Capitolo 78

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Nicolas mi guardò stupito ed in procinto di mettersi a ridere, credendo veramente che era tutto una presa in giro.

Mossi la testa, da destra a sinistra.

"Ti sbagli"
Dissi ferma sulla mia idea, ormai presa e che forse avrei dovuto prendere tempo fa.

"Nicolas, forse, siamo stati un po' troppo affrettati o semplicemente stiamo provando a portare avanti un sentimento che si era spento, ma non ce ne siamo accorti.
Magari io e te neanche ci amiamo più, ci sentiamo parte giornaliera dell'altro.
O peggio ancora, siamo talmente distanti io e te, in questo momento, con i nostri pensieri e preoccupazioni, ben differenti.
Da non percepire più nulla"

Sentivo un ago, penetrarmi il cuore, ad ogni parola.
Una fitta, dove sentivo la vita abbandonarmi, quando alludevo ad un nostro amore finito.

Però non potevo pensare altrimenti.
In questo istante io e lui, stiamo spianando delle strade troppo diverse.

Non voglio fare la fine dei suoi genitori, non voglio fare la fine dei miei genitori adottivi e men che meno naturali.

Da loro, attraverso le lacrime, ho imparato gli errori che non si devono mai commettere.

Per il mio bambino voglio solo il meglio e se questo lo posso raggiungere con una pausa, sarà quello che farò.

Nicolas si avvicinò a me, con uno sguardo al di fuori del normale.
Era spaventato, arrabbiato, stupido, triste.

Lui non riesce mai a gestire tutti questi fuochi d'artificio che esplodono dentro di se.

E questo, ogni volta è un male.

Successivamente, sceglierà, esprimerà il sentimento più forte fra i tanti.

"Che cazzo stai dicendo?"
Urlò, sbattendo con ira la sua mano contro un mobile di legno scuro.

La sua reazione, mi colse alla sprovvista.

Sussultai, proteggendo la mia piccola placenta.

Spostò lo sguardo verso di me, la sua rabbia s'incrementò incredibilmente, vedendo il mio intento di proteggere il bambino da lui.

Colui che è il padre legittimo.

Schifato ed indignato, allontanò le mie braccia dalla pancia.

"Io sono il padre, non puoi neanche pensare che possa fargli del male.
Adesso ti accompagno, le altre cazzate, uscite dalla tua bocca.
Mi auguro siano causate dalla stanchezza, perché non puoi davvero pensare delle balle come quelle.
Io e te non siamo abituati a niente, non abbiamo bisogno di nessuna pausa.
Ci amiamo, fine del discorso"

L'ansia non mi fece aprire più bocca.
Nicolas, il Nicolas, anche di pochi mesi fa non era così iracondo e nervoso.

Tutto ciò non deve rovinare ne me né lui.

Questa pausa dobbiamo prenderla, se me lo impedirà, giuro che non me ne darò pace.

Feci finta di nulla, solo per calmarlo.
Guidare in quelle condizioni, non sono le migliori.

Lo baciai si calmò e provai a fare lo stesso.

Perché io sono forte, ma il piccolino no, tutto ciò che provo sarebbe per lui il triplo e non se lo merita.

Un amore impossibile 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora