Non riuscivo a prendere sonno.
Sono l'unica paziente che gira per i corridoi del mio parto.
Voglio vedere il piccolo Jonas.
Purtroppo, capita con molta frequenza che in un parto gemellare uno dei due bimbi abbia bisogno della culla termica.
Jonas dorme al calduccio, protetto dagli agenti esterni, grazie al quella culletta particolare.
Jonas è la mia copia. Tratti mediterranei, colori scuri contornano il suo viso, sebbene l'incarnato resti comunque particolarmente chiaro.
Ancora non si sa come sia potuto accadere, ma il mio bambino è particolarmente sottopeso. 3kg, ne un grammo in più, ne un grammo in meno.
Jonas dorme così bene, spero faccia bei sogni, ammesso che già a poche ore dalla nascita si possa sognare.
Ma si, lui e i suoi fratelli mi fanno sognare ogni giorno che passa, sognerà anche lui.
Tengo la mano appoggiata al vetro che mi permette di osservare quanto sia bello e delicato questo miracolo.
Rimasi li, a guardare, a restare in allerta e al tempo stesso serena.
Ero pronta a qualsiasi cosa per Jonas.
Peccato che ero ancora stanca dal parto, non mi sarei neanche dovuta alzare dal letto ed era molto tardi.
"Amore"
Fu un sussurro caldo, dolce e soave a risvegliarmi.
Il muro e la sedia dell'ospedale non erano le combo migliori per riposare bene.
"Nico"
Sbadigliai.
"Non dormivo, tranquillo"
Volevo restare ancora, non avevo visto Jonas durante la giornata. Stupido sonno.
"Sei troppo debole, ci tornerai domani"
Ma, cosa ci faceva lui qui? L'orario delle visite era terminato da molto tempo.
Nicolas mi strinse le mani, per aiutarmi ad alzarmi, senza troppi sforzi.
Dopodiché avvolse il suo braccio destro lungo i miei fianchi.
Mentre cammino, gli occhi si chiudono da soli e un fastidio incredibilmente si propaga lungo la cicatrice causata dal parto cesario.
Gemetti, non potevo far nulla.
Nicolas capì che probabilmente non dovevo stare neanche in piedi e mi prese in braccio, poverino.
"Sicuro che ce la fai?"
Sono una balena, potrei scoppiare, seriamente.
"Dormi"
Fu la sua risposta.
Aveva notato anche il mio sonno.
Mi posò sul letto, dove c'era anche Giorgio che dormiva serenamente grazie al suo amichetto, il peluche di un cagnolino che stringeva fra le mani.
Diedi un'occhiata alla femminuccia di casa, anche lei dormiva tranquilla, nella culletta alla sinistra del mio letto.
"Sto io con Jonas, riposa, sei troppo debole ancora per fare di testa tua"
"Sfortunamente"
Sbuffai, non amo essere limitata.
"Meglio invece. Una volta tanto riesco a controllarti"
Annuì. Non sono molto brava sul rendere la vita degli altri più regolare e semplice, anzi.
Posso capire ciò che dice.
"Vedi di riposare"
Disse ancora, sembrava mio padre.
"Va bene nonnino"
Avrebbe chiuso quella bocca?
"Nonnino a chi? Vedi che sono più informa di quanto tu pensi"
Ribatté infastidito, dalla mia affermazione.
"E ti pare che non lo so? Ti ricordo che abbiamo fatto tre figli"
Ok, meglio andare a dormire, sono fuori controllo.
Mio marito non sapeva se ridere o altro, così gli diedi un bacio sulle labbra e gli diedi la buonanotte.
Egli se ne andò a far compagnia a Jonas.
Adesso la famiglia è al completo.
Ecco che fine aveva fatto il gemello della piccolina.
Buonanotte❤
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Un amore impossibile 4
Teen FictionVivevano per l'altra, il loro cuore batteva per la propria anima gemella. L'unico loro desiderio era di continuare a vivere per dimostrare l'amore che nutriva per la loro ragione di vita. Il loro amore è smisurato, la loro anima sanguina a causa di...
