CAPITOLO 18

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Il giorno seguente
Uffici Zahir
MACARENA

C'è un gran trambusto generale su tutto il piano, stanno organizzando una raccolta fondi per commemorare la memoria degli agenti caduti. Si terrà una gala solo per loro questo sabato e c'è ancora molto da gestire.

Lei si muove padrona di ogni situazione come se non avesse fatto altro nella vita.
È testarda, ma sa il fatto suo.
C'è una piccola parte di me che ammira la sua tenacia.

La vedo nel suo ufficio, circondata dai suoi collaboratori, e penso che sia il suo habitat naturale.
È nata per comandare, non ci sono dubbi.
È così concentrata che credo non percepisca nemmeno il tempo scorrere.

"Maca, c'è un uomo che vuole vederti"

Corrugo la fronte confusa nel sentire Gibbs parlarmi in auricolare.

"Dice di essere tuo fratello, lo faccio salire?"

Alzo gli occhi al cielo, non possono credere davvero che il mo incubo mi abbia seguita fin qui "Scendo io, Gibbs. Vieni a darmi il cambio"

Do un'occhiata a Zulema, è talmente presa che non si accorgerà del cambio, in fondo è meglio così perché vorrei che non sapesse questa parte della mia vita.

Scendo con l'ascensore ed esco dall'edificio, mi trovo davanti quel parassita che cerca di abbracciarmi ma io mi scanso "Sorellina!"

Lo spingo leggermente mentre lo squadro, è ubriaco o fatto, probabilmente entrambe le cose "Ma che cazzo ci fai tu qui?"

"Non rispondi più alle mie telefonate!" Protesta come un bambino.

Alzo un sopracciglio e sbuffo una risatina nervosa "E non ti chiedi come mai?"

Lui è sempre stato molto bravo a manipolarci "Che bello vederti.. sei così splendida, più bella di mamma!" Mi squadra, so bene che non ci vediamo da una vita e sono cambiata parecchio da quando correvo da tutte le parti per lui. Ora sono una Donna "Madre Natura è stata molto generosa con te.."

Alzo gli occhi al cielo "Che cosa vuoi, Roman?"

Lui mi sorride, non posso credere che ci cascavo "Perché devo per forza volere qualcosa? Perché non posso solo venire a trovare la mia dolce e bellissima sorellina?"

Mi si avvicina ma io lo scaccio a malo modo "Puzzi d'alcol e sei ubriaco"

I suoi occhi diventano lucidissimi "Sono rovinato, Sorellina" cerca di impietosirmi con una recita penosa "Ho bisogno di liquidi"

"I soldi per farti non ti mancano mai!" Lo accuso.

Lui alza le mani in segno di difesa "Era l'ultima, giuro che smetto!"

Una storiella già sentita.
Una bugia già sentita.

Faccio un passo minacciosa verso di lui, con odio e disprezzo "Voglio che tu sparisca e non cercarmi mai più mentre lavoro!"

"Ho provato a venire a casa ma non c'era nessuno!" Protesta piagnucolando "Voglio vedere la mamma!"

"Non puoi" rispondo tassativa, convinta che sarebbe la prima a dargli l'anima.

Lui finge talmente bene da farsi venire le lacrime agli occhi "Mi manca tanto, è anche la mia mamma! E tu non puoi nascondermela!"

"Tu vuoi vederla solamente per chiedere soldi!" Lo accuso, siamo fratelli ma la sua mela è davvero caduta molto lontana dall'albero.

"E anche se fosse? Che cosa c'entri tu?" Mi domanda offeso, la sua espressione cambia repentinamente.

"Le servono per curarsi, Roman, o forse ti sei già dimenticato che è una malata terminale?" Gli domando ma a lui non sembra importare.

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