Capitolo 66

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Ero incredula.

Stavo andando talmente fuori di testa, da sentire anche la sua voce.
Incredibile.

Sto peggiorando.

"Beh?
È così che si saluta?"
Fantastico!

Continuo a sentirlo.

Allora, per non soffrire più, perché soffro nel sentire la sua voce, quando non c'è.

Vuol dire che sto peggio di quanto pensassi.
E sono pure incinta, quando dovresti essere al massimo delle tue forze e delle emozioni stravolgenti dovrebbero portarti al punto massimo di splendore, portandoti dei sentimenti che neanche tu sapevi di avere.

Potrebbe significare che anche a lui o lei, manca il papà.

Credimi tesoro, gli manchiamo anche noi.

Dobbiamo farci forza a vicenda, ma in particolar modo io.

Ancora è un essere così piccolo, riesce solamente a darmi un po' più di forza.
O così credevo, invece sento ancora la sua voce.

Visto la mia voglia di vivere.

Tappo le mie orecchie, posandovi sopra le mani.

"Eh andiamo!"
Ancora?

Sapevo che il subconscio può fare brutti scherzi ma non pensavo così tanti e così convincenti.

"Ma te ne vai?"
Dico, esprimendo con la mia, super dolcissima pari ad un limone.

La mia speranza era nel stare in pace, farmi una bella doccia e dormirci su.

Se non avevo alternativa, potevo mangiare.

Facevo felice me ed il piccolo, avrei preso o meglio, avrei donato un momento di totale gioia a due persone.

Due piccioni con una fava, come si suol dire.

Ma a questi due piccioni manca il terzo.

Ci consoleremo con tanto cioccolato e pistacchio.

Un amante niente male, per le nostre papille gustative.

Si!
Senza ombra di dubbio, è il nostro miglior alleato.

"Piccola andiamo sono io"
Questo era davvero troppo.

È vero che sono molto severa con me stessa, ma essere presa per il culo così.

Non ci sto!

Tento di convincermi, ovvero con una prova.

Ho una totale certezza, quando mi girerò e lui, non ci sarà.

Resterò delusa, d'altro canto, sarò finalmente serena.

"Nicolas!"
Urlo, alla sua vista, cogliendomi alla sprovvista.

Ero estranea al suo, tempestivo e miracoloso ritorno.

Il mio uomo era tornato a casa, da noi.

"Ci ho sperato così tanto, da non pensare fosse possibile"
Piagnucolo come una bambina, dando sfogo ai nostri sentimenti.

Io piango, anzi, noi piangiamo e lui sorride contento.

"Stai bene?"
Le mie mani, vagano per tutto il suo corpo.

Con l'aspettativa di non trovare alcun livido.

"Tutto apposto.
Ho bisogno di altro adesso"
Mentre ci stringiamo, corpo a corpo, mandandomi in fonduta.

Fino a quando non tocca la mia pancia, unendo le mie labbra secche alle mie, leggermente umide dalle mie lacrime.

La famiglia, la nostre famiglia era riunita.

Senza di voi.
Io non sarei a scrivere.

Un amore impossibile 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora