CAPITOLO 41

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Il giorno seguente
MACARENA

Raggiungo gli altri all'interno degli edifici Zahir, direttamente nella hall del palazzo. Niente è cambiato nonostante siano passati anni. Nemmeno un vaso è stati spostato dall'ultima volta che ho messo piede qui.

I primi che incontro sono proprio i miei amici, la mia squadra. Tony mi abbraccia "Questi sono i grandi ritorni che vogliamo!"

La frase non mi passa certo inosservata "Perché? Ce ne sono stati altri?" Domando ridendo.

"Tresche, per la maggior parte" ribatte schifato.

"Tony.." lo rimprovera Gibbs "Bentornata Biondina" mi saluta dandomi una pacca sulla spalla.

Ignoro il discorso, convinta che scavare più a fondo mi provocherebbe solo dolore "C'è qualche avvenimento del quale dovrei essere al corrente?" Domando riferendosi strettamente al lavoro.

"Helena è tornata tra le gambe di Zulema" dice Tony tutto d'un fiato.

È evidente che ha completamente travisato le parole, si becca un'occhiataccia da parte di Gibbs che si appresta a domandarmi "Stai bene?"

Sorrido forzatamente mentre fingo di non aver sentito "Sì perché?"

Ma la sola immagine che custodisco nei ricordi è sufficiente a farmi cambiare l'espressione sul viso.

Tony mi osserva meglio "Perché sembra che vuoi commettere un genocidio di massa"

"È solamente la mia faccia" ribatto fingendo un totale distacco e disinteresse non sono per la conversazione ma anche per il tema, cercando con tutta me stessa di celare dietro a questa facciata fasulla un sentimento molto meno pacifico.

Tony non si lascia abbindolare dal mio sorriso "Sì.. beh non credo"

Cala il silenzio ma questa informazione è un tarlo che si fa spazio nella mia testa. Mi volto verso Gibbs, voglio guardarlo negli occhi mentre mi risponde "Un'avventura di una notte oppure.."

Tony risponde con lo stesso entusiasmo di un vecchio bisbetico ficcanaso nonostante abbia poco più di trent'anni "Una relazione! Ci davano dentro come conigliette!"

Gibbs gli tira uno scappellotto sulla nuca così forte da fare risuonare il ciocco in tutta la stanza "Due anni per imparare a parlare e trenta per imparare a tacere!"

"Che ho detto?!" Mormora dolorante.

"Fatti un giretto" gli ordina allontanandolo. Restiamo solo io e lui, so che non gli piace affrontare il discorso ma lo fa per me "È finita. Zulema l'ha lasciata e l'ha licenziata un paio di giorni fa.. deve ancora venire a prendere la sua roba, dovrebbe passare oggi"

Ma che magnifica coincidenza.

"..Perché?" Chiedo sapendo che c'è qualcosa in questa storia che non quadra. Il suo improvviso licenziamento coincide con l'arrivo della minaccia, non sono il genere di persona che crede alle coincidenze.

"Non c'è stato comunicato" ribatte, che è solo una questione più carina per dire che è una questione personale.

Posso solo immaginare la natura della loro discussione.

Il matrimonio.

"In questi due giorni si è fatta sentire?" Domando mentre ragiono sul personaggio psichiatrico con il quale abbiamo a che fare.

"Silenzio stampa, solo una comunicazione via mail che appunto ci informava della sua visita in mattinata" mi risponde senza capire la natura delle mie domande.

"Non è una persona che lascia perdere, ha un'ossessione per Zulema che dura da anni" penso a voce alta

"Che cosa vuoi dire?" Chiede incerto.

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