Capitolo 64

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Adesso ho una crisi interiore, mai avuta prima d'ora.

Io sono stata sempre sicura di me, delle mie scelte.

Ma perché ora ho così tanta paura, eppure ho desiderato così tanto la mia famiglia, una mia identità, la prima parte della mia storia.

Qui, senza Nicolas, sono o molto più debole.

Come potrei prendere una decisione così, importante per me, così.
Su due piedi.

Ma ciò pensato tanto, ritirarmi adesso, sarebbe una perdita di tempo.

"Vada avanti"
Lo incinto a continuare, dopo che si era fermato a voler aspettare un mio cenno.

"Abitano in Germania.
Tua madre aveva solamente sedici anni, abitano a Bonn.
Tua madre ha trentasei anni, suo marito trentasette"
Giro intorno alla cosa più importante secondo me.

Deve dirmi altro, ne ho bisogno!

Sono vivi, devo e voglio saper altro.

"Hanno due figli"
Loro si sono dimenticati di me.

Non hanno aspettato nulla a crearsi la loro stupidissima famiglia felice, senza di me!

Ero talmente inutile e di peso che non mi hanno voluta con loro.

Io, li odio!
Con tutta me stessa.

Quando li vedrò gli spezzarò il cuore, come loro hanno fatto con me.

Tutto questo stress, mi porta sull'orlo delle lacrime.

Mi chino sul tavolo e do sfogo alla mia rabbia, con delle lacrime.

"No Giulia.
Non ti fa bene"
L'agente si alza per venire verso di me, abbracciarmi da dietro e consolarmi.

Mi alzo automaticamente per sentirmi circondata da delle braccia.
Non saranno quelle di Nicolas, ma vanno bene comunque.

Adesso mi serve.
Ho bisogno di qualcuno che non mi abbandoni, che mi stringa a se.

Resto così non so quanto, per me è anche poco, ma non posso di certo costringerlo ad abbracciarmi per sempre.

Retrocedo di qualche passo, per asciugarmi le guance e togliere ogni traccia delle mie lacrime.

Lo saluto, senza ormai voglia di far altro che andare a casa.

Lo ringrazio e vado via.

Lungo il tragitto per ritornare a casa, altre lacrime riescono a sfuggire al mio controllo.

Tutti hanno questa tendenza ad andarsene.

Prima i miei genitori biologici, poi i miei genitori adottivi ed ora anche Nicolas.

Da sola non riuscirò a stare in piedi.

Cambio totalmente strada, vado a trovare mia nipote.

Quella piccola stellina sarà in grado di farmi dimenticare per un po' di tempo tutto quanto.

Oggi, per fortuna ho portato con me i due mazzi di chiavi.

Uno di casa mia e quella di Riccardo, il secondo per casa di Ingrid.

Apro la porta.

All'ingresso vedo le luci spente, come in tutta la casa, dove vaga il silenzio più assoluto ed un freddo boia.

Solitudine.

Unica speranza che posso ancora coltivare in me.

Sono delle buone notizie da parte di Nicolas.

Una persona almeno che possa tirarmi su di morale.

Un amore impossibile 3La tua prossima ossessione. Scoprilo ora