Capitolo 10

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Una sorpresa.

Io non so cosa dire.

Prima ero incazzata ed ora sono in un oblio.
Davvero, cosa faccio, fingo tutto oppure mi diverto e poi gli faccio una scenata, o ancora riservo la litigata per dopo.

In cucina divento ancora più confusa, Nicolas ed Ingrid cucinano insieme.

Sono contenta di vederli così uniti, come quando avevo quattordici anni, non sono cambiati di una virgola.

I miei idoli, voglio essere come loro, voglio far in modo che io e mio fratello restiamo il più uniti possibile.

Alla fine è una cosa carina, quindi perché non ringraziarlo.

Se ne avrò voglia, litigherò con lui più tardi.

"Grazie dum"
Dico tra le sue braccia, dondolandoci a vicenda, per poi baciarmi.

Dum significa stupido, ebbene si è il mio stupido preferito.

L'unico stupido che io possa amare.
Insieme a mio fratello.

"Mørke øyne"
Jørgen mi chiama.

Il mio soprannome è occhi scuri.
Tutti la prima volta ci siamo messi a ridere.

Fin da piccolino mi fissava in modo curioso, non riusciva a distaccare lo sguardo dai miei occhi.

Quel bambino pensava quanto fossero strani i miei occhi scuri in mezzo a quegli occhi chiari.

Da allora io sono occhi scuri.

"Dimmi pupetto!"
Anche io gli ho dato un soprannome.

Che dolce, sta giocando insieme a Finn con dei giocattoli portati da casa ed alcuni che abbiamo lasciato qui per ogni evenienza.

Mi siedo insieme a loro ed iniziamo a giocare con le macchinine.

"Come va all'università?"
Domanda, tra un gioco e l'altro.

"Bene, grazie.
Domani c'è il grande rientro"
Rispondo.

Inizia questa chiacchierata dell'università e dei miei colleghi.

Mi trovo bene con la maggior parte di loro, qualche piccola incomprensione ma va bene.
Ho imparato col tempo che troverai sempre qualcuno o qualcosa a darti fastidio.

Ma tu pensa soltanto alle cose che ti piacciono.

"A tavola!"
Ci avvisano i due fratelli.

Ma velocemente decido di cambiarmi, sono tutti ben sistemati ed io vestita come dovessi andare a fare la spesa.

Quindi perlustro velocemente il mio armadio e prendo dei jeans, una canottiera ed una giacchetta, accompagnati da dei tacchi.

Scendo in sala da pranzo e prendo posto accanto al mio ragazzo che senza farsi notare, poggia la sua mano nella mia coscia, ogni tanto fa dei cerchi col dito o stringe la mia mano

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Scendo in sala da pranzo e prendo posto accanto al mio ragazzo che senza farsi notare, poggia la sua mano nella mia coscia, ogni tanto fa dei cerchi col dito o stringe la mia mano.

E poi io non dovrei svenire davanti a tutti, questo mi fa venire un infarto, mi manca solo la bava e sono apposto.

Mangiamo tutti un bel gelato, chi al cioccolato, chi alla crema o come me al pistacchio.

Verso le undici rimaniamo da soli, io e lui.

Dopo aver sistemato la cucina, e la sala da pranzo.

Mi chiede se voglio farmi un bel bagno rilassante con lui.

Divento acqua che sclera solo a pensarci.

"Scusami per prima, scusami tanto"
Una volta dentro l'acqua, vuole rimediare a qualche minuto prima.

Lo abbraccio e lo bacio.

Io lo amo.

"Non fa niente"
E poi il tempo, l'aria romantica, fa il suo corso.

Ragazze grazie di tutto, del vostro sostegno e del vostro appoggio.

Io vi adoro.

Buona notte!😘

Un amore impossibile 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora