Capitolo 71

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"Quindi, la psicologia sociale si basa sui comportamenti fra le persone e i gruppi, ed istituzioni. Ti prego dimmi che ce l'ho fatta"
Sono esausta, probabilmente sono solo stanca, dopo quattro ore di pura psicologia con Matt.

Sono quaranta minuti che non riesco a comprendere quest'ultimo argomento.

"Ecco! E per oggi si finisce qui"
Giorgio è bravissimo, di giorno dorme molto, come fa adesso e ci ha lasciati lavorare senza grandi intoppi.

Il massimo disturbo, che alla fine non è un disturbo, quando toglie il ciuccio e si lamenta.

"Resta qui. Ti offro qualcosa, una merenda. Ti va?"
Gli chiesi, prendendo del succo di frutta, latte di mandorla e muffin.

"Si, grazie. Aspetta"
Velocemente posò i libri, quaderni e penne sul piano cucina, nella maniera più ordinata possibile.

"Ti do una mano"
Sorrise e prese il piatto con i muffin fra le mani per posarlo sul tavolo.

Il tempo non sembra essere più un nostro problema.

Ci perdiamo parlando su cosa fare questo sabato sera, quale sarà il prossimo argomento di psicologia e la provenienza di questi muffin.

"Te la cavi con i dolci"
È il quarto che prende. Ora che ci penso, l'ho sempre visto mangiare molto senza sforare nella sua linea fantastica.

Presi il bicchiere e lo sollevai di poco per far scivolare lungo la mia gola il latte di mandorla.

Vidi Matthew guardare il suo orologio e poi sussultare.

"Devo andare. Altrimenti la mia squadra di basket mi ammazza"
Ha detto "squadra di basket"? Non lo sapevo. Beh per mantenersi questo fisico dovrà pur far qualcosa.

"Ah, già"
Mi alzai in contemporanea a lui.

"Allora ciao"
Un bacio sulla guancia e via.

Neanche il tempo di chiudere la porta di casa e salutare Matthew, il telefono suonò.

Sbuffai e risposi ad Ingrid.

"Ehi. Come stai bionda naturale"
La salutai con una battuta brutta, ma tutta nostra.

"Razza di scema cosa dici! I miei capelli sono nero pece"
Ecco, per l'appunto. L'importante è che il nostro rapporto non si spezzi per colpa di quello scemo.

"Come sta il mio nipotino preferito?"
Alzai gli occhi al cielo.

"Ingrid. Hai un solo nipote"
Le ricordai. Sottolineando che la frase precedente non possiede alcun senso.

"Potresti non rovinare le mie meravigliose frasi? Che sei puntigliosa"
Illusa. Non troverà mai pace con me.

"Sta bene. Dorme"
Diedi un'occhiata a quel aggeggio infernale che connette la sua camera alla cucina. Dico infernale perché certe volte lo lascio acceso, cade e fa un rumore assordante.

"Eh si, c'è Nicolas che vuole vedere il piccolo e magari te resti qui con noi"
La fermai.

Restare lì, nella stessa casa dove si trova lui che ha ancora il mio cuore.

Quello stronzo.

Sarebbe troppo per me. Crollerei.

"No, sai il problema non siete voi. Anzi ti apprezzo veramente molto, lo sai.
Nicolas sta facendo il suo dovere, il padre. Sono contenta, ma Giorgio ed io siamo due cose separate riguardo suo padre"
Le ricordai in poche semplice parole.

Nicolas deve essere nel passato. Devo portarlo nel cassetto del dimenticatoio. Per il mio bene.

Un amore impossibile 4La tua prossima ossessione. Scoprilo ora