mi viene incontro facendomi le feste, come si dice, mi dà una grande serenità. Quando devo uscire di casa mi ricordo sempre di lasciarli acqua e cibo in abbondanza e lascio una chiave di riserva dentro la pianta vicino la porta d'ingresso per essere sicuro che, nel caso fosse necessario, il mio vicino dell'appartamento a fianco, Franco, potesse usarla per entrare e vedere come sta Leo. Il rapporto tra uomo e gatto crea momenti di condivisione e divertimento che servono a migliorare la propria vita per farci sentire in salute e raggiungere un vero benessere interiore. Una sera stavo tonando a casa e mentre aprivo la porta con la coda dell'occhio mi capitò di vedere una figura sbirciare da dietro l'angolo del corridoio in cui si trovava la porta del mio appartamento. Lì per lì non ci feci particolare caso, pensai che avesse solo dimenticato qualcosa e fosse tornato indietro. Entrai a casa e dopo aver salutato Leo, mangiai e andai subito dopo a dormire. A volte può risultare un lavoro noioso, il mio, ma di notte non è così, la vista può essere offuscata mentre osservo il traffico nella zona e non si può sempre discernere tra il bene e il male. In una fredda notte di gennaio di qualche anno fa io e il piantone di turno eravamo lì al gelo, il traffico giornaliero del posto era calato, poche vetture sfrecciavano in lontananza e poi c'era una gran silenzio. Ad un tratto sentimmo uno strano fischio ma non si capiva da dove provenisse, sembrava quasi un gemito. Feci un giro lungo il perimetro ma non trovai nulla, eccetto tracce di un liquido scuro. Era buio e non riuscivo bene a vedere però c'era la luna piena quella notte e la sua luce offriva una buona visione in alcuni punti della base. Ne presi un po' e lo guardai al chiaro di luna, si trattava di sangue. Poteva sembrare nero la notte con quella luminescenza, ma era così. Sbiancai nel pensare che ci fosse qualcuno ferito e avesse bisogno d'aiuto. Tornai indietro perplesso, il mio collega mi accenno un saluto militare e chiese "Qualcosa non va?". Gli dissi "Stai all'erta", dopo avergli spiegato dell'accaduto cercammo di perlustrare meglio l'area. Egli trovò altre tracce fresche che conducevano in direzione dell'armeria, restammo vigili per un bel po' prima di raggiungere la struttura, a quel punto entrammo. Le tracce si interrompevano alla porta d'ingresso. Dopo averla ispezionata non trovammo nulla di anomalo al suo interno. Decidemmo allora di girarci intorno in cerca di altri indizi. Raggiunto il retro dell'edificio finalmente lo trovammo, era il corpo di un animale senza vita coperto da uno spesso strato di fango. La carcassa non era in putrefazione, il che indicava che non era morto da molto tempo. Non era molto grande è aveva quattro zampe. Era morto da circa 6 o 7 ore, secondo noi. Gli altri uomini ci raggiunsero subito dopo per cercare di capire cosa stesse succedendo. Com'era possibile che nessuno si fosse accorto di nulla in una zona off-limits. Data la posizione del corpo e lo stato in cui era si capiva che dovevano averlo portato lì. Non poteva esserci arrivato da solo e non era sicuramente morto per cause naturali. Dopo aver interrogato tutti i piantoni di guardi capì che nessuno si era accorto di nulla, nessun movimento sospetto, quell'animale era stato lasciato lì ed era ridotto malissimo quasi irriconoscibile. Sospettai che uno dei piantoni fosse il responsabile dell'accaduto. Il mattino dopo venne ritrovato il collare di quel poveretto. Solo allora capì come stavano le cose. Quello era Leo, il mio gatto. Fui distrutto da quell'avvenimento qualcuno di davvero crudele mi aveva colpito nel profondo. Chiunque sia stato non si è fatto sentire né vedere da nessuno, ha fatto tutto in silenzio e senza lasciare tracce, tranne quelle che voleva che noi trovassimo. Purtroppo non sono ancora riuscito a trovare il colpevole e né il motivo di quel gesto e non so se ci riuscirò mai.


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