Capitolo 59

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Scusate l'assenza, sapete già qualcosa, altre no e mi sembrava d'obbligo darvi delle spiegazioni. Qui su Wattpad o una diretta su Instagram? Spero vi piaccia❤

Giorgio piange ogni notte da due mesi, tre lunghi mesi. Soprattutto per lui e per la sua salute.

Sono consapevole che può capitare ai bambini di non riuscire a dormire tutta la notte, sia per le poppate notturne che per altro.

Il mio piccolo principe ha tre mesi adesso, è il bambino più bello del mondo, so che non è così ma lo è per me.

Ha preso da Nicolas il colore dei capelli e degli occhi, i tipici tratti norvegesi.
Ma il sorriso, il naso e le sue belle guanciotte piene sono della mamma, inutile dire che ovviamente ha preso il meglio da me.

Grazie al cielo, Giorgio è pieno di salute e raramente piange. Se non fosse per un piccolo, ma proprio minimo problema.

Da quando Nicolas è partito per una nuova missione in Afghanistan, il luogo dove vorresti che siano le persone a te care, il piccolo sente molto la sua mancanza.

Quando lo metto in braccio poi non vuole scendere più, altrimenti scoppia in un pianto isterico, ho provato di tutto, ma non smette mai di piangere. La notte è il momento più brutto, ogni qualvolta il piccolo si svegliava si alzava il papà, dato che mancava gran parte del giorno, voleva non solo farmi riposare e al tempo stesso prendersi cura lui del bambino.

Giorgio non sente più l'odore, il tatto e la voce del papà, così piange e lo fa ancor di più quando riconosce me e non Nicolas con lui.

Gli manca tanto, a Nicolas non ho detto tutto ciò, ma è molto triste anche lui.

Prima della partenza non voleva staccarsi dal bambino, ero alquanto gelosa, ma misi da parte il mio lato materno e capì che ne avevamo bisogno. Giorgio per ricordarsi quel poco che poteva, Nicolas per non odiare il destino ed io per farmi forza e ricordare quei momenti stupendi.

Quando Nicolas chiama o ci vediamo attraverso un computer cerca sempre l'attenzione del bambino, il quale non lo riconosce subito. Consapevole che sia inutile, cerco di coprire la situazione mentendo, dicendo frasi come "tranquillo è solo distratto da un giocattolo" l'uomo di casa sorride, i suoi occhi però non mentono.

Giorgio dopo dieci minuti mi ascolta e vede il suo papà ed è finalmente felice.

Fosse per Nick, starebbe ore a guardarlo, gli basta vedere il suo sorriso.

"Te come stai?"
Arriva sempre quella frase, dovrei apprezzarla e invece la odio, con tutta me stessa. Una frase più stupida di quella, in una situazione del genere, non aiuta la mia calma.

"Bene, tu non devi preoccuparti. Pensa solamente a tornare a casa"
Questa è la mia solita risposta, voglio saperlo al sicuro, salvo e protetto. Da quel posto in un modo o nell'altro si muore. Militari sono tornati a casa morti dentro, per la perdita di un arto o per la visione sconcertante della guerra o della crudeltà, altri sono morti da eroi, sebbene hanno lasciato la propria famiglia a rimpiangerli.

"Tornerò sempre, anche a costo di morire lì. L'importante è che vi veda un'ultima volta"
È in momenti come questi che vorrei stringergli la mano e non lasciarlo andare più, costringerlo a restare.

"Smettila! Te e le tue pessime battute"
Stupido, è proprio uno stupido, deve smetterla di utilizzare quel suo umorismo che nessuno capisce.

"Giulia"
Adesso come sempre tengo la testa bassa. Arrabbiata come sono, non voglio guardarlo e stavolta non rialzerò il viso.

"Sono fiero di te, sono orgoglioso di mia moglie"
Persi un battito. Ero sicura che stava battendo più forte che mai e poi il nulla lasciando un vuoto dentro di me fino a quando non riprese a battere normalmente.

Guardai negli occhi mio marito, gli sorrisi e chiesi se avesse delle novità o se fosse in un luogo più o meno protetto, anche se lì sarebbe un eufemismo.

Le nostre conversazioni durano poco, purtroppo, non mi bastano mai.

Prima di chiudere il collegamento, Giorgio sente per ultimo la voce del papà ed ogni cosa svanisce.

Un amore impossibile 4La tua prossima ossessione. Scoprilo ora