Il mio era stato un errore, un momento di debolezza.
È stato il mio primo amore, l'amore più grande mai provato, dopo mio figlio.
Già, sarà sicuramente questo. Un momento di debolezza.
Proprio oggi che devo uscire con Matt.
Iniziai ad insultarmi, ho fatto una cazzata.
Dopo essersi rimesso la maglietta di cotone grigia, si avvicina a me.
Lo allontano spingendolo.
"No. Io non posso dimenticare così. È stato un mio momento di debolezza"
Metto in chiaro la situazione.
Ha distrutto ogni cosa e non può pretendere di fingere ciò che ha reso me ed il mio bambino tristi e con un senso di vuoto dentro.
Alla fine Giorgio lo vedeva mediamente tre volte alla settimana e sapevo che entrambi sentivano la mancanza dell'altro.
Una fortuna, nella sfortuna.
"Devo andare"
Che casino, ho fatto una cavolata.
Adesso non so più neanche se potermi fidare di me stessa.
"Sei, molto bella.
Vai da qualche parte?"
Mi strinse la mano, unendola alla sua.
Calda, accogliente, forte. Quella mano che ho stretto così tante volte quando temevo di cadere.
Quel contatto che mi era mancato da morire.
"Si"
Comincio a vergognarmi di me stessa, del mio appartamento con Matt.
Sebbene non debba giustificarmi proprio con lui.
"Tra poco è il tuo compleanno"
Disse. E se pensava a qualche festa o altro. No! Non avrei perso tempo per queste cose.
Annuì.
"Devo andare"
Tagliai corto. Iniziavo a non respirare lì dentro.
Non guardai neanche con attenzione la stanza. Mi persi in lui, fra le sue braccia, il suo calore e forse, nel suo amore che sembrava svanito.
"Ti rivedrò?"
Vorrei, lo voglio tanto.
Però tu mi hai fatto tanto male, come posso buttare al vento tanta sofferenza?
"Non lo so. Ciao"
Lasciò delicatamente la mia mano, per tentare di prolungare quel nostro piccolo contatto.
Me ne andai di corsa da li, sperando che nessuno sospetti niente. Che imbarazzo.
La cosa più imbarazzante è un'altra.
Matt è stato fantastico. Una cena buonissima, anche se il dolce l'aveva comprato, ma non importa.
Io avevo portato dello spumante, come segno di cortesia.
Abbiamo parlato a lungo, mi sono divertita molto. Fino a quando non provò a baciarmi e mi ritirai indietro.
I miei pensieri erano rivoli a mio marito, si lo era ancora, legalmente e secondo la Chiesa io e lui siamo marito e moglie.
E dopo il nostro incontro di oggi ho mandato a puttane tutto lo sforzo per dimenticarlo.
Io voglio lui. Voglio di nuovo lui. Voglio solamente lui.
Quella sera, mi chiamò.
Per dieci minuti, nessuno aveva aperto bocca. Ci bastava sentire il respiro dell'altro.
"Io penso ancora ad oggi"
Disse.
Non può ritornare tutto come prima o non subito.
"Nicolas, non puoi fare così. Prima mi lasci, trattandomi come una merda ed ora.. si. Io ti amo ancora, mentirei altrimenti. Ma non posso permettere che ogni cosa torni come prima, per un nostro capriccio"
Sospirai. Fui sorpresa di me stesse, avevo trovato il coraggio necessario per parlare e dirgli ogni cosa che mi stava passando per la testa.
"Fare l'amore col proprio marito non è un capriccio"
È vero. Ma in quel momento non potevo intendere altro.
"Dovevi pensarci prima"
Guardai il nostro piccolo principe dormire teneramente fra le mie braccia.
"Certo che una cosa buona l'abbiamo fatta"
Commentai, riferendomi al nostro bambino stupendo.
"L'abbiamo fatto insieme"
Spero vi piaccia❤
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Un amore impossibile 4
Teen FictionVivevano per l'altra, il loro cuore batteva per la propria anima gemella. L'unico loro desiderio era di continuare a vivere per dimostrare l'amore che nutriva per la loro ragione di vita. Il loro amore è smisurato, la loro anima sanguina a causa di...
