Capitolo 77

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Oggi ho dato l'ultimo esame all'università. In questi ultimi due mesi ho studiato insieme a Nicolas.

In orari un po' improponibili, certe volte. Studiavamo quando avevamo un po' di tempo libero e Giorgio dormiva.

Conclusi la mia tesi con il grido del mio piccolo, la parola mamma rieccheggiava per tutta la sala ed i signori comprese le persone alle quali ripetevo, risero per poi applaudire.

Questa sera abbiamo prenotato un tavolo per nove, nel mio ristorante preferito.

All'università c'erano tutti: Riccardo, Nicolas con il bambino in braccio, Ingrid e Matt. Anche se quest'ultimo era seduto ai posti finali. Vidi solamente che annuiva, una volta conclusa la mia tesi.

Sono uscita con novantacinque, un voto stupendo che appagava completamente tutte le mie fatiche. Anzi, le nostre fatiche.

Riccardo mi abbracciò, ricordandomi quanto fossi importante per lui e soprattutto fonte d'orgoglio.

Nicolas mi baciò davanti a tutti quanti, con Giorgio in braccio che poi si è buttato fra le mie braccia.

Per Ingrid fu la giornata delle foto, ne ha scattate a bizzeffe.

"Io vado a farmi una doccia!"
Gridai. Entrai in bagno con l'accappatoio bianco ed i capelli sciolti.

Sentì Nicolas giocare con Giorgio. Ha una risata così contagiosa, dolce e forte, da potermi rendere felice e allegra come poche persone hanno potuto fare nella mia vita.

Canticchio una canzone a caso per poi entrare in doccia.

Fino a quando, il mio compagno disse che stava per mettersi in piedi, senza il suo bisogno. Giorgio stava per camminare.

"Giulia fai presto!"
Adesso non potevo neanche farmi un bagno in santa pace che mio figlio, stava per compiere i suoi primi passi.

Non potevo scendere in salotto nuda, avrei perso un po' di tempo.

E non potevo neanche perdere quest'occasione.

"Bloccalo se puoi"
Sbagliai a fidarmi così di lui, perché lo fece addormentare ed io scesi giù con l'accappatoio, i capelli bagnati e della schiuma qua e la, per nulla.

"Ma come!"
Dissi dispiaciuta ed incredula all'accaduto.

"Dai su, ci sarà un'altra volta"

"Lo spero per te!"
Sbuffai.

"Però guarda com'è bello"
Nostro figlio è sempre bello, ma quando i bimbi dormono, si ha tutta la calma per guardarli meglio e cogliere quei minimi dettagli che difficilmente si colgono durante la vita frenetica.

"Giulia"
Mi chiamò il norvegese.

"Si?"
Chiesi totalmente assorta fra i miei pensieri.

"Jeg elsker deg"
Mi ama. Il mio Nicolas mi ama ancora.

Distolsi lo sguardo dal mio principe. Adesso guardavo quel re che aveva il mio cuore. Ora e per sempre.

"Anche io ti amo"


Un amore impossibile 4La tua prossima ossessione. Scoprilo ora